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giovedì 16 agosto 2012

Il Nirvana secondo Gabriele Salvatores

Nirvana, di Gabriele Salvatores, è un film non perfetto, ma estremamente profondo.

Siamo tutti personaggi di un videogioco?

In questa scena, uno dei protagonisti di Nirvana ("Solo", interpretato da Diego Abbatantuono) cerca di spiegare il vero senso della realtà a una sua amica, Maria.

Ma lei non gli crede ...


Perversioni Femminili: un film di Susan Streitfeld


Un film di Susan Streitfeld. (USA/ Germania, 1996)
Con Tilda Swinton, Amy Madigan, Karen Sillas.






Una donna, per esplorare ed esprimere appieno la propria sessualità e le proprie capacità emotive e intellettuali, dovrebbe correre grossi rischi e attuare una profonda rivoluzione delle condizioni sociali che la reprimono e la costringono.
L’alternativa è persistere nel tentativo di adattarsi all’ordine del mondo, consegnandosi per sempre alla schiavitù di uno stereotipo di femminilità riconosciuto, ossia, se vogliamo, a una perversione.

Louise J. Kaplan


Tratto dal libro di Louise J. Kaplan "Perversioni femminili. Le tentazioni di Emma Bovary", il film porta avanti la tesi che è del libro stesso: la perversione, negli uomini e nelle donne, è un meccanismo fondamentale che permette di sopravvivere all’orrore di quella perdita originaria che la nostra cultura infligge ad ogni essere sessuato nel momento in cui lo piega alla schiavitù dei ruoli sessuali e di genere.


Dopo Orlando di Sally Potter, non a caso interpretato dalla stessa attrice, Tilda Swinton, ecco un altro film che ci parla del “genere”, cioè dei ruoli e degli stereotipi che ci troviamo ad impersonare, come uomini e come donne.


Film complesso, dalle molteplici letture, intreccia con maestria due piani, quello della realtà e quello delle fantasie “perverse” della protagonista – Eve, un’avvocata di successo - con continuità, così da tratteggiare il mondo profondo, inconscio, pieno di zone d’ombra e di traumi infantili di una donna. Una donna che dietro un’apparente facciata di efficienza e perfezione, nasconde luoghi oscuri della memorie e desideri masochistici, strategie di sopravvivenza, come le definisce la teorica femminista Kaplan, sopravvivenza agli stereotipi e ai modelli estetici che la società le impone e alle ferite che per questo, giornalmente, le vengono inferte.


Nelle sue fantasie erotiche, Eve, in un chiaroscuro suggestivo, cammina su un filo teso, in precario equilibrio, in alto sopra una piscina dall’inquietante forma di croce, sottomessa a dei fantomatici personaggi che hanno il volto di un re e di una regina bianchi. La corda, che più volte ricompare, è il simbolo delle sue catene, di ciò che limita la sua libertà di essere umano, prigioniero di comportamenti, e, parallelamente, la corda è il suo destino di acrobata in bilico sulle paure che si porta dietro dall’infanzia.


“Le perversioni non sono mai ciò che sembrano essere”, ci informa una scritta ricamata sul cuscino di Eve, e più sotto troviamo scritto su una panchina: “Nella perversione non c’è libertà, ma solo un conformarsi rigido agli stereotipi di genere”. E le donne si ritoccano il rossetto, si aggiustano i capelli, si rendono ineccepibili ed eleganti, entrano in competizione tra di loro, stanno sempre sulle spine per non correre il rischio di incrinare il modello che la società richiede loro in quanto donne.


La vita di Eve, così irreprensibile, corretta e patinata, è continuamente interrotta e “forata” da fantasie di ansia e di insicurezza: sente delle voci e immagina dei personaggi che denigrano la sua identità di donna, una sorta di nevrosi sotterranea. Pubblico e privato si mischiano, in un mondo “maschile” che spesso più che ascoltarla, guarda le sue forme. E lei vive sulla sua pelle l’insicurezza di non essere all’altezza dei requisiti di “femminilità” richiestele, di essere bella, cioè, e desiderabile.


Così anche la sua vita affettiva e relazionale è carente: incapace di amare, cioè di un reale incontro con l’”altro”, che ha sacrificato alla “carriera”, può viversi solo le sue fantasiose perversioni sessuali. Sarà il recuperò della sorella – l’altra faccia della stessa medaglia, una diversa strategia di sopravvivenza agli stereotipi dominanti -, che infine scioglierà i nodi irrisolti. Madelyn, cleptomane arrestata per furto, che sta scrivendo una tesi su un paese messicano in cui le donne hanno in mano il potere, cerca così una sua personale soluzione al suo “male di vivere”.


Con la comparsa della sorella Madelyn, l’equilibrio di Eve precipita a poco a poco e la sua perfetta immagine si incrina fino a rompersi. Finalmente la corda che la teneva in sospeso sopra l’abisso delle sue paure si romperà, permettendole di superare il trauma infantile che la legava, morbosamente, al padre. Sarà grazie alla crisi che Eve capirà qualcosa, che cadrà il velo delle sue illusioni, ed entrerà sempre più in contatto con il mondo matriarcale studiato dalla sorella, un mondo dove le donne per essere accettate non hanno bisogno di depilarsi, di tenere sotto controllo il proprio peso e di dedicare all’estetica la maggior parte del proprio tempo: di essere cioè un bell’oggetto del desiderio.


Il film è infarcito di richiami e di rimandi interni, tanto da tessere una trama abbastanza ampia delle perversioni delle donne – ci sono molti personaggi femminili nel film, - senza giudicarle negativamente, ma ricercandone le cause profonde. Ci offre così un ampio ventaglio di nevrosi tipicamente femminili, notevoli “ritratti di signore” dolenti e feroci al tempo stesso.


Il film si chiude quando Eve incontra Edwina, una ragazzina alle soglie dell’adolescenza, che con uno sguardo ancora puro e senza veli guarda alla sessualità con dolore e ricerca un modo di essere donna diverso, in contatto con le forze arcaiche e magiche della natura, un luogo magico dove compiere riti legati al ciclo mestruale, simbolo della potenza femminile.


Il messaggio del film è in fondo un po’ questo: di riscoprire una femminilità fuori dagli schemi, fuori dai modelli estetici imperanti, vicina ad un mondo primitivo di matriarcato e di potenza, un mondo tribale e rituale dove il valore di un individuo non si misura dalla curva dei suoi fianchi.


Stupenda la Swinton nell’interpretare le molteplici facce di questa donna schizofrenica, piena di manie e di superstizioni, che chiede a sé stessa la perfezione e non si perdona il minimo errore.


Il taglio narrativo del film, secco e tagliente e la fotografia lucida e patinata, le somigliano un po’: come lei, sotto una superficie socialmente irreprensibile, nascondono “cadaveri” ed inquietanti segreti.



Testo tratto da: cineforum.bz.it


 


Maggie Gyllenhaal




Maggie Gyllenhaal (New York, 16 novembre 1977) è un'attrice statunitense, candidata nel 2010 al Premio Oscar come miglior attrice non protagonista per l'interpretazione in Crazy Heart.


La pellicola che l'ha fatta conoscere al pubblico è stata Secretary, che le ha procurato una nomination al Golden Globe.


Regina del cinema indipendente americano, ha interpretato molti ruoli difficili. Da segnalare le sue prove in Secretary (2002) di Steven Shainberg, SherryBaby di Laurye Collier (2006) e Vero come la finzione di Marc Forster (2006).


La sua bravura non l'ha però tenuta lontano dal cinema di largo consumo: infatti Oliver Stone nel 2006 l'ha scelta per interpretare Allison Jimeno in World Trade Center. E Christopher Nolan nel 2008 l'ha scritturata per il ruolo finora più conosciuto della sua carriera, quello di Rachel Dawes in Il Cavaliere Oscuro, sesto film sulle avventure di Batman.


Maggie Gyllenhaall ha fatto anche la modella per Miu Miu, un marchio della casa di moda Prada, e per Reebok, ed è stata la testimonial della casa di lingerie Agent Provocateur.



Fonte: Wikipedia

 

Ultimo tango a Parigi - Discorso sulla famiglia



Ultimo tango a Parigi - Discorso sulla famiglia

domenica 12 agosto 2012

Chernobyl. L'ingresso della Zona di Alienazione

Chernobyl, la



"Stalker" é stato girato quasi 10 anni prima del disastro di Chernobyl. Alcune foto della zona di Chernobyl, oggi, sembrano prese da quel film.

Stalker

Inside the Zone  


La debolezza è potenza, e la forza è niente. Quando l'uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte e rigido, così come l'albero: mentre cresce è tenero e flessibile, e quando è duro e secco, muore. Rigidità e forza sono compagne della morte, debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell'esistenza.
 
da "Stalker" (Andrej Tarkovskj, 1979)

L'amamante di Lady Chatterley

 

       
L'amante di lady Chatterley


Cerco un donna che danzi con me sotto la pioggia

 

        
 

Viaggio a Kandahar

             
Viaggio a Kandahar
Secondo una stima delle Nazioni Unite, l'Afghanistan è uno dei tre paesi più minati al mondo. Circa 200.000 civili sono morti e 400.000 sono stati resi disabili dall'esplosione di mine nel Paese. La UNOCHA, agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di coordinare l'assistenza umanitaria in Afghanistan, ha calcolato che, approssimativamente, altre 6000 persone ogni anno perderanno la vita o gli arti nell'esplosione di mine in un Paese devastato dalle guerre. In Afghanistan vi sono al momento 10 milioni di mine antiuomo pronte ad esplodere nel momento stesso in cui qualcuno vi cammini accidentalmente sopra.
Ogni giorno, nel solo Afghanistan, circa 20 civili innocenti, tra cui donne e bambini, cadono vittime delle mine. Metà di essi muoiono per carenza di assistenza medica e cure. A causa della presenza di mine, più di 488 chilometri quadrati di terra, comprese zone coltivabili, canali di irrigazione, ed aree residenziali, sono inaccessibili.
Più del 30% delle vittime di mine antiuomo in Afghanistan sono bambini. L'eredità delle lunghe guerre nel Paese ha portato a 750,000 amputazioni.
Le Nazioni Unite stimano la presenza di 10 milioni di mine in Afghanistan. Attualmente ve ne sono 600,000 in attesa di essere disinnescate, mentre le fazioni belligeranti continuano a sotterrarne delle altre.

Una donna che sapeva volare

 

Il cielo sopra Berlino

Il cielo sopra Berlino. Una storia bellissima. C'é anche una donna dolce, che sa volare, ma si sente sola. E c'é un angelo che decide di diventare umano perché si é innamorato di lei.

Apri gli occhi

 

       
Svegliati!

"Apri gli occhi" é un film particolare, inquietante, di Alejandro Amenabar, con una giovane Penelope Cruz.
Di questo film, Tom Cruise ha fatto un remake, "Vanilla Sky", sempre con Penelope Cruz, nella stessa parte del primo film. Penelope Cruz é ancora più bella, ma il film di Tom Cruise non é molto ben riuscito.
All'inizio, il film di Amenabar sembra un "normale" thriller molto convolgente, e sempre più inquietante. Ma il finale é la vera "perla" della storia: ti lascia col dubbio che quella che il film racconta potrebbe essere la tua vita reale.


        

Il falsario - Operazione Bernhard, di Stefan Ruzowitzky

Il falsario - Operazione Bernhard di Stefan Ruzowitzky



Ancora un film sui campi di concentramento. Ma é un film diverso, che si rifà alla storia vera di un ebreo, un abile falsificatore, imprigionato in un campo di concentramento e costretto dai nazisti a falsificare denaro inglese e americano.
L'Operazione Bernhard, che aveva lo scopo di minare l'economia inglese e americana stampando enormi quantità di denaro falso, non ha avuto successo anche grazie al sabotaggio dei prigionieri, ebrei, comunisti o criminali comuni, che avrebbero dovuto stampare le banconote.
Le vicende del protagonista del film, Salomon "Sally" Sorowitsch, raccontano la lotta di un uomo per conservare la sua dignità ed aiutare i suoi compagni di prigionia, nonostante i sorprusi dei nazisti.
Con la sconfitta dei nazisti, Salomon sopravvive e riesce a fuggire in Svizzera con parte del denaro falso. Probabilmente continuerà la sua professione di falsario; ma ora, lo vediamo quasi come un eroe.

 

        
 

L'ingresso della Zona di alienazione

Chernobyl, la

"Stalker" é stato girato quasi 10 anni prima del disastro di Chernobyl. Alcune foto della zona di Chernobyl, oggi, sembrano prese da quel film.

Un villlaggio abbandonato vicino Cernobyl

un villaggio abbandonato vicino Chernobyl


Ora la  Zona esiste davvero

Buon sesso e buona cucina, un binomio indissolubile

the Cook, the Thief, his Wife and her Lover

per cambiare un pò argomento ...
... ecco una fantastica Helen Mirren d'annata
Il cuoco, il ladro, la moglie e l'amante
(Peter Greenaway, 1989)

Stalker, la scena dell'acqua



E' una delle sequenze cinematografiche più belle che io abbia mai visto.
 da "Stalker" (Andrej Tarkovskj, 1979)

Cosi' fan tutte (considerazioni a posteriori)

Cos fan tutte

La trama del film é forse un pò banale, ma l'ineguagliabile recitazione di Claudia Koll, e la perfezione tecnica e stilistica di Tinto Brass, lo rendono, nel suo genere,  un piccolo capolavoro.
Nelle scene di nudo, il corpo sontuoso di Claudia Koll evoca sensazioni mistiche indicibili (soprattutto se ripreso da dietro) e, grazie al sapiente uso del grandangolo e del carrello, Tinto Brass merita (a posteriori) il titolo di "Stanley Kubrick del cinema erotico italiano".
A parte gli scherzi, dopo aver visto questo film sono stato, per anni, segretamente innamorato di Claudia Koll.
Così fan tutte (Tinto Brass, 1992)

(Solo Immagini): The Twins

The twins (


Un capolavoro di Stanley Kubrick, tratto da un capolavoro di Stephen King.


Shining (Stanley Kubrick, 1980)

sabato 11 agosto 2012

Malinconia

Stalker

Oggi mi sento triste, diverso, emarginato più del solito. Sono sempre stato attratto dai freaks, dai diversi, un pò come Diane Arbus. Sono sempre stato un avvocato delle cause perse. Dev'esserci un fattore genetico. Stavo pensando che mio nonno, ferroviere e socialista, aveva dovuto partecipare a tutte e due le guerre mondiali, pur odiando la guerra. Già durante il fascismo, prima dei comizi dei gerarchi lo "ospitavano" per un pò in cella ... era solo a scopo preventivo, gli dicevano in modo amichevole, ma ... non si sa mai.

Peli Superflui

Human Nature

A volte, donne romantiche, intelligenti e carine si fanno un sacco di problemi solo per un pò di peli superflui.
Human Nature (Michel Gondry, 2001)


p.s. BillieHolliday  mi ha suggerito la colonna sonora perfetta per questo post:
grazie, Billie ...

Donne incazzate

Thelma & Louise

Louise Sawyer: Where do you get off behaving that way with women you don't even know, huh? How'd you feel if someone did that to your mother or your sister or your wife?

Thelma & Louise (Ridely Scott, 1991)

p.s. Questo  post di  Slippery.Zone  mi ha colpito molto: