martedì 8 novembre 2011

Il caso del dott. N. . Mobbing o altro?






Il dottor N. . Un caso di mobbing bancario, o altro?


Segue la copia di una e-mail inviata, nel febbraio 2011, dal dottor N. a un rappresentante sindacale.
 


N. : sintesi della situazione lavorativa passata ed attuale.


·         laureato in Informatica, assunto in Banca nel ’94 con il grado di coadiutore tecnico;
·         dal ’94 al 2001 lavora presso il SESI, Divisione Sviluppo Applicazioni, Area CSR (attività di sviluppo e manutenzione su progetti software);
·         dal 2001 al 2009 lavora presso la DSSA, nell’Area Metodologie, Metriche e Amministrazione Dati (attività di verifiche su stime in Function Points), ricerca di nuovi metodi di stima dell’effort su progetti software, metodologie di sviluppo software (UML, RUP ecc.);
·         nel 2009, con la ristrutturazione della Funzione Informatica, viene assegnato all’area Supporto Tecnico ed Amministrativo (STA) della Divisione Sviluppo Applicazioni Istituzionali (DSvAI) del nuovo Servizio ISI, con funzioni apparentemente simili a quelle già svolte in DSSA (controllo su stime in Function Points, metodologie di sviluppo, controllo qualità, ecc.);
·         dopo una fase di inserimento apparentemente positiva, a metà 2010 le funzioni di N. (richieste di attività, ecc.) all’interno dell’area STA della DSvAI vengono progressivamente ridotte, fino ad essere completamente azzerate durante l’autunno 2010;
·         per ragioni mediche personali (certificate), N. totalizza negli ultimi due mesi del 2010 diverse ore di negativo, che comportano trattenute di circa 200 euro sugli ultimi due stipendi 2010;
·         a dicembre 2010 (dopo mesi di totale e forzata inattività) il Capo Area (Antonio R.), il Capo Divisione DSvAI (ing. Francesco B.) ed il Capo del Servizio ISI (dott. Omero P.) prospettano a N. la possibilità di chiedere “spontaneamente” il trasferimento presso la struttura di Fabbricazione Carte Valori; dopo alcune verifiche, N.  declina l’offerta, adducendo svariate motivazioni sia soggettive (lavoro completamente diverso rispetto a quello attuale) sia oggettive (difficile compatibilità tra i di turni FCV ed i permessi sanitari di cui N. usufruisce);
·         a gennaio 2011 la totale e forzata inattività di N. prosegue (nessun tipo di compito, nessun tipo di richiesta), ed il Capo Divisione (ing. F. B.) prospetta a N. la possibilità di fare “spontanea” richiesta di trasferimento presso il Servizio ELI;
·         a inizio febbraio 2011 il Capo Divisione ed il Vice Capo Divisione DSvAI convocano N. , per comunicargli “ufficialmente” il blocco di qualsiasi straordinario sia ingresso sia in uscita, a partire dal 15 febbraio; va precisato che N. ha un orario d'ingresso “rigido” a partire dalle 10:00; tuttavia un altro collega DSvAI, dott. Francesco D., ha un orario “rigido” a partire dalle 10:30, ma la DSvAI gli concede abbondanti surplus sia ingresso, sia in uscita, per ragioni di lavoro; inoltre un altro collega più anziano della DSvAI usufruisce da vari anni, per ragioni di lavoro, di un orario flessibile, simile a quello dei dirigenti;
·         14 febbraio: dopo il “cazziatone” ed il “blocco degli straordinari” subiti dal Capo Divisione e dal Vice Capo Divisione DSvAI, N. comincia a sentirsi decisamente “sotto pressione”, e contatta i rappresentanti CGIL del CDM per chiedere consigli;
·         15 febbraio, ore 19 circa: NLM è al suo PC per preparare il riassunto della sua situazione lavorativa per i rappresentanti CGIL del CDM; il Vice Capo Divisione DSvAI (ing. Francesco C.) lo invita amichevolemnte ad abbandonare la postazione, in quanto ha già sforato l’orario d’uscita standard (18:10) e gli dice (informalmente) che la sua posizione lavorativa è decisamente difficile, ed è già al vaglio dei competenti uffici della Banca (PINE? PGR? Ispettorato?);
·         16 febbraio, ore 13:30 circa : NLM, sempre più preoccupato, invia questa email ai rappresentanti CGIL del CDM.



Nell'ottobre 2011, contro il dott. N. è stato avviato un procedimento disciplinare.







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