lunedì 5 dicembre 2011

(Appunti): Sull’oscenità del potere: Al dutàur




(Appunti da:  Wu Ming Foundation)


…O ch’avlì un Aristotel, o ch’a vlì un Asen; s’ a vlì un Aristotel, a son me, s’a vlì un Asen a si vu; s’ a vlì un Caton a son me, s’ a vlì un Castron a si vu; … s’a vlì un Filosof a son me, s’ a vlì un Fulgnach a si vu;… s’ a vlì un Pitagora a son me, s’a vlì un Parassit a si vu… s’a vlì un’etcetera d’perfezion a son me, s’a vlì un etcetera d’obrobri a si vu.


[O volete un Aristotele, o volete un asino; se volete un Aristotele sono io, se volte un asino siete voi; se volete un Catone sono io; se volte un Castrone siete voi… Se volete un Pitagora sono io, se volete un parassita siete voi… se volete un eccetera di perfezione sono io, se volete un eccetera di obbrobrio siete voi.]

Il potere, qui a Bologna, il potere salumiere, che è un dato costitutivo, inamovibile, è incarnato nella figura del Dottore. Altrochè, se è lotta di classe la conoscenza delle cose dell’uomo contenuta nella commedia dell’arte. Il Dottore, che agisce sulla scena come un lento, tardo animale, un bue o un maiale, è bonario, in apparenza. Uno sarebbe portato, quindi, a ridere bonariamente della sua insulsa tronfiaggine e del suo buffo eloquio denso di citazioni, che è subito sproloquio. La sua rabbia, però, è cieca, cattiva. Fredda, anche se articolata in un profluvio di parole. Mortifera.
Il Dottore, che “qui da noi” si chiama Balanzone, è osceno. Come in qualsiasi altro luogo della terra, in qualsiasi altro momento della storia, il Potere è Osceno. E’ fuori dalla scena, come l’ombra iraconda del Dottore, la maggior parte delle volte in cui il Dottore (in che cosa? In legge? In medicina?) calca le scene. L’oscenità: soliloquio, dialogo interiore corrotto, piano approssimativo e mal condotto, calcolo, sufficienza, ritenersi al di sopra del conflitto e intangibili al dialogo. Il Dottore crede che la miseria degli uomini comuni non possa elevarsi fino all’olimpico status che gli è prerogativa. Il Dottore è gonfio, enfio, vacuo. E’, tecnicamente, nient’altro che un ventre. La classe digerente.
Il Dottore dunque avanza verso il proscenio, spingendo avanti a sé la pancia tesa. Ha una spiegazione per tutto, per ogni aspetto del problema sfodera un’analisi ad hoc. E ha mille soluzioni.




Nessun commento:

Posta un commento