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lunedì 26 novembre 2012

Bug - La paranoia è contagiosa

E' un film del 2006, diretto da  William Friedkin. I protagonisti sono  Ashley Judd (Agnes White), Michael Shannon (Peter Evans). Poi ci sono Harry Connick Jr. (Jerry Goss), Lynn Collins (R.C.) e Brian F. O'Byrne (Dr. Sweet).




Il film è basato sull'omonima piece teatatrale scritta da Tracy Letts (autore anche della sceneggiatura).


In un motel sperduto in una zona desertica, vive Agnes, donna dal passato drammatico, che dopo aver perso il figlio ed essersi separata dal marito allevia la sua solitudine instaurando una relazione saffica con una cameriera. Ben presto nella vita di Agnes arriva Peter, un ex marine timido ed introverso, che la donna spera possa essere l'uomo giusto per rifarsi una vita. Agnes e Peter uniscono le loro solitudini instaurando una relazione che li porterà a tragici eventi, quando Peter rivela alla donna la presenza di insetti nella stanza del motel.Questi insetti, secondo l'uomo, sono stati introdotti nel suo corpo dalla CIA durante la guerra del Golfo. Agnes, non vedendo alcun insetto, dubita dei racconti di Peter ma ben presto entrerà in un tunnel di paranoia, convincendosi di essere al centro di cospirazioni internazionali. Nel loro percorso allucinogeno, Peter e Agnes arrivarenno a compiere atti di scarnificazione e amputazione, fino al tragico epilogo della loro follia.




Il film, ambientato in uno sperduto mondo in mezzo al deserto, è un horror costruito come un sofisticato meccanismo a orologeria, che lascia lo spettatore incollato alla alla sedia fino al tragico finale. Tutto, riecheggia in quella stanza sperduta nel deserto: una donna a cui qualche anno prima hanno rapito il bambino (Agnes White)  ed è vittima di un marito violento (R.C.), un reduce della Guerra del Golfo (Peter Evans) che non sembra del tutto sano di mente, e sostiene di essere stato sottoposto ad orribili esperimenti da parte del Dr. Sweet, un ambiguo militare che dice di essere lì per aiutarlo.

Ogni tanto, sullo sfondo, il rumore di un elicottero. Nella squallida stanza del model dove abita Agnes non sembra succedere nulla di spciale. Eppure succede tutto Alla fine Agnes e Peter si suicidano, bruciandosi vivi convinti che, durante esperimenti sulla guerra del Golfo, sono stati inoculati con insetti mutanti, resistenti ad ogni insetticida. Questi insetti sarebbero vere e proprie armi di controllo della mente. Realtà o paranoia? Evans è solo un folle, o una vittima? Agnes gli crede perchè ha bisogno di lui (è l'unico uomo che ama, suo figlio è sparito, il suo ex la picchia) o perchè ha davvero ragione?

Questo film è un capolavoro basato sulle ambiguità e sui sensi di colpa. Il dottor Sweet è estremamente ambiguo quando asserisce che Peter Evans è semplicemente un reduce della guerra del golfo con qualche rotella in meno, che non è stato sottoposto a nessun trattamento sperimentale. Alla fine, Agnes e Peter trasformano la baracca in mezzo al deserto in un inferno di fiamma. Per Agnes, meglio morire, piuttosto che essere controllati da insetti mutanti, aver perso per sempre un figlio, essere perseguitati da un ex manesco e violento. E poi, Agnes crede in Peter. E Peter è fin troppo convinto di essere vittima di un complotto militare che non gli lascia via di scampo.

Bug non è un semplice horror. Bug è un film sulla condizione della donna nella società americana. Agnes, come Thelma e Louise del film di Ridley Scott, capisce di essere solo una vittima all'interno di quella società. Per loro non c'è che una via di scampo: la morte.

domenica 4 dicembre 2011

La bella gente



La bella gente. Un film del 2009 di Ivano De Matteo (soggetto e sceneggiatura di Valentina Ferlan), con Monica Guerritore, Antonio Catania, Victoria Larchenko, Elio Germano. E' un film italiano, prodotto in Italia, ma quasi mai proiettato in Italia per problemi con la distribuzione. Il film è stato apprezzato e premiato in Francia (quattro mesi in circuito nelle sale, recensioni lusinghiere su «Le Monde», «L'Espress», «Nouvel Observateur», «Le parisienne», un Gran Premio al festival del cinema italiano di Annecy).

Susanna e Alfredo sono due cinquantenni,  psicologa lei, architetto lui, buone letture, vita agiata, bella tenuta nella campagna umbra. Susanna - una Monica Guerritore molto nella parte - quando vede una giovanissima prostituta (Victoria Larchenko) umiliata e picchiata sul ciglio di una strada decide di salvarla portandosela a casa.

La convince a fidarsi, ma quando la ragazza comincia incredula a ambientarsi nella nuova casa, a vivere «normalmente», e il figlio della coppia, Elio Germano, si invaghisce di lei, l’equilibrio salta. «Può questa tranquilla famiglia mettere a repentaglio tutto le sicurezze che ha costruito negli anni per rispettare quelli che vanta come suoi ideali?», si chiede il regista. La sua risposta è no. La ragazza come niente ridiventa una persona scomoda, il figlio la scarica, agli occhi di tutti torna a essere una prostituta da allontanare velocemente.

Alla fine del film la protagonista Nadja, allontanata da casa, attende il treno mettendosi il rossetto: «Ma non vuol dire che tornerà a fare la prostituta - dice Victoria Larchenko, già vista in Polvere -. Sicuramente l’esperienza amara le avrà lasciato anticorpi in più». Riassume lo spirito della Bella gente Antonio Catania: «E’ un film che fa riflettere sulla sorpresa di scoprire che sei diverso da come pensavi». E aveva commentato Monica Guerritore nel backstage: «Ecco cosa fai quando la persona alla quale vuoi dare comincia a prendere».

Il film non è mai stato proiettato in Italia per problemi con la distribuzione. Il regista Ivano De Matteo ha raccontato la complessa vicenda della pellicola: «Il mio film è stato finanziato dal ministero dei Beni culturali con 450 mila euro. Soldi di tutti noi, che lo Stato deve riavere... e invece non ci riusciamo!». De Matteo ha ricostruito le faticose tappe: quattro settimane per girarlo, il montaggio, l'opera finita. E qui sono cominciati i dolori: «La produzione, la "X Film", si accorda con un primo distributore. E poi assisto, passo dopo passo e impotente, al progressivo passaggio del film in quattro diversi contratti di distribuzione. Fino ad arrivare all'attuale con la "Lumiére group multimedia", un gruppo industriale con sede ad Amsterdam. Il film è fermo, bloccato, è nelle mani di questi misteriosi signori».

Peccato, perchè il soggetto del film è interessante, e gli attori principali, compresa la bellissima Victoria Larchenko, sono di ottimo livello. La storia del film è una buona metafora per rappresentare l'atteggiamento degli italiani verso i "diversi", in particolare verso gli immigrati: tanti buoni sentimenti, ma anche tanta ipocrisia e tanto sfruttamento.  Il film non suggerisce nessuna soluzione, si limita a raccontare. Ma fa riflettere.  

Fonti: