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giovedì 27 settembre 2012

Cortei, scontri tra bande e aggressioni: Roma riscopre la violenza in politica

ANTAGONISMO

Escalation di tensione tra gruppi di destra e sinistra estreme: nell'ultimo mese una decina gli episodi. Il caso Montesacro. Il Comune: sono solo frange minime



Luca Blasi, di Horus Project, racconta l'aggressione
Luca Blasi, di Horus Project, racconta l'aggressione

ROMA - Il sindaco Alemanno dice: «Non vogliamo tornare agli anni di piombo». E pure loro, i protagonisti di aggressioni fatte e subite ripetono: «Non ci interessa alzare il livello dello scontro che resta solo politico». Però la faccenda comincia a creare più di qualche pensiero. Perché, se gli Anni di Piombo sono lontani, da qualche mese a Roma si è alzato il livello di conflitto tra appartenenti di movimenti di destra e sinistra. Scontri verbali, ma pure spintoni, cazzotti, cortei improvvisati e, peggio, singole aggressioni mirate e perfino un gambizzato. Si fa pesante l'aria nella Capitale. Nell'estrema destra come nell'estrema sinistra. 
Guarda sulla mappa  scontri e aggressioni
Guarda sulla mappa scontri e aggressioni

AGGRESSIONI E SCONTRI - Protagonisti di questa escalation sono i Collettivi e centri sociali, da una parte, e CasaPound e i movimenti di estrema destra dall'altra. Che certo non si sono mai amati, ma la convivenza rischia di diventare una guerra tra bande sempre più violenta. Solo nell'ultimo mese sono almeno una decina gli episodi che rivelano un livello di tensione in crescita. Botte e insulti quando va bene. Ma anche pestaggi e perfino una bomba carta. Nel quartiere Montesacro come alla Garbatella. Passando per le aule universitarie di Tor Vergata e RomaTre.
L'ultimo fatto appena pochi giorni fa, quando Luca Blasi, noto esponente del centro sociale Horus Project di Montesacro ha raccontato di essere stato aggredito sotto casa da sei persone e ha accusato gli attivisti di CasaPound. E solo qualche settimana prima, il vicepresidente di CasaPound Andrea Angelini, nonché consigliere del XX Municipio, è stato colpito alle gambe da alcuni spari di pistola mentre era sul motorino. 
Lo stabile di via Val d'Ala occupato da CasaPound (Lapresse)
Lo stabile di via Val d'Ala occupato da CasaPound (Lapresse)

IL CASO MONTESACRO - Ma il clima si è surriscaldato da quando il 5 aprile scorso CasaPound ha occupato l'ex scuola Parini in piazza Capri «per dare un'abitazione a 17 famiglie senza casa»: l'azione è stata vissuta come una vera e propria provocazione dagli attivisti di sinistra da sempre molto attivi nel quartiere di Roma Nord e soprattutto «perché a due passi da quella scuola c'è la casa di Valerio Verbano, ucciso oltre vent'anni fa proprio dai fascisti, e lì abita ancora sua madre e in quella scuola lui fece le elementari». Davvero troppo. Proteste e cortei spingono il presidente del IV Municipio Cristiano Bonelli a convincere gli occupanti a lasciare l'ex scuola e a trovare un accordo con il Comune di Roma: traslocano in via Val D'Ala, in un palazzo ex Acea. 
«PROVOCAZIONE?» - «Bonelli sta facendo di tutto per farci sparire dal IV Municipio» denuncia Andrea Alzetta, consigliere comunale di Sinistra e L'Arcobaleno, ma soprattutto attivista di Action, il movimento per la casa. Racconta che nel quartiere i gruppi della sinistra alternativa «stanno facendo cose importanti, hanno bei progetti, su abitazioni, servizi sociali, urbanistica: e guarda caso sono arrivati i fascisti che strumentalmente usano l'emergenza abitativa per creare una guerra tra bande». Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound la mette diversamente: «Noi facciamo politica e a qualcuno questo dà fastidio, ci impegniamo con i fatti, siamo pacifici, vogliamo risolvere l'emergenza abitativa e qualcuno invece preferisce farci diventare un problema di ordine pubblico». 

I centri sociali contro CasaPound a Montesacro (foto mediapolitika.com)
I centri sociali contro CasaPound a Montesacro (foto mediapolitika.com)

«NESSUN FENOMENO ANNI '70» - Invita al dialogo invece Giorgio Ciardi, delegato da Alemanno per le Politiche della sicurezza, che però non vede un ritorno agli Anni di Piombo: «Si tratta di frange minime, questi sono episodi che non hanno alcuna dignità politica, né incidenza sulla vita sociale - spiega - e con gli anni '70 non c'entrano nulla». 


Però, si spiega, «questo tipo di scontri va comunque condannato e con il dialogo si può evitare che diventino un fenomeno di massa». 
Ma far dialogare le opposte fazioni non è facile. Ogni volta che in qualche aula universitaria attivisti dell'una o dell'altra parte organizzano conferenze e dibattiti, c'è sempre qualcuno pronto a menare le mani. È successo un anno fa a Tor Vergata, e poi anche a RomaTre dove oltre alle parole sono volati ceffoni, calci, spintoni e mazze di ferro. Durante i cortei poi la tensione sale alle stelle. Lo scorso 14 dicembre durante la manifestazione di «Uniti contro la crisi», molti sono stati i giovani picchiati e aggrediti: alcuni fotogrammi mostrano gli aggressori fare il saluto fascista. 
Uno striscione contro la violenza politica appeso al IV Municipio, quello di Montesacro (Omniroma)
Uno striscione contro la violenza politica appeso al IV Municipio, quello di Montesacro (Omniroma)
ANTAGONISMO E DIALOGO - Si può dialogare così? Di Stefano, CasaPound, sostiene di sì: «Noi ci apriamo agli altri, parliamo con una parte della sinistra, Sansonetti, Concia, invece questi qui sono mossi esclusivamente dall'antifascismo militante per alzare il livello della tensione, ma noi non vogliamo questa guerra civile». Alzetta replica sereno: «Noi vorremmo evitarli e basta, non mi interessa incontrare CasaPound, loro non portano nulla di nuovo: preferisco realizzare i nostri progetti e coinvolgere davvero le persone del quartiere». Il presidente del IV Municipio ci prova: ha incontrato entrambe le parti per «aprire una tavolo di dialogo e confronto alla luce dei recenti fatti di cronaca e della grave ricaduta sociale che possono avere e per cercare una soluzione per una più serena convivenza civile». Su una cosa Di Stefano e Alzetta concordano: «Non dobbiamo entrare nella logica dello scontro tra bande». Potrebbe essere un buon punto di partenza.

Claudia Voltattorni
cvoltattorni@corriere.it
 

14 maggio 2011

 

mercoledì 19 settembre 2012

Viterbo, aggressione CasaPound contro il direttore del Futurista

IL CASO

Viterbo, aggressione CasaPound
contro il direttore del Futurista

È avvenuto durante il Festival "Caffeina" di cui Filippo Rossi, collaboratore del presidente della Camera, è direttore artistico. Iannone: "Solo uno schiaffone futurista". La solidarietà di Fini e Roberto Saviano

di DANIELE CAMILLI
(14 luglio 2012)

Fonte: Repubblica

CasaPound, aggressione a militanti pd. Palladino condannato a 2 anni e 8 mesi

LA CONDANNA

CasaPound, aggressione a militanti pd: Palladino condannato a 2 anni e 8 mesi

Lesioni personali aggravate il reato contestato al dirigente dell'associazione di destra. Il pm aveva chiesto tre anni e dieci mesi. Revocati gli arresti domiciliari, ora ha l'obbligo di dimora a Ronciglione


Alberto Palladino, il giovane dirigente di CasaPound Italia nel IV municipio, arrestato per l'aggressione di cinque militanti del Pd avvenuta a Roma il 3 novembre dello scorso anno, nel quartiere Prati Fiscali, è stato condannato a due anni e 8 mesi di reclusione, al termine di un procedimento svolto con il rito immediato.

A deciderlo è stato il giudice monocratico del Tribunale di Roma che ha revocato gli arresti domiciliari disponendo l'obbligo di dimora nel Comune di Ronciglione, oltre a stabilire una provvisionale di 28mila euro in favore delle parti civili.

Il pubblico ministero, Francesco Minisci, aveva chiesto per lui una condanna a tre anni e dieci mesi di reclusione. Il giudice lo ha invece ritenuto responsabile solo delle lesioni personali assolvendolo, "perché il fatto non sussiste", dall'accusa di violenza aggravata e uso di armi improprie.

La notte del 3 novembre 2011 i militanti del Pd stavano affiggendo dei manifesti in via dei Prati Fiscali, nella zona nord di Roma, quando furono attaccati con mazze e bastoni da alcuni individui. Tutti vennero medicati in ospedale per le lesioni subite. Tra gli aggrediti c'era il capogruppo del Pd al IV Municipio, Paolo Marchionne, che raccontò di aver riconosciuto tra gli aggressori Palladino, un volto noto nella zona come militante di CasaPound. L'associazione negò qualsiasi coinvolgimento nella vicenda, minacciando querele.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il gruppo di aggressori era composto da 15 persone, armate di bastoni e mazze ferrate e con il casco in testa. L'aggressione era stata interrotta dall'intervento casuale di una pattuglia dei militari che passava in via dei Prati Fiscali.

Fonte: Repubblica

Martedì 11 Settembre 2012. Nuova aggressione di squadristi CasaPound

Martedì 11 Settembre 2012 12:20



Roma. Aggressione di squadristi di Casapound

Aggressione fascista, stanotte, al parco di Aguzzano, durante una festa. Feriti quattro giovani.

Nuova azione squadristica, nella capitale, della nota organizzazione ‘di promozione sociale’ capitanata dal ‘cantautore’ Iannone. Centinaia di giovani stavano festeggiando la fine dell’estate nel Parco di Aguzzano, nel IV municipio, quando intorno alle due di notte una ventina di fascisti aderenti a Casa Pound e a Blocco Studentesco – i balilla della situazione – hanno aggredito alcuni studenti armati di caschi e bastoni.
Denunciano in una nota alcune realtà antifasciste del IV Municipio:
"Il risultato? Quattro ragazzi hanno dovuto ricorrere alle cure mediche in ospedale con lesioni alla testa e in altre parti del corpo e molti altri sono rimasti contusi - continua la nota - L'ennesimo atto di violenza neofascista dopo la stagione segnata dalle aggressioni targate Casa Pound durante l'occupazione di via Val d'Ala culminate con l'agguato ai giovani del Partito democratico, tra cui il capogruppo municipale Paolo Marchionne, lo scorso novembre, di cui sono stati riconosciuti responsabili noti dirigenti dell'organizzazione neofascista. E' iniziata la campagna elettorale dei gruppi neofascisti sui territori della nostra città, abbiamo gli occhi ben aperti e non abbiamo nessuna intenzione di rimanere a guardare. Invitiamo tutta la cittadinanza democratica e antifascista a manifestare la propria solidarietà alle ore 15,00 a Piazza Sempione dove si terrà una conferenza stampa".


Scrive invece il Centro Sociale Horus Project:


“Stanotte aggressione di CasaPound ore 15,00 conf stampa a Piazza Sempione...abbiamo gli occhi ben aperti e non abbiamo nessuna intenzione di rimanere a guardare!
La scorsa notte nel Parco di Aguzzano si stava tenendo una festa organizzata da ragazzi e ragazze del IV municipio che in questi anni hanno condiviso all'interno delle scuole del territorio percorsi di movimenti e di aggregazione sociale e culturale. Un momento per stare insieme, ballare, ritrovarsi alla fine dell'estate e prima dell'inizio del nuovo anno. Verso le due e mezzo del mattino, a festa ormai finita una ventina di neofascisti appartenenti a Casa Pound e Blocco Studentesco hanno aggredito i partecipanti alla festa con caschi e bastoni. Il risultato? Quattro ragazzi hanno dovuto ricorrere alle cure mediche in ospedale con lesioni alla testa e in altre parti del corpo e molti altri sono rimasti contusi.L'ennesimo atto di violenza neofascista dopo la stagione segnata dalle aggressioni targate Casa Pound durante l'occupazione di via Val d'Ala culminate con l'agguato ai giovani del Partito democratico, tra cui il capogruppo municipale Paolo Marchionne, lo scorso novembre, di cui sono stati riconosciuti responsabili noti dirigenti dell'organizzazione neofascista.
E' iniziata la campagna elettorale dei gruppi neofascisti sui territori della nostra città... abbiamo gli occhi ben aperti e non abbiamo nessuna intenzione di rimanere a guardare!
Invitiamo tutta la cittadinanza democratica e antifascista a manifestare la propria solidarietà alle ore 15,00 a Piazza Sempione dove si terrà una conferenza stampa”.

Fonte: Contropiano.org

Il vero volto di CasaPound: l'aggressione di Via Val d'Ala

Caterina Guzzanti, la caccia al comunista e la serata turbo goliardica

Caterina Guzzanti e il nuovo libro di Casapound edito da Rupe Tarpea

Caterina Guzzanti: Vichi di CasaPound e il ragazzo suo, Tullio

Caterina Guzzanti: Vichi di CasaPound e il presentatore non conforme.

Caterina Guzzanti. Vichi di CasaPound e la serata turbo-goliardica

Caterina Guzzanti. Sempre Vichi di CasaPound

Caterina Guzzanti: Vichi di CasaPound e la xenofobia

Caterina Guzzanti. Vichi di CasaPound. Quella persona ha davvero superato il limite? Contattaci ....

Cos'è CasaPound

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera



CasaPound Italia
CasaPound Italia
AbbreviazioneCPI
TipoAssociazione di promozione sociale
Fondazione26 dicembre 2003
Scopopolitico
Sede centraleBandiera dell'Italia Roma
PresidenteBandiera dell'Italia Gianluca Iannone
MottoTorna a credere, ricomincia a lottare



CasaPound è il nome del primo centro sociale di ispirazione fascista nato a Roma il 26 dicembre 2003 con l'occupazione di uno stabile nel rione Esquilino. Successivamente il fenomeno dilaga con ulteriori occupazioni, mobilitazioni e iniziative di vario genere, divenendo un movimento politico.
Nel giugno del 2008 CasaPound si costituisce quindi, come associazione di promozione sociale ed assume l'attuale denominazione CasaPound Italia - CPI.
Inizia così, attraverso un vero e proprio programma politico, l'attività del movimento, che promuove diverse iniziative ed attività. CPI negli anni successivi alla sua costituzione si è diffuso dalla capitale sull'intero territorio nazionale. Pur non riconoscedosi ufficialmente nelle definizioni classiche di destra e sinistra, CPI viene comunemente inserita nel panorama dei gruppi e movimenti politici della destra radicale italiana.

 

Storia 


Ezra Pound, il poeta americano a cui CasaPound si è ispirata per il proprio nome


Secondo lo storico svizzero Aram Mattioli, il fenomeno di CasaPound sarebbe da inserirsi nel rifiorire in Italia di movimenti di destra radicale e revisionista successivamente al 1989, soprattutto allo "sdoganamento" della destra italiana avviata dal primo governo di Silvio Berlusconi del 1994-95 che coinvolse e legittimò il Movimento Sociale Italiano. Una caratteristica di questo movimento, secondo il sociologo Emanuele Toscano, sarebbe quello di voler proporre "una diversa interpretazione del fascismo volta a superare la dicotomia destra-sinistra", differenziandosi rispetto agli orientamenti classici dell'estrema destra. Tuttavia è da rilevare come il rifiuto di una collocazione tradizionale sia stata una posizione molto diffusa nei decenni precedenti per una parte rilevante dei movimenti neofascisti in Italia come il FUAN-Caravella del 1968 e il successivo movimento Terza Posizione, tra i cui fondatori vi era Gabriele Adinolfi, in seguito vicino a CasaPound. Secondo lo storico tedesco Volker Weiss "CasaPound è riuscita a creare un ambiente attraente per alcuni giovani fondendo cultura pop e neofascismo".
Il nome, ispirato al poeta Ezra Pound, fa particolare riferimento ai suoi Cantos contro l'usura, alle posizioni economiche di critica tanto al capitalismo quanto al marxismo ed alla sua adesione alla Repubblica Sociale Italiana. I riferimenti politici dell'associazione sono più precisamente legati all'ideologia fascista, con particolare attenzione al Manifesto di Verona, alla Carta del Lavoro ed alla legislazione sociale del Fascismo stesso. Il simbolo scelto è una tartaruga stilizzata, dal guscio ottagonale.
La prima occupazione fatta utilizzando il nome CasaPound, fu quella del 26 dicembre 2003 a Roma da parte di un gruppo di giovani facente riferimento all'area ONC/OSA (acronimo di "Occupazioni Non Conformi e Occupazioni a Scopo Abitativo") e provenienti dall'esperienza precedente di CasaMontag alle porte di Roma. L'edificio, un ex palazzo governativo al n° 8 di via Napoleone III, è diventato in seguito la sede nazionale del movimento e della associazione CasaPound Italia. Nel 2010 vivono a CasaPound 23 famiglie per un totale di 82 persone.
CasaPound iniziò a trovare visibilità mediatica nel 2004, con interviste ad alcuni suoi aderenti e servizi televisivi nelle trasmissioni Lucignolo, Le Invasioni Barbariche, Matrix e in uno uno speciale sulla destra radicale romana andato in onda su Current TV Italia.



Il centro sociale CasaPound a Roma


Nei due anni successivi CasaPound moltiplicò le occupazioni a Roma: le autorità risposero in molti casi con sgomberi.
Nel 2006 CasaPound decise di entrare nel partito Movimento Sociale Fiamma Tricolore. Il periodo è contraddistinto da azioni dimostrative, come l'assalto alla "bolla" del programma televisivo Grande Fratello nel 2008 a Roma, insieme ad altre occupazioni di edifici. Nel 2008, per protesta contro la mancata organizzazione di un congresso nazionale, CasaPound occupò la sede centrale romana della Fiamma Tricolore, venendone espulsa.
Nel giugno 2008 si costituì CasaPound Italia, associazione di promozione sociale.




Con una delibera approvata nel 2007 dalla giunta Veltroni CasaPound viene riconosciuta tra le “occupazioni storiche” di Roma ed inserita nella graduatoria speciale per l’emergenza abitativa. Nel maggio 2011 il Comune di Roma, attraverso una delibera di giunta, si è impegnato a trovare un accordo con l’Agenzia del Demanio, proprietaria dell'immobile occupato di via Napoleone III, che si è concretizzato, suscitando alcune polemiche, nella permuta patrimoniale dello stabile per un corrispettivo pari a 11,8 milioni di euro.
A partire dalle elezioni amministrative 2011 CasaPound ha presentato propri candidati alle elezioni locali in liste civiche o di centro-destra riuscendo a far eleggere alcuni suoi rappresenti.

 

Attività e principali proposte

Dal periodo di attività del primo centro sociale occupato in poi sono state organizzate iniziative ed incontri culturali con diversi ospiti, tra cui Luca Telese, Nicolai Lilin, Antonio Pennacchi, esponenti della destra radicale italiana tra cui Gabriele Adinolfi e Giovanni Damiano, la deputata del Partito Democratico Paola Concia, l'allora sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, l'ex-brigatista Valerio Morucci e la comunità cinese.
Il centro sociale ha un suo gruppo musicale di riferimento, gli Zetazeroalfa, fondato anch'esso da Iannone; promuove inoltre attività sportive (escursionismo, paracadutismo, sub più altre discipline) sociali, sindacali e ricreative, compresa una compagnia teatrale (Teatro non conforme F. T. Marinetti), una web radio (Radiobandieranera), una web tv (Tortugawebtv), una rivista mensile (Occidentale) ed una trimestrale (Fare Quadrato).

Mutuo Sociale 

Il Mutuo Sociale è una proposta politica ispirata alla Politica economica fascista (in primis al punto 15 del Manifesto di Verona del 1943 relativo alla casa), che si è concretizzata in un progetto di legge elaborato all'interno del circuito delle "Occupazioni a Scopo Abitativo" (OSA), diretto da CasaPound, come risposta al problema dell'emergenza abitativa che, secondo i dati ufficiali, vede coinvolte circa di 23.000 famiglie in tutta Italia. Dal momento della sua definizione la proposta è stata gestita dal Coordinamento Nazionale per il Mutuo Sociale (organico al movimento OSA/ONC), fino al 2008 quando, con la costituzione dell'associazione di promozione sociale CasaPound Italia, la proposta diventa una delle battaglie di punta del movimento. A partire dal 2009 vengono approvati dai consigli comunali di Roma, Viterbo e Baschi ordini del giorno che impegnano tali comuni a farsi promotori di una specifica proposta di legge riguardante il Mutuo Sociale presso le rispettive regioni di appartenenza.
Nell'Ottobre 2011 la Regione Lazio approva ufficialmente la proposta di legge del Mutuo Sociale all'interno del "Piano Casa".

Tempo di Essere Madri 

"Tempo di essere madri" è una proposta elaborata da CasaPound Italia per affrontare problematiche relative alle madri lavoratrici. Nel 2010 vengono approvati ordini del giorno da alcuni enti istituzionali che li impegnano a farsi promotrici della proposta di legge in questione.

Blocco Studentesco 

Exquisite-kfind.pngPer approfondire, vedi la voce Blocco Studentesco.
Nel 2006 il movimento sorto intorno al primo centro sociale si dotò di una sua organizzazione studentesca, con il nome di "Blocco Studentesco".

 

Controversie e critiche 

A causa dell'esplicito richiamo all'ideologia e alla storia del fascismo, CasaPound è stata oggetto di numerose critiche e contestazioni. In particolare sono state presentate interrogazioni da parte di parlamentari del PD in materia di propaganda fascista e sull'attività e le violenze dell'articolazione studentesca del movimento. Alcuni esponenti del mondo della cultura, come lo scrittore Erri De Luca, hanno sottoscritto una raccolta firme contro la presenza di CasaPound e Blocco Studentesco nei luoghi della formazione. Numerose contestazioni si sono verificate all'apertura delle sedi del movimento in varie città d'Italia da parte di associazioni (l'ANPI in particolare) partiti politici, gruppi e comitati antifascisti.
L'aver adottato Ezra Pound come simbolo del movimento ha provocato polemiche sull'opportunità dell'operazione da parte della figlia del poeta americano, Mary de Rachewiltz, che ha lamentato una distorsione del significato del lavoro di Ezra Pound parlando apertamente di una “indebita appropriazione” dell’immagine del padre.
Hanno suscitato polemiche anche le celebrazioni e l'utilizzo del nome di alcuni personaggi deceduti del mondo della cultura e della politica contemporanea che in vita non avevano avuto contatti e affinità con le posizioni politiche della destra e dell’estrema destra come Che Guevara, Peppino Impastato, Rino Gaetano, Bobby Sands e Carmelo Bene.

 

Scontri ed episodi di violenza [modifica]

Nel corso degli anni CasaPound si è trovata al centro di svariati episodi di violenza, sia come parte in causa che come parte lesa.
Numerose sono le aggressioni che gruppi, partiti e associazioni di sinistra affermano di aver subito da esponenti di CasaPound. Il fondatore e presidente dell'Associazione Gianluca Iannone nel 2009 è stato condannato in primo grado a 4 anni per aggressione ai danni di un carabiniere in borghese durante una rissa il 25 aprile 2004. Alberto Palladino, dirigente di CasaPound Italia del IV Municipio di Roma, viene condannato a 2 anni e 8 mesi per l'aggressione ad alcuni esponenti dei Giovani Democratici.



Durante le proteste di ottobre 2008 contro la riforma Gelmini, i giovani del Blocco Studentesco (il movimento di CasaPound Italia presente in scuole ed università) parteciparono alle manifestazioni, divenendo protagonisti di scontri fra studenti a Piazza Navona durante il presidio del 29 ottobre presso il Senato. A questo episodio è legata l'irruzione dei militanti di CasaPound Italia negli studi RAI di via Teulada a Roma la notte del 4 novembre 2008. L'irruzione venne presentata come una protesta contro il video trasmesso da Federica Sciarelli durante la trasmissione "Chi l'ha visto?" del giorno precedente, che ritraeva i giovani di Blocco Studentesco aggredire studenti durante la manifestazione del 29 ottobre. Questa irruzione suscitò l'attenzione dei media, condanne del mondo politico e indagini della polizia (a seguito della denuncia sporta dalla Rai).

sabato 31 dicembre 2011

Il ministro Terzi deferisce il console fasciorock

 

Appunti da: Corriere della Sera


Mario Vattani, attuale console a Osaka, leader di una band che inneggia a Salò. E' stato consigliere di Alemanno


FARNESINA
Il ministro Terzi deferisce il console fasciorock
Mario Vattani, attuale console a Osaka, leader di una band che inneggia a Salò. E' stato consigliere di Alemanno
ROMA - Deferito alla Commissione di disciplina del Ministero degli esteri. E' stato un articolo comparso il 29 dicembre sul quotidiano l'Unità a convincere il ministro Terzi dell'urgenza di un intervento sul caso di Mario Vattani, console italiano a Osaka e figlio d'arte (suo padre, Umberto, ex segretario generale della Farnesina, è tra i diplomatici più conosciuti d'Italia). Il console, però, risulta essere anche il leader del gruppo fasciorock «Sotto fascia semplice», noto negli ambienti neofascisti vicini a Casapound con il nome di Katanga.
CASAPOUND - Proprio durante un'esibizione con il gruppo, lo scorso maggio a Roma, in occasione di un raduno organizzato da Casapound, Vattani è stato immortalato in alcuni video mentre duetta con Gianluca Iannone, leader degli Zeta Zero Alfa. I filmati, finiti su youtube, mostrano il diplomatico mentre intona versi contro i pacifisti e i disobbedienti, davanti al pubblico che, davanti al palco, tende le braccia per il saluto romano. Pezzi che inneggiano alla a Salò e alla «bandiera nera» («Io so che tra cinque anni / a primavera alzerò la bandiera nera»). Ad annunciare la presentazione di un'interrogazione urgente al capo della diplomazia italiana era stato il Pd con Roberto Morassut: «Nelle prossime ore presenteremo un'interrogazione urgente al ministro degli Esteri, Giulio Terzi, per sapere se ritenga opportuna la nomina a console generale d'Italia in Giappone di Mario Vattani, funzionario della Farnesina e leader di un gruppo musicale vicino agli ambienti di Casapound».
Vattani insieme al sindaco Alemanno e alla moglie Isabella Rauti Vattani insieme al sindaco Alemanno e alla moglie Isabella Rauti
CONSIGLIERE DEL SINDACO - Mario Vattani, 45 anni appena compiuti, è stato per tre anni - dal 2008 al 2011 - consigliere diplomatico del sindaco Alemanno, e prima sempre con lui, al Ministero dell'Agricoltura, da luglio è volato in Giappone dove è stato promosso console generale d’Italia a Osaka. Ma Vattani ha fatto parlare di sé anche in passato. Giovanissimo, finisce su tutti i giornali, insieme all’amico Stefano Andrini - anche lui al centro di polemiche dopo che Alemanno lo nominò ad di Ama- e ad altri militanti dell’estrema destra in seguito al pestaggio di due giovani di sinistra davanti al cinema Capranica. Prosciolto dalle accuse, intraprende la carriera diplomatica, che lo porta a ricoprire per due volte la carica di consigliere per le relazioni internazionali di Gianni Alemanno, prima al ministero dell'Agricoltura e poi al Campidoglio. In quegli anni, Vattani si accompagna ad Alemanno in diversi viaggi, tra cui quelli ad Auschwitz e a Hiroshima.
Un'immagine ufficiale di Vattani console Un'immagine ufficiale di Vattani console
ANPI - Sul caso era intervenuto anche l'Anpi nazionale. «Le ridicole nere esibizioni notturne di Mario Vattani, console italiano in Giappone, non possono non preoccuparci in quanto rivelatrici di un clima di nostalgismo fascista che è penetrato fin dentro le istituzioni», scrive Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell'Associazione partigiani Anpi.


Redazione
30 dicembre 2011 (modifica il 31 dicembre 2011)





Gianluca Casseri e l'abituale disumanità di Giovanni Donzelli

 

 

mercoledì 14 dicembre 2011




Firenze, 13 dicembre 2011. Un certo Gianluca Casseri ha ucciso a freddo due persone provenienti dalla Repubblica del Senegal e ne ha ferite altre due.
Questo prima di uccidersi a sua volta, almeno secondo le prime dichiarazioni date in pasto alle gazzette.
Un giro sui motori di ricerca ha permesso ai gazzettieri di fornire ai sudditi un ritratto relativamente dettagliato di Casseri, che una mattina di dicembre ha così preziosamente contribuito alla lotta contriddegràdo e pellasihurézza. E' probabile che in questo dicembre organizzazioni come Boutique Pound avranno per qualche giorno questioni più importanti di cui occuparsi che non di vendere magliette, cappellini e musichette mediocri al loro pubblico di buoni a nulla.
Giovanni Donzelli invece è un diplomato ben vestito di cui ci siamo già occupati più volte, politico "occidentalista" della più autentica e fedele specie.
L'"occidentalismo" è una pratica politica che ha i propri fondamenti nell'ingiustizia, nella prevaricazione e nella menzogna, messe a servizio di una visione del mondo che si basa sull'arbitrio e sulla prepotenza. Fedele ai principi che gli hanno permesso fino ad oggi di evitare qualsivoglia attività lavorativa, immediatamente dopo le prime notizie su quanto stava accadendo in città Giovanni Donzelli ha rilasciato un comunicato stampa che gli è immediatamente valso qualche risposta un po' risentita, molto distante da quel disprezzo pronto alle vie di fatto che in contesti meno involuti di quello peninsulare rappresenterebbe l'unica risposta possibile all'operato di simili frequentatori di ristoranti.
Vista la mala parata, il comunicato è stato fatto sparire da diverse delle gazzettine on line più condiscendenti verso la spazzatura "occidentalista", ma su questo ritorneremo tra poco.

Vale la pena ricordare che da molti anni gazzette dalla pretesa serietà, dalla postulata "libertà" e dalla ancor più pretesa autorevolezza trovano normalissimo riportare ogni giorno dichiarazioni, intenti e considerazioni come i propositi incendiari e dinamitardi di Oriana Fallaci, cui gli "occidentalisti" fiorentini vorrebbero con indubbia coerenza che fosse dedicata una strada.
La tendenza è comune all'intero panorama gazzettistico; nel caso dei fogli "occidentalisti" il fornire sostegno propagandistico ai committenti politici supera qualunque altro obiettivo, perfino quelli legati alla sopravvivenza economica delle testate. In questo le gazzette hanno fatta propria e veicolato all'intero pubblico la weltanschauung scimmiesca che fino all'inizio del millennio trovava diffusione soltanto in piccoli e relativamente innocui nuclei di omùncoli con alle spalle un curriculum da falliti bulli di quartiere. Una weltanschauung che è stata sistematicamente e consapevolmente presentata come l'unica condivisibile, essendo concetti come la competenza, l'umanità, la riflessione e l'equanimità -per tacere della giustizia sociale in primo luogo- roba che almeno dagli anni Ottanta del passato secolo è stata in blocco consegnata al disprezzo ed all'oblio che toccano agli sconfitti della storia.
Suscita una certa irritazione venata di scostanza, all'indomani di episodi come questo, scorrere editoriali piagnucolosi come quello di Paolo Ermini, capogazzettiere dell'edizione fiorentina della gazzetta "occidentalista" chiamata Corriere della Sera, cui spetta in questi casi il compito di presentare l'operato suo e del foglietto per cui "lavora" come se fossero parte delle soluzioni anziché parte dei problemi.
Il comportamento dei mass media e la linea politica seguita dalla loro committenza hanno prodotto nella penisola italiana il clima sociale di cattiveria spicciola, pubblica abiezione e meschinità abituale che i nostri lettori conoscono bene e per il quale non esiste disprezzo sufficiente.
Detto altrimenti, è sorprendente che dopo un simile, pluriennale e costante avallo dei comportamenti più disumani e ributtanti da parte di fonti presentate come autorevoli e non confutabili -pena l'accusa di terrorismo e il bando mediatico nel migliore dei casi- il numero di episodi imputabili ai Gianluca Casseri non abbia assunto portata ben più ampia.

Torniamo adesso a Giovanni Donzelli, il diplomato benvestito.
Nelle prime ore del 14 dicembre 2011 il comunicato stampa citato risultava ancora visibile nel sito di cui si riporta la screenshot. Di séguito, a beneficio dei motori di ricerca e dei nostri lettori, ne riportiamo anche il testo.
Si tratta di materiali pressoché incommentabili. In contesti normali sarebbe chiaro che l'unico motivo per cui è plausibile la diffusione di un simile collodio sta nella ricerca di visibilità mediatica ad ogni costo.
Facciamo dunque finta per un momento che la penisola italiana costituisca un contesto normale ed aiutiamo Giovanni Donzelli a restare mediaticamente visibile, che è quello che più desidera.
La possibilità che a séguito di questo ci sia qualcuno che si pone qualche domanda è remota, ma non va certo scartata a priori.


Far West in piazza Dalmazia, Donzelli (Pdl): «Firenze crocevia della criminalità. Falliti i tentativi di integrazione»

Dichiarazione del Consigliere regionale del Pdl Giovanni Donzelli
«Regolamenti di conti, sparatorie, infiltrazioni camorristiche e criminalità internazionale: Firenze è ormai e crocevia del malaffare. Forse sarebbe opportuno che il sindaco Matteo Renzi tra una kermesse e l’altra, si interessasse anche del precipitare dei livelli di sicurezza in città. E’ evidente che sono miseramente falliti tutti i tentativi di integrazione portati avanti dalla politica delle ‘porte aperte a tutti’ praticata dalla sinistra negli ultimi decenni a Firenze e in Toscana». «Così, mentre alle spalle della Leopolda, tanto cara a Renzi, centinaia di irregolari vivono in condizioni di illegalità e malessere, la stessa piazza Dalmazia, teatro del regolamento di conti di oggi con tanto di sparatoria, la notte si trasforma in un giaciglio di disperati. Intanto, a poche centinaia di metri, continua l’occupazione abusiva di Poggio Secco con decine e decine di irregolari che non vengono né censiti né controllati, ma che in alcuni casi ottengono la residenza negli stabili occupati illegalmente». «In questo scenario, le forze dell’ordine operano tra le mille difficoltà dovute non solo alla tolleranza di fenomeni di abusivismo da parte dell’amministrazione comunale, ma anche alla scelta folle di non dotare la nostra regione di un centro di identificazione per extracomunitari. In un simile clima da far west internazionale si insediano facilmente la criminalità organizzata e le mafie di tutto il mondo». (mo.no)
Appunti da: Io non sto con Oriana

Come si diventa un Gianluca Casseri. Per una interpretazione del massacro di Firenze.


 

giovedì 15 dicembre 2011



Involontariamente notevole il titolo dell'articolo di Donzelli: "Far West in Piazza Dalmazia".
Far West si traduce profondo Occidente.

Miguel Martinez

Non tutti gli stati sovrani sono come quello che occupa la penisola italiana; ve ne sono anche svariati altri il cui nome può essere pronunciato senza che le reazioni dei presenti vadano dall'indifferenza venata di repulsione alla risatina di scherno.
Uno di questi è la Repubblica Francese, alla cui realtà fanno riferimento le righe che seguono. Si tratta di una realtà che ha molti tratti in comune con quella dello "stato" che occupa la penisola italiana, a cominciare dalle aperte assurdità perpetrate ogni giorno dall'apparato repressivo.
Il testo è tratto Da L'Insurrezione che viene, curato da un Comitato Invisibile francese e reperibile in rete da qualche anno. Costituisce una descrizione sufficientemente precisa delle condizioni in cui vivono gli "occidentali" contemporanei e definisce responsabilità parimenti precise.
Le righe in corsivo contengono la chiave di una possibile interpretazione del massacro di Firenze.

Un governo che dichiara lo stato d'emergenza contro ragazzini di quindici anni. Un paese che si rimette per la sua salute ai piedi di una squadra di calcio. Uno sbirro in un letto d'ospedale che si lamenta di essere stato vittima di 'violenza'. Un prefetto che emana un decreto contro chi si costruisce delle capanne sugli alberi. A Chelles, due ragazzini di dieci anni accusati di aver dato fuoco a una ludoteca. Quest'epoca eccelle per i toni ridicoli in tutte quelle situazioni che sembrano sfuggirle di mano. E c'è anche da sottolineare che i media non risparmiano gli sforzi per soffocare nei registri del pianto e dell'indignazione lo scoppio di risate che dovrebbe accogliere simili notizie.
Un'esplosione di risate: è la risposta che viene data a tutte le gravi 'questioni' che l'attualità trova piacevole sollevare. Prendiamo la più dibattuta: 'l'immigrazione non è un problema'. Chi cresce ancora là dove è nato? Chi abita lì dove è cresciuto? Chi lavora là dove abita? Chi vive lì dove hanno vissuto i suoi vecchi? E di chi sono figli i giovani di quest'epoca, della tivù o dei loro genitori? La verità è che (cittadini e non-cittadini) siamo stati strappati di peso dalle nostre radici, che non siamo più di nessun luogo, e che da ciò ne consegue, insieme a una incredibile inclinazione ai viaggi turistici, un'innegabile sofferenza. La nostra storia è fatta di sradicamento, colonialismo, migrazioni, guerre, esili. È questa storia che ha fatto di noi degli stranieri in questo mondo, degli ospiti nella nostra famiglia. Ci hanno espropriato della nostra lingua con l'insegnamento della lingua nazionale, delle nostre canzoni con il varietà, dei nostri affetti con la pornografia di massa, delle nostre città con la polizia, dei nostri amici con le condizioni di lavoro. Si aggiunga a questo elenco l'impegno deciso e continuo d'identificazione da parte dello Stato che classifica, compara, disciplina e separa chi è ancora giovane, che cancella di colpo la solidarietà che gli sfugge di mano, sicché alla fine non resta che una cittadinanza come pura appartenenza, astratta e ideale, allo Stato.
Il francese è un espropriato, un miserabile. Il suo odio nei confronti degli stranieri si confonde con l'odio che prova nel sentirsi come uno straniero. La sua gelosia e il suo terrore per i cités descrivono la rabbia che sente per tutto ciò che ha perso. Non può astenersi dall'invidiare quei quartieri detti di 'confine' dove ancora resistono un'ipotesi di vita in comune, qualche legame fra le persone, una solidarietà non di stato, un'economia informale, una gestione del luogo che non è ancora distaccata da chi ci vive.
Siamo giunti a un punto di espropriazione in cui il solo modo di sentirsi francesi consiste nell'inveire contro gli immigrati, contro chi è manifestamente straniero come me. Gli immigrati detengono questa curiosa posizione di superiorità: se non ci fossero più, non esisterebbero più i francesi.



Ha ragione Francesco Torselli: "Casaggì non è un centro di formazione di violenza".

 

sabato 17 dicembre 2011

Il 13 dicembre 2011 a Firenze un certo Gianluca Casseri ha ucciso due cittadini della Repubblica del Senegal e ne ha feriti altri due prima di uccidersi a sua volta. Questo secondo le prime versioni dei fatti diffuse dalle gazzette.
Nelle ore successive Casseri è stato ricordato come assiduo frequentatore di organizzazioni ed iniziative estremiste; negli ambienti attorno ai quali gravitava gli sono stati così grati e così riconoscenti che in capo ad un giorno, e secondo una prassi consolidata, i suoi scritti ed il suo nome sono stati rimossi da tutte le pagine web da cui era possibile rimuoverli.
Il microscopico mondo dell'"occidentalismo" fiorentino, improvvisamente nell'occhio di un ciclone di aperta impopolarità cui contribuisce anche un clima mediatico cui interessa un po' meno picchiare su tasti come quello delle zingare rapitrici, si è anch'esso esibito in una nutrita serie di prese di distanza e di excusationes non petitae.
In particolare, il micropolitico "occidentalista" Francesco Torselli non ha affatto gradito le considerazioni radiofoniche di un certo Marmugi:
“Il Presidente Marmugi in una radio cittadina ha definito Casaggì un ‘centro di formazione di violenza’, espressione che non solo ci offende ed offende le centinaia di ragazzi che frequentano ogni giorno il centro, e che semmai, negli ultimi anni, la violenza l’hanno subita, reagendo sempre con responsabilità ed intelligenza, ma getta benzina sul fuoco in un momento in cui servirebbero interventi per stemperare gli animi e non certo per accalorarli”.
“La frase di Marmugi è vergognosa e indecente. I ‘centri di formazione di violenza’ non appartengono alla nostra cultura politica, che è quella della destra istituzionale ed identitaria italiana. Se nel corso della sua storia politica il presidente Marmugi ha conosciuto dei ‘centri di formazione di violenza’, non li ha certo conosciuti a destra, ed in ogni caso lo inviterei, se in possesso di informazioni a riguardo, a rivolgersi alla magistratura”.
E' utile ricordare ai lettori non fiorentini che questa Casaggì rappresenta l'unico radicamento sul territorio del maggior partito "occidentalista" della penisola italiana, con il quale non sono neppure mancati gli attriti, culminati mesi fa in un'aperta presa di distanza che ha messo i giovani "occidentalisti" in condizioni di dover togliere i simboli del partito da molta della loro propaganda. Con la fine di un patrocinio tanto palese sono finiti anche gli imbrattamenti murali a base di colla e manifesti, modus operandi in cui i giovani "occidentalisti" fiorentini avevano maturato un'autentica specializzazione.
La propaganda "occidentalista" non si è mai trovata a proprio agio con i nuovi media e si è per solito limitata ad allagare internet con i propri contenuti. La stessa Casaggì e lo stesso Francesco Torselli hanno prodotto e diffuso negli anni moltissimo materiale che non avvalora affatto la loro condivisione di una weltanschauung irenistica, tollerante e portata alla condivisione, ignorando o facendo finta di ignorare le implicazioni che nei nuovi media rivestono l'interattività e soprattutto l'eccellente memoria del web.
In casi come quello di cui stiamo trattando, le due cose si rivelano molto controproducenti, come andremo adesso a dimostrare limitando al minimo gli esempi per non infliggere a chi legge un elenco puntiglioso e sostanzialmente poco utile.
Cominciamo da qualche vicenda recentissima.
Si ricorderà come nel 2010 il maggior partito "occidentalista" della penisola italiana abbia dovuto affrontare una scissione che a livello propagandistico è stata tamponata linciandone a mezzo stampa il principale responsabile. La cosa è stata utilissima all'esecutivo anche e soprattutto per distogliere l'attenzione dei sudditi dalle reali condizioni del "paese" ed è stata resa molto facile dall'ormai realizzata coincidenza di contenuti che esiste tra i mass media del mainstream ed il catalogo patinato di un qualsiasi postribolo di media levatura.
Della cosa deve aver risentito anche il bicchiere d'acqua dell'"occidentalismo" fiorentino perché nel bel mezzo dell'abbaiare della feccia gazzettiera Casaggì pubblicava un brano degli ZetaZeroAlfa, un gruppo di grattacorde organico a Boutique Pound:
La nostra dedica quotidiana agli infami, ai viscidi, ai pavidi, ai protetti, ai bugiardi, ai pochi e tristi servi delle proprie squallide opportunità, traditori di Comunità e di sogni. Ci vedremo nella mischia, bastardi. Non finirà mai: ci sarà sempre un pò di odio per voi.
Su chi fossero i potenziali destinatari di un simile trattamento si possono fare soltanto delle supposizioni; le nostre sono frutto di una contestualizzazione dei materiali presentati.


Nello stesso periodo "infami e delatori" rei di chissà quale nequizia dovevano affrontare addirittura la prospettiva di una refertazione medica precisa: sette giorni.


Alcuni mesi dopo attivisti di Casaggì sono incappati in una piccola disavventura legata proprio ad un utilizzo troppo disinvolto dei referti medici; la cosa deve aver suggerito loro qualche cautela in più.
E' stimolante far notare che i mangiatori di maccheroni soliti ritrovarsi nel fondo di via Frusa ("Zona pallonaio", altra precisazione degnissima di nota) condividono la prassi "occidentalista" che impone la sostituzione delle argomentazioni con il ricorso sistematico ai tribunali.
Coerenza non conforme.

Archive.org è un'organizzazione meritevole, che consente di salvare il passato di internet dai rimaneggiamenti e dalle cancellazioni cui certe fonti possono andare incontro. Da archive.org la ricerca dei contenuti pubblicati nel corso degli anni su www.agfirenze.it restituisce risultati come questo.
Anno 2005. Tra l'iconografia della costituenda Casaggì troviamo quel Corneliu Zelea Codreanu che a Casaggì viene considerato un "referente comunitario" (si veda il documentato saggio di Zeev Barbu) il pallone travestito (una tradizione inventata fiorentina, caratterizzata dalla propensione dei suoi praticanti alla violenza più inutile ed abietta), riferimenti a Boutique Pound e, in abituale dissonanza, quei piagnistei contriddegràdo e pellasihurézza che additiamo ogni giorno allo scherno dei nostri lettori.
Anno 2006. Casaggì invita ad un presidio contro le "case agli zingari", aiuta le gazzette a linciare gli avversari politici, presenta una propria Sala Romualdi dedicata alla formazione culturale e politica dei frequentatori e fornita di opere di Corneliu Zelea Codreanu e di Julius Evola, elenca un pot pourri di maestri di vita in cui figurano non poche tra le letture coltivate da quel signor Gianluca Casseri dal quale è oggi così opportuno rimarcare la distanza, e che potrebbero in svariati casi essere definiti piuttosto maestri di morte.
Casseri, d'altronde, avrebbe forse condiviso anche l'intitolazione della sala.
Anno 2007. Grazie ad un certo Matteo Conti, Casaggì Firenze comunica ai sudditi che lo stato che occupa la penisola italiana è governato dalle Brigate Rosse...
Anno 2008. Intanto che onora i combattenti irregolari di mezzo mondo, Casaggì si ricorda di Firenze, dove gazzettieri e politicame hanno da tempo statuito che si definisce terrorismo qualunque comportamento che non trasferisca denaro dalle tasche di chi ne ha poco a quelle di chi ne ha molto. Dunque pubblicizza Azione Sicurezza "per mantenere la legalità a Firenze" e si accalora per il valore che più conta per la gioventù "occidentalista": il pallonaio, la palloneria, i pallonieri. Gente strapagata verso cui gli "occidentalisti" sono indulgenti anche quando aggredisce chi lavora sul serio.

Il quadro culturale cui Casaggì non fa mistero di riferirsi, assieme alla pratica politica intrisa di profonda competenza di cui ha dato nel corso degli anni, fanno dunque pensare più che altro al concetto di comunità escludente e consentono senza troppi dubbi di considerarla un corresponsabile, sia pure di quarta fila e con una portata ed una capacità di azione assolutamente trascurabili, del clima sociale che i nostri lettori ben conoscono.
In questo è doveroso riconoscere le ragioni di Francesco Torselli: Casaggì non è un centro di formazione di violenza. E' qualcosa di molto meno se non qualcosa di molto peggio.




Il clima organizzativo in cui è immerso il maggior partito "occidentalista" della penisola italiana, al quale per quanto è dato sapere Casaggì è stata organica èd è a tutt'oggi contigua, è fatto di cose come questa.
Diffuse, promosse, avallate, sostenute in ogni sede mediatica e con frequenza quotidiana.
Gheri Guido è un oziatore radiofonico di Scandicci molto presente alle iniziative elettorali e propagandistiche legate all'"occidentalismo". Anche un altro "occidentalista" relativamente noto come Achille Totaro è di Scandicci; Gheri Guido però si riconosce perché non è grasso.
Uno dei commentatori esprime sul suo conto delle valutazioni molto generose:
"mi sembra che un tipo così (sembra un ubriaco raccattato in un bar) non sia nemmeno da offendere."
Un commento che va nella direzione giusta: forse non è troppo tardi per iniziare a restituire questi materiali ed i loro autori al regno del disprezzo, dello scherno, del dileggio e della stigmatizzazione pubblica dal quale sono stati esclusi troppo a lungo.