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venerdì 21 settembre 2012

Movida romana, 186 controlli della polizia locale e 132 multe

Gli uomini del I Gruppo Centro Storico della Polizia locale di Roma Capitale hanno effettuato i consueti controlli per la movida sicura del sabato sera. Lo rende noto l’Ufficio Stampa di Roma Capitale. Sono stati effettuati: 606 controlli per l’anti alcool, con 33 multe agli avventori; 8 controlli per la quiete pubblica, con 4 multe comminate per schiamazzi; 2 controlli, entrambi sanzionati, ad artisti di strada.


IN STRADA In ambito stradale i controlli effettuati sono stati 186 e hanno portato a: 132 multe per soste irregolari nei rioni Ponte e Parione; 14 verbali contestati immediatamente e 25 punti patente decurtati per cinture di sicurezza non allacciate, cui va aggiunta una denuncia per guida in stato d’ebbrezza a conducente extracomunitario alla guida di veicolo oltre le soglie consentite. Nel controllo dei parcheggi abusivi, inoltre, sono stati effettuati 23 accertamenti, con 13 multe elevate a soggetti extracomunitari ed italiani che esercitavano nella zona del Lungotevere e nei pressi di Campo dè Fiori.
CONTRO L’ABUSIVISMO Per la repressione dell’abusivismo commerciale su aree pubbliche, sono stati effettuati 7 sequestri amministrativi con 220 pezzi sequestrati e 2 sequestri penali per un ammontare di 12 pezzi. Il monitoraggio sul commercio in sede fissa ha visto 6 controlli compiuti nelle vicinanze di piazza Trilussa, con 5 verbali elevati per diffusione di musica ad alto volume all’esterno di alcuni locali.

 

Fonte: Roma H24

Movida, i residenti sul piede di guerra “Alemanno viola le regole dell'Oms”


movida


Lettera aperta dei residenti del centro storico al ministro della salute Balduzzi contro la decisione del Campidoglio di non prorogare l'ordinanza antialcol che limita la vendita di alcolici dopo le 23.
Scadrà il prossimo 30 settembre l'ordinanza che vieta  la vendita notturna di alcol dopo le 23 nelle zone della movida, ma i residenti sono già sul piede di guerra. Così come chiesto dagli esercenti del centro storico, raggruppati nell'associazione “Riprendiamoci la notte”, l'ordinanza non verrà prorogata, mentre in cambio il comune è riuscito ad ottenere il ritiro del ricorso al Tar presentato proprio dagli esercenti lo scorso 10 agosto contro l'ordinanza in questione,  adottata il  primo agosto. Con un colpo di spugna dell'amministrazione Capitolina, si  vanificano le richieste dei residenti, i quali però non si arrendono e chiedono ora l'intervento del ministro della salute Balduzzi.
IL COORDINAMENTO - A far sentire la propria voce, è soprattutto il coordinamento Residenti città storica, che al suo interno raggruppa diversi comitati cittadini dislocati nelle zone calde della movida.“L’operato dell’amministrazione capitolina in merito ai mancati provvedimenti per regolamentare e limitare il consumo di alcol – si legge nella lettera  inviata al ministro della salute Balduzzi - viola apertamente le indicazioni del Piano di azione per la riduzione del consumo dannoso di alcol approvato dall’Organizzazione mondiale della sanità con la Risoluzione EUR/RC61/R4 del Comitato Regionale Europeo”.
L'USO DI ALCOL - Il piano, recepito dallo Stato italiano, nonché promosso ed adottato dal ministero della Salute, prevedrebbe numerose prescrizioni per limitare l'uso dell'alcol, soprattutto “in quelle aree dove si sviluppa un'economia basata su attività notturne e si generano alti livelli di fastidi e molestie legate al consumo di alcol”. Ma a Roma continua ad essere non applicato. “Roma Capitale si muove in direzione esattamente opposta, con una deregulation delle normative antialcool e senza alcun provvedimento di tutela della salute dei cittadini”. Le risse e i comportamenti molesti che  imperversano ogni notte  in interi rioni del centro di Roma, in particolare nei fine settimana, oltre ai numerosi incidenti stradali legati al consumo di alcol, secondo i residenti sono solamente la punta dell'iceberg di un fenomeno di cui solo nel tempo si comprenderà la piena gravità. “Le conseguenze ed i costi sociali che ora non emergono rischiano di essere enormi e pesantissimi nell’immediato futuro”.
APPELLO ALLA MAGISTRATURA - Per questo i residenti  del coordinamento qualora dovesse proseguire questa situazione sono disposti a chiedere l'intervento della magistratura.“L’amministrazione capitolina – concludono i residenti - ha scelto di favorire gli interessi di categoria invece di tutelare il diritto alla salute dei cittadini. E ciò è provato dallo scellerato accordo raggiunto con gli esercenti che prevede che la rinuncia di questi ultimi al giudizio (già in corso avanti al Tar per l’impugnazione di una ordinanza del sindaco che limitava l’orario di vendita di bevande alcoliche), a fronte dell’impegno del Comune a non reiterare misure di limitazione alla vendita e al consumo di alcol”.
Sabato, 08 Settembre 2012

Movida, i residenti: «Decine di migliaia di cittadini privati del diritto al sonno»




ROMA - Il comitato di piazza: «Se ci lamentiamo ci danneggiano le auto» «Forse non vi rendete conto di cosa sia successo negli ultimi anni in alcune aree di Roma. Vi sono decine di migliaia di cittadini che sono stati privati del diritto del sonno, del riposo. Che non possono dormire prima delle 3 o le 4 di notte. Che se provano a lamentarsi, vengono minacciati, si ritrovano con l’automobile danneggiata. Questo sta succedendo a Roma, ma nessuno interviene per cambiare davvero le cose».

A parlare è Andrea Cionci del comitato piazza Pollarola-piazza del Teatro di Pompeo, vale a dire l’area a ridosso di Campo de’ Fiori, dove è esplosa la rissa l’altra notte. «Quasi quasi le risse sono l’ultimo dei problemi - spiega Cionci - visto che qui ogni notte, per nove mesi all’anno, dobbiamo combattere con il rumore, la musica a tutto volume ben oltre gli orari consentiti, i locali che si moltiplicano e alimentano un modello di vita notturna a base di alcol che sta distruggendo il centro storico. La presenza delle forze dell’ordine serve, certo; però potrebbe anche essere centuplicata, ma non fermerebbe il caos a cui siamo condannati ogni notte per la presenza di innumerevoli locali. Troppi. Serve un intervento che guardi lontano».

Il comitato ha anche inviato un dossier al Ministero dell’Interno e avanza proposte nell’immediato: ripristinare la Ztl notturna dalle 21, fare partire l’ordinanza anti alcol dalle 19. «Ma soprattutto - dice Cionci - il Campidoglio dovrebbe fare partire un’azione per la riconversione delle attività del centro, dei luoghi della movida. Pensiamo ad esempio a sgravi fiscali per l’esercente che decide di chiudere il pub e dedicarsi a un’attività commerciale più rispettosa del centro storico. Altrimenti non ne usciremo mai. Le liberalizzazioni del decreto Bersani hanno favorito l’aumento dei locali notturni, la politica dell’amministrazione Alemanno non ha posto alcun freno. Chi non abita in zone come Campo de’ Fiori, Trastevere, Testaccio, non se ne rende conto. Qui siamo all’anarchia, tutto è fuori controllo, comandano solo i locali notturni, c’è una violazione del diritto al sonno sistematica».

Secondo i residenti della zona di Campo de’ Fiori la moltiplicazione dei locali attira talmente tanti giovani che il caos sarà inevitabile se non si cambia il modello economico. 

«Il diritto al riposo nelle ore notturne non può essere negoziabile con il business degli esercenti. Invece, bisognerebbe anche a livello nazionale cambiare la normativa, far diventare il disturbo notturno come un reato contro la persona. Ripeto: la concentrazione folle di locali sta privando, ogni notte, del diritto al sonno tante persone normali, che non sono super ricchi, ma cittadini come gli altri che vivono in centro».
Sabato 01 Settembre 2012 - 11:30

Fonte: Il Messaggero

Movida, la rabbia dei residenti «Ha vinto lobby dei commercianti»

Tensione nella maggioranza dopo l'accordo con i commercianti. I residenti: traditi dalle promesse


ROMA - Il giorno dopo l'accordo sulla movida tra il Comune e l'associazione «Riprendiamoci la notte», che ha ritirato il ricorso al Tar contro l'ordinanza antialcol, deflagra la polemica. C'è tensione nella maggioranza: da una parte l'assessore alla Cultura Dino Gasperini sconfessa la trattativa, dall'altra il delegato alla Sicurezza Giorgio Ciardi la difende. (Commenta sul blog Voci romane)

Movida in centro (Jpeg)Movida in centro (Jpeg)








L'affondo più duro è del Coordinamento residenti città storica, che spara ad alzo zero contro l'amministrazione capitolina. Ed esorta tutti i comitati civici a presentare un esposto in Procura per abuso d'atti d'ufficio nei confronti dei consiglieri che hanno gestito la trattativa. Il sodalizio va giù pesante: «Il Comune, incapace di produrre qualsiasi politica seria e condivisa sul commercio, in particolare sui locali notturni, ha ceduto alla lobby degli esercenti assicurandole un accordo con tutti i vantaggi a suo favore, scavalcando non solo le associazioni dei residenti e dei commercianti, ma anche i rappresentanti sindacali ufficiali, come Confcommercio e Confesercenti».

Sotto accusa è anche l'ipotesi di affidare a personale di sicurezza privato i locali: «Fatto gravissimo, illegittimo e abnorme - tuona il Coordinamento -, sul quale chiediamo l'intervento del ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri». Altro motivo di disappunto, il dialogo avviato a maggio da Gasperini con i cittadini: «Le promesse erano state ben altre - protestano i residenti -. Testo unico per il centro storico, misure di pubblica sicurezza per la gestione e il controllo della movida, limitazioni per la vendita e il consumo di alcol. Per l'ennesima volta, siamo stati presi in giro».

Campo de' Fiori (Ansa) 
Campo de' Fiori (Ansa)







Gasperini replica: «Non esiste alcun accordo scritto tra il Comune e l'associazione. Esiste l'ordinanza antialcol, di cui sono firmatario, che rappresenta uno strumento di contrasto utile e necessario». Il responsabile della Cultura conferma gli obiettivi concordati con i cittadini e ribadisce l'impegno a promuovere forme di divertimento più sano: i tour serali «Passeggiando con la storia», alternativi allo struscio etilico di pub crawl e bevute no limits. Gasperini non esclude sinergie tra pubblico e privato sulla sicurezza, «ma a condizione che sia partecipata e coinvolga tutti, per primi i residenti».

Il delegato alla Sicurezza, tessitore della trattativa con «Riprendiamoci la notte», si dice rammaricato per le frasi al vetriolo del Coordinamento. Difende le strategie per la movida, tra cui il Patto per Roma sicura con la Prefettura. E rilancia l'idea del tavolo tecnico con tutti i soggetti interessati, per superare la logica del muro contro muro. Non solo. Ciardi nega intese unilaterali con i commercianti: «Nessun accordo in danno all'interesse generale e nessun tentativo di forzare i corretti rapporti istituzionali tra Roma Capitale, associazioni di categoria e residenti».

Maria Egizia Fiaschetti31 agosto 2012 | 9:58

Fonte: Corriere della Sera