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lunedì 1 ottobre 2012

Botticelle, mega rissa in piazza di Spagna Vetturini contro animalisti. Il bilancio: 5 feriti e 3 fermati

Colpi di bastone, bottigliate, spintoni, pugni tra la folla. Caos e intervento di vigili e carabinieri. Ricostruzioni, reazioni e polemiche

ROMA - La tensione sul "caso Botticelle" era già alta da giorni. E stavolta non si è risolta in una lite, ma in una vera mega rissa al centro di piazza di Spagna. Sono dovuti intervenire carabinieri e polizia per frenare la rissa scoppiata tra animalisti e vetturini. Sono volati calci, pugni, bottigliate, lancio di oggetti tra la folla inizialmente stupita e poi sempre più impaurita.Il bilancio finale è di cinque feriti e tre persone fermate e portate in caserma. Tra i tre fermati ci sarebbe anche una persona che ha detto di essere il presidente dell'Associazione animalisti europei. Gli altri due sarebbero conducenti delle botticelle. I vigili hanno multato due delle botticelle controllate perché prive del termometro obbligatorio.

LE FOTO DELLA RISSA


Tutto è partito con un blitz a sorpresa degli animalisti
, una trentina di persone, guidati da Stefano Fuccelli, presidente del Pae, partito animalista europeo. Il gruppo ha cominciato a misurare la temperatura esterna e a controllare come stavano gli animali. Il che ha fatto immediatamente reagire i vetturini delle botticelle (ne sono state contate sei) in quel momento presenti al centro del cuore di Roma. Una battuta pesante di un vetturino, la risposta, le mani che si alzano, la rissa che comincia. Fino all'intervento di polizia e vigili. Martedì scorso il sindaco Gianni Alemanno ha firmato un'ordinanza che vieta il servizio delle botticelle in caso di massima allerta caldo. Piazza di Spagna era stata già teatro di una lite tra un vetturino e un turista quando un cavallo era stramazzato a terra per il troppo caldo.

IL VIDEO DELLA RISSA


Ricostruzione del presidente di 100% animalisti.
«Un conducente di botticelle è rimasto ferito in seguito a una rissa con alcuni attivisti delle associazioni animaliste che erano in presidio» Spiega Paolo Mocavero, presidente dell'associazione «100% animalisti, che ha anche postato su internet un video dove è ripresa parte della scena. «Sul posto - racconta - sono intervenute numerose auto dei carabinieri e i vigili urbani. Tutto è nato da un battibecco tra un attivista del Partito animalista europeo, con il quale collaboriamo, è un vetturino. Hanno cominciato a litigare quando l'attivista gli ha fatto notare che il cavallo stava soffrendo, poi una parola dopo l'altra si è passati alle botte». A farne le spese il vetturino, rimasto steso in terra a lungo. «Credo che sia stato portato in ospedale - conclude Mocavero - I carabinieri hanno fermato l'attivista del Pae».

Onorato (Udc): attivisti aggrediti.
«Questo pomeriggio Stefano Fuccelli, Presidente del Partito Animalista Europeo, e Loredana Pronio, presidente di Federfida, sono stati aggrediti da alcuni vetturini per aver segnalato ai vigili urbani il mancato rispetto del regolamento comunale». Lo afferma in una nota Alessandro Onorato, capogruppo Udc in Campidoglio: «I due attivisti - continua - questo pomeriggio si sono recati a piazza di Spagna per verificare che lo stop alla circolazione delle botticelle per l'allarme caldo fosse rispettato, e quando si sono accorti che invece era spudoratamente ignorato hanno chiesto l'intervento della polizia di Roma Capitale. Per questo sono stati aggrediti da almeno quattro vetturini, uno dei quali si è addirittura scagliato con una spranga contro Loredana Pronio, che ha sporto denuncia alle forze dell'ordine. Dopo questo episodio vergognoso mi domando come possa il Sindaco Alemanno pensare di prevedere di usare soldi pubblici per incentivi ai vetturini delle botticelle. Incentivi per cosa? Per le aggressioni e le violenze? Per un servizio arcaico che andrebbe abolito? Per i maltrattamenti sugli animali? O per le continue truffe ai danni di turisti, che continuano a danneggiare l'immagine di Roma nel mondo? Serve un intervento immediato e deciso per porre fine a questa vergogna».

I precedenti.
Il 27 luglio, proprio a piazza di Spagna, è scoppiata un'altra lite tra un vetturino e un turista quando il cavallo è stramazzato a terra per il troppo caldo. Il 29 luglio tensione ai Fori Imperiali, quando un'animalista ha chiamato i vigili per denunciare un vetturino che trasportava ben sei turisiti a bordo della botticella. L'animalista è stata insultata e inseguita dal vetturino.
Sabato 04 Agosto 2012 - 20:22
 

Botticelle, sempre alta tensione fra i vetturini e gli animalisti

LA POLEMICA

Liberi dopo il processo per direttissima  i conducenti e il presidente del Pae protagonisti della rissa scoppiata il 4 agosto in piazza di Spagna. E i conducenti annunciano: "A settembre sfileremo in difesa del nostro lavoro e dei cavalli". Ieri nuovo scontro, stavolta solo verbale


Tornano liberi i due vetturini e il presidente del partito animalista arrestati dai carabinieri nel corso della rissa scoppiata il 4 agosto in piazza di Spagna. Nel corso del processo per direttissima il giudice ha convalidato l'arresto nei confronti dei fratelli Bruno e Augusto Celli, vetturini, non disponendo nei loro confronti alcuna misura cautelare. Il processo per i due è stato aggiornato al 20 settembre prossimo. In libertà anche Stefano Fuccelli, presidente del Partito animalista, per il quale il pm non ha chiesto la convalida dell'arresto.

Tutti e tre, prima di finire in caserma, sono stati medicati in ospedale: per Fuccelli prognosi di 5 giorni, tre per i due vetturini. Un quarto vetturino, che aveva brandito un grosso bastone contro i dimostranti, è stato denunciato a piede libero.

Ma le polemiche non si smorzano: " E' un servizio che andrebbe soppresso - afferma Stefano Fuccelli - propongo di adottare l'usanza cinese dei risho'. La situazione è diventata insostenibile e i vigili stanno dalla parte dei vetturini". Ma dall'altra parte i vetturini insistono: " abbiamo rispetto dei cavalli , sono il nostro mezzo di sostentamento, vengono sottoposti a regolari controlli da una commissione di veterinai".

Gli animalisti del Pae accusano anche la Polizia municipale di non conoscere il regolamento secondo cui i cavalli non possono trainare le carrozze quando la temperatura supera i 35 gradi, definiscono ingiusto l'arresto di Fuccelli e sostengono che "questa è la risposta delle istituzioni a un cittadino colpevole unicamente di aver chiesto di far rispettare le leggi e i regolamenti ". Sullo stesso fronte Monica Cirinnà che chiede la revoca del servizio delle botticelle: "Il sindaco porti immediatamente la questione in giunta e in consiglio comunale, che altro deve succedere per convincerlo del danno grave che questo servizio crea all'immagine di Roma?".

"Sulle botticelle questa amministrazione ha fatto molto di più che il centrosinistra nei 15 anni in cui ha governato Roma  -  replicano i consiglieri del Pdl Alessandro Cochi e Luca Gramazio  -  è stato varato un regolamento ferreo a tutela degli animali". "Il rispetto degli animali è tutt'altra cosa rispetto alle ronde di stampo leghista con cui gli animalisti hanno cercato di provocare i vetturini " incalza Paolo Voltaggio, capogruppo di Identità Cristiana per Roma. La Federfauna parla di aggressioni continue degli animalisti ai vetturini.

Intanto ieri c'è stato un nuovo scontro (stavolta, fortunatamente, solo verbale) a piazza di Spagna tra un gruppo di animalisti e i conducenti delle botticelle. E' accaduto poco dopo le 14 quando gli attivisti del Pae e di altri gruppi per la tutela degli animali si sono dati appuntamento per contestare i conducenti delle botticelle e hanno chiesto l'intervento dei vigili. Secondo gli animalisti, infatti, un cavallo stava lavorando da 12 ore, il doppio di quelle previste dal regolamento capitolino.

Sul posto sono intervenuti gli agenti delle volanti. Il proprietario del cavallo è riuscito a dimostrare di aver sostituito l'animale alla fine del turno ma intanto tra le due fazioni, ormai divise da una vera e propria guerra, sono volati insulti e accuse reciproche. Poliziotti e vigili urbani hanno evitato un replay della gazzarra di sabato pomeriggio e, alla fine, tre animalisti sono stati identificati dalla polizia e rischiano una denuncia per manifestazione non preavvisata.

Con ampio preavviso, invece, i vetturini annunciano che "a settembre sfileranno in corteo, in difesa del loro lavoro... E dei cavalli". E' quanto fa sapere l'avvocato Massimiliano Bacillieri, responsabile dell'ufficio legale di Federfauna, nonché legale di fiducia dei vetturini romani. 
 
"Contrariamente alle manifestazioni dei sedicenti amanti degli animali, spesso non autorizzate oltre che provocatorie, offensive e talvolta violente - continua il legale - la manifestazione dei vetturini romani sarà autorizzata e pacifica. Decisa, però, a fare notare all'opinione pubblica e alle istituzioni che l'attività delle botticelle non è solo una tradizione storica culturale e un richiamo per i turisti da salvaguardare, ma anche e soprattutto un lavoro che dà sostentamento a intere famiglie".
 
(06 agosto 2012)
 

BOTTICELLE: COSA SONO E PERCHE' VANNO ABOLITE


 
"Botticella" è il nome romano che sta ad indicare le tipiche carrozze turistiche trainate da cavalli. Ogni giorno è possibile notarle mentre percorrono le vie più trafficate del centro della capitale per portare i turisti attraverso i principali punti di interesse di Roma. Il loro nome già indica una finalità che al giorno d'oggi non è più attuale: 'botticelle' deriva dalle botti che contenevano la merce trasportata con queste carrozze nei secoli scorsi quando vi era un'oggettiva necessità di ricorrere a questi mezzi per trasportare carichi pesanti, in quanto non esistevano mezzi motorizzati. Le cosiddette “botticelle” rappresentano quindi una degenerazione di quello che era il loro originario significato e scopo. Nessuna “tradizione” di trasporto turistico, come ingannevolmente si vuol far credere al turista. Al giorno d’oggi non vi è alcuna esigenza che giustifichi l’impiego di animali per il trasporto, né di merci, né tanto meno di persone. Il turista può disporre, nella Roma del 2010, di moltissimi mezzi di locomozione, estremamente confortevoli, rapidi, accessoriati per ogni esigenza, e decisamente più economici della botticella, senza che questo debba comportare lo sfruttamento ingiustificato di animali.
I cavalli delle botticelle sono animali evidentemente sottoposti ad una condizione di sofferenza continua, essendo costretti, ogni giorno, contro la loro volontà, a trainare carichi estremamente pesanti (più di 800 Kg…). Le condizioni di lavoro sono disumane: l’animale viene condotto lungo strade a scorrimento veloce e congestionatissime dal traffico dove la vicinanza e la velocità delle automobili in movimento e il frastuono circostante li terrorizzano. La conseguenza sono incidenti, spesso mortali. I cavalli si trovano inoltre sovente a percorrere strade in salita, sulla pavimentazione in san pietrini, scivolosa e sconnessa, che crea loro ulteriore disagio; questa condizione si aggrava poi in estate quando il sole cocente arroventa l'asfalto e rende la fatica ancor più insopportabile.

Se in epoche passate i carretti percorrevano vie isolate e relativamente tranquille, nella Roma odierna il traffico impazzito rende questo mezzo di trasporto assolutamente non idoneo alle sopravvenute condizioni di congestione della città.

La botticella si configura pertanto come una pratica del tutto anacronistica e senza dubbio crudele nei confronti dei cavalli. Non ha più alcuna ragione di sussistere al giorno d’oggi.

I vetturini inoltre sono esclusivamente interessati a trarre il massimo profitto da questa attività, pertanto non si curano affatto del benessere dell’animale, facendolo lavorare anche quando non dovrebbe. Il cavallo viene forzato a lavorare in condizioni insostenibili, nonché spesso vietate dal vigente regolamento (art. 46 del Regolamento del Comune di Roma per la tutela degli animali): è frequente constatare che il numero massimo dei passeggeri non viene rispettato, che il divieto di far lavorare i cavalli dalle 13 alle 17 nella stagione estiva viene violato, oltre a quello di non percorrere salite, di non andare al trotto, di non lavorare più di 6 ore al giorno, ecc.. I vetturini inoltre non sottostanno, come altre categorie di lavoratori (commercianti, tassisti, ecc…) ad alcun prezziario ufficiale, potendo fare il prezzo a loro piacimento ed arrivando a chiedere anche 300 euro a corsa. Non hanno nemmeno l'obbligo di fattura.

I due incidenti mortali, verificatisi a distanza ravvicinata, a giugno e a novembre del 2008, sono indicatori chiari di una condizione che non è oltremodo sostenibile e che non può durare, se non continuando a mettere in serio pericolo l’incolumità delle persone e dei cavalli.

Il fattore di rischio di incidenti è troppo elevato e scaturisce dall’incompatibilità tra la natura stessa di questi animali, paurosi e vulnerabili, e lo stato di congestione delle strade di Roma.

COSA PUOI FARE TU PER AIUTARE I CAVALLI DELLE BOTTICELLE

L'errore più ricorrente è quello di credere che alcune battaglie possano, e debbano, essere portate avanti solo dalle 'Associazioni', dai politici, dai Vip, ecc, e che il singolo cittadino non possa nulla. Al contrario CHIUNQUE DI NOI può dare il proprio contributo per la salvezza dei 90 cavalli delle botticelle! Di seguito l'elenco delle azioni che veramente chiunque, se vuole, può attuare:

1 - SEGNALA UN'IRREGOLARITA'. Per sapere quando ti trovi di fronte a un'infrazione leggi attentamente questo VADEMECUM che riporta gli abusi più frequenti da parte dei botticellari. Vi sono riportati anche tutti i recapiti (tel., fax., mail) ai quali inoltrare la denuncia. Anche una semplice mail, dove riportate brevemente ciò a cui avete assistito, allegando il Regolamento del Comune di Roma per la tutela degli Animali, è importante.

2 - FAI DEI VIDEO CHE DOCUMENTANO LE INFRAZIONI DEI BOTTICELLARI E LA SOFFERENZA DEI CAVALLI; verranno poi caricati in questa pagina, che sarà un 'contenitore' di tutte le testimonianze, video e fotografiche, delle infrazioni dei botticellari e della quotidiana sofferenza dei cavalli. Invia il tuo video a: giodis.z@gmail.com

3 - SCRIVI AL SINDACO E AGLI ASSESSORI

4 - DISTRIBUISCI VOLANTINI AI TURISTI, e non solo.. E' importante diffondere tra l'opinione pubblica l'idea di chi come noi ritiene che le botticelle siano solo un'inutile barbarie e vadano subito abolite; è quindi altrettanto utile dare i volantini ai romani stessi, e ai negozianti del centro, magari facendogli attaccare la locandina sulla vetrina.

5 - Acquista la nostra t-shirt 'ANTI-BOTTICELLE' con la vignetta di Dan Piraro! SOLO 10 EURO! Contribuirai al finanziamento di questa specifica campagna e farai pubblicità negativa a chi sfrutta i cavalli! Per richiederla scrivi a: simiconsoni@libero.it

Fiumicino, mai più circhi e show con animali

NELLA CITTADINA UN CODICE ETICO PER I POSSESSORI DEGLI ANIMALI

Il comune vicino Roma vieta spettacoli ed eventi che sfruttano qualsiasi animali, dai leoni ai cani

FIUMICINO (Roma) - Fiumicino si riscopre animalista e dichiara guerra al circo. Il comune tirrenico alle porte della Capitale non ospiterà mai più spettacoli o eventi, che prevedano l’utilizzo di esseri viventi: dal leone in gabbia pronto a saltare a un ordine dell’addestratore, ai cagnolini in passerella per mostre o concorsi. Lo ha stabilito in questi giorni l’assise consiliare guidata dal sindaco Mario Canapini, approvando un emendamento portato in aula dal consigliere Pdl, William De Vecchis. Fiumicino si trasforma così in uno dei pochi comuni italiani «virtuosi», in materia di tutela degli animali. L’Emilia Romagna aveva già limitato l’uso dei tendoni nel territorio regionale e la città di Imola, dopo la morte di una giraffa in fuga da un circo, ha recentemente vietato le manifestazioni che includano la presenza di bestie selvatiche o meno. 

Tigri di un circo (Proto)Tigri di un circo (Proto)
 
 
 
 
 
NON SOLO ELEFANTI – La città di Fiumicino non si è limitata però a sbarrare le porte del suo vasto territorio (200 chilometri quadrati e oltre 70mila abitanti) agli spettacoli itineranti. È già operativo infatti un vero e proprio regolamento che impone, ai privati cittadini come ai pubblici esercizi, qualunque tipo di attività, a scopo di lucro o meno, che possa prevedere lo sfruttamento di animali. 
 
IL CODICE ETICO - Una sorta di codice etico per la cura degli amici a quattro o più zampe e per i loro padroni. «Si tratta di norme per la tutela e la detenzione degli animali che vanno a colmare un vuoto normativo, a cui questa amministrazione ha messo fine. – spiega De Vecchis - Tra i vari articoli troviamo provvedimenti vietano di tenere animali in spazi angusti, in ricoveri sprovvisti di riparo, in isolamento o gabbie piccole rispetto alla loro stazza. Vieta anche l'addestramento ai fini della violenza. E abbozza delle linee guida per una sinergia con associazioni animaliste e zoofile regolarmente iscritte negli elenchi regionali, che porterà in futuro a lavorare a progetti in favore degli animali». 

Una manifestazione contro i circhi con gli animali (Fotogramma)Una manifestazione contro i circhi con gli animali (Fotogramma)
 
 
 
 
MULTE A CHI SPORCA – Se Roma ha già messo in campo le task force anti-deiezioni, Fiumicino non è da meno e adotta la linea dura in materia di igiene urbana, con sanzioni da 250 euro per chi non raccoglie gli escrementi del proprio cane. È uno degli articoli inclusi nel regolamento pro-animali: se il buon senso e il rispetto per l’ambiente non vincono su inciviltà e pigrizia, ci penseranno i Vigili Urbani ad educare il cittadino di turno, poco incline ad addestrare Fido a non sporcare i parchi della città. «Con il via libera a questo emendamento, condiviso con l'associazione Memento Naturae, - ha spiegato il consigliere Pdl – non solo si vietano i circhi nel nostro comune, ma si impongono i comportamenti necessari per rispettare l’ambiente e gli animali. Un atto di civiltà al quale Fiumicino e il consiglio comunale non si sono sottratti dimostrando come il nostro Comune sia all'avanguardia nella tutela degli animali e contro il loro sfruttamento». 
 
ANIMALISTI IN FESTA – Nel 2009, al passaggio dell’ennesimo circo, a Fiumicino si scatenò la guerra, con gruppi di animalisti che oscurano i manifesti pubblicitari affissi dai titolari dello spettacolo itinerante. Al di là del fiume Tevere, nella vicina Ostia, ogni volta che passano zebre e leoni si riaccende la polemica sulle autorizzazioni rilasciate dal XIII Municipio di Roma Capitale. Il rischio ora è che, con il divieto imposto nel Comune di Fiumicino, le richieste di piantare le tende sul lido di Roma possano triplicare. Intanto però i promotori del decreto anti-circo cantano vittoria. «Questo emendamento è un grande successo – sottolineano dall’associazione Memento Naturae di Fiumicino – e ci auguriamo che essendo il Comune di Fiumicino tra i più vasti in termine di estensione e popolazione della Regione Lazio, il provvedimento in questione possa innescare un effetto domino su altri comuni e circoscrizioni italiane».

Valeria Costantini30 settembre 2012 | 19:02
 

domenica 29 gennaio 2012

Un'eterna Treblinka. Il massacro degli animali e l'Olocausto



Il libro "Un'eterna Treblinka" del vegan americano Charles Patterson paragona le teorie pseudoscientifiche naziste, che hanno portato alla morte milioni di ebrei nei campi di concentramento,  e le modalità scientifiche con cui milioni di animali d'allevamento (mucche, maiali, polli) sono sfruttati ogni giorno negli allevamenti. Per fornire all'uomo carne, latte, uova. Il paragone è scomodo ma inevitabile. Anche se sono necessari dei "distinguo".

Secondo la delirante ideologia nazista, le razze "inferiori" (ebrei, rom) ma anche i "diversi" (soggetti con basso livello d'intelligenza, malati mentali, gay) potevano e dovevano essere sterminati per dare vantaggio alla presunta razza "superiore" (ariani). Alla luce delle conoscenze genetiche attuali, le teorie sulle differenze tra razze umane sostenute dai nazisti sono risibili. Del resto Hitler non era un intellettuale ma un ex imbianchino, e la maggior parte dei nazisti erano di origine piccolo-borghese.

Oggi sappiamo che non ha senso, da un punto di vista scientifico, parlare di superiorità/inferiorità tra razze umane. Ma se esistessero razze non umane, geneticamente inferiori agli uomini (ad esempio con un quoziente intellettivo estremamente limitato), sarebbe giusto sfruttarle fino alla morte in strutture simili a campi di concentramento? Molti benpensanti direbbero, scandalizzati, che questo non sarebbe giusto. Eppure queste razze inferiori, non umane, esistono, e gli uomini le sfruttano da secoli. Sono gli animali d'allevamento. E gli allevamenti moderni sono simili, in modo impressionante, a lager nazisti. Questa è la tesi "scomoda" sostenuta da Charles Patterson in "Un'eterna Treblinka" .

E' giusto mangiare la carne di un animale che è sempre vissuto in una gabbia, che non ha mai visto la luce del sole? E' giusto ignorare la sofferenza di un animale solo perchè è molto meno intelligente di un uomo? "Un'eterna Treblinka" è un libro scomodo, che molti "carnivori" non vorrebbero leggere. Per molti vegetariani e vegani, al contrario, questo libro è un'icona.

C'è differenza tra la sofferenza di un uomo e quella di un animale, seppure meno intelligente? Tutti, istintivamente, sappiamo di no. Molti preferiscono far finta di nulla e mangiare carne, latte, uova. Anche se le alternative vegane (diete a base di proteine vegetali, come seitan e tofu, e vegetali integrali altamente proteici, come il kamut) sono sempre più diffuse.

Il libro di Charles Patterson, ormai quasi introvabile in italiano, può essere acquistato, in lingua inglese e in formato e-book, su questo sito.



venerdì 2 dicembre 2011

Quanti sanno che il latte può far male?



Da diversi anni sono vegetariano per ragioni etiche (non mi va di mangiare carne proveniente da animali che hanno sempre vissuto in allevamento, senza mai vedere la luce del sole) e a casa uso solo prodotti vegani (niente latte, uova e derivati).

Chiunque diventi vegetariano per ragioni etiche alla fine diventa vegano. Infatti gli animali che producono latte e uova negli allevamenti sono sfruttati anche peggio degli animali da carne. Fino a qualche mese fa io non ero così rigoroso, e quando ero fuori casa ogni tanto mi concedevo prodotti contenenti mozzarella o formaggio. Da qualche mese ho rinunciato completamente a mangiare questi piatti, anche fuori casa. Anche a costo di mangiare solo riso in bianco. E ... ho scoperto che sto molto meglio! Sono dimagrito (prima ero un pò sovrappeso), dormo meglio, digerisco meglio. 

Al di là dei discorsi etici, ho capito che latte e derivati mi facevano proprio male. La pubblicità non lo dice, ma il latte non è un alimento salutare per tutti:  molti adulti (circa il 50% della popolazione) non lo digeriscono. La capacità di digerire il latte deriva da un adattamento genetico piuttosto recente, che risale a non piú di 7000 anni fa. La maggior parte degli adulti nordeuropei digeriscono il latte, ma quasi nessuno degli africani, o dei cinesi, è in grado di assimilarlo. Nel secolo scorso, il latte di mucca era sconosciuto in Cina, e i cinesi non sopportavano gli europei (missionari, militari) che si cibavano di latte e latticini. I cinesi erano in grado di riconoscere gli europei semplicemente dall'odore: affermavano che "puzzavano di latte rancido".

Due sono le sostanze contenute nel latte di mucca che possono produrre facilmente problemi alla salute (intolleranze, allergie): il lattosio e la caseina.
Se non viene digerito, il lattosio viene fatto fermentare dalla flora batterica intestinale, con produzione di gas e diarrea. Un altro dei sintomi più comuni dell’intolleranza al lattosio sono i dolori addominali di tipo crampiforme.

La caseina è un alimento difficile da digerire per l'uomo (infatti serve a nutrire i vitelli, non gli uomini) ed ha il difetto di essere una sostanza molto persistente nell'intestino (infatti è usata dalle industrie chimiche per produrre collanti). Le caseine sono sostanze idrofobiche, e all'interno dell'intestino tendono a riunirsi insieme formando degli aggregati dove vengono intrappolate diverse sostanze, tra cui il calcio (questo fenomeno potrebbe favorire l'osteoporosi), diversi enzimi ed altro ancora.


Il latte, cibo definito "puro e perfetto" a causa del suo alto contenuto di calcio, di proteine e di profitto, sta venendo rapidamente smascherato come qualcosa che non è affatto perfetto come siamo stati indotti a credere. Infatti molti nutrizionisti e molti degli stessi consumatori, hanno iniziato a ricredersi circa la sua importanza e persino sulla sua sicurezza come cibo da usarsi tutti i giorni.


Ai problemi derivanti dal latte "in sè" si aggiungono quelli derivanti dall'allevamento industriale delle mucche. Infatti il latte delle mucche d'allevamento è infarcito di ormoni (usati per aumentare la produzione di latte) e antibiotici (somministrati letteralmente  a tonnellate negli allevamenti).


La vita media all'aria aperta per le mucche da latte è di 20 anni, in allevamento (chiuse in stalla) la vita media s'aggira intorno ai cinque o sei anni. Per produrre a ritmi intensivi latte e vitelli, solo il 25% degli animali riesce a raggiungere sette anni d'età.


La dieta naturale delle mucche è l'erba da pascolo, ma nell'allevamento industriale si utilizzano: spazzatura, rifiuti non solidi tritati, letame e feci animali, residui intestinali della macellazione di altri animali. In sostanza si stravolge l'alimentazione di un animale erbivoro, inserendo sostanze di origine carnea e organica che provocano conseguenze terribili. Tutte queste sostanze finiscono nella carne e nel latte.


A proposito di guadagni fatti senza scrupoli, è clamoroso il caso del siero del latte, un sottoprodotto di scarto della lavorazione dei formaggi. Di colore verdognolo e con un odore nauseabondo, alla fine degli Anni Settanta, negli Stati Uniti, non fu più possibile scaricarlo nel sistema fognario perché vennero approvate severe leggi che vietavano questa pratica, in quanto il siero del latte è molto inquinante. Vietarono anche di scaricarlo nei corsi d'acqua, per non privarli di ossigeno e quindi provocare la morte della flora e della fauna. Allora le aziende casearie si inventarono di "scaricarlo" negli alimenti industriali (minestre liofilizzate, cacao, impasti per dolci, margarina, purea di patate, sughi, condimenti, alimenti per l'infanzia, pane, ecc.) e da quel momento iniziarono a vendere "cibi spazzatura" e continuano a farlo con grande successo, grazie alla pubblicità martellante.
Altre notizie interessanti sul latte sono su queste pagine Web:
      






domenica 17 luglio 2011

Cava de’ Tirreni: mangiatori di struzzo e sessisti!

http://www.geapress.org/wp-content/uploads/sagra-struzzo-300x236.jpg

Una compagna ci segnala una cosa che è successa a Cava De’ Tirreni, in privincia di salerno. Militanti e militantesse di una associazione animalista sono andat* a fare volantinaggio davanti un convento francescano che – secondo la stampa – sarebbe direttamente coinvolto nella organizzazione di una particolare Sagra dello Struzzo.

Un frate, tale Luigi Petrone, avrebbe dichiarato al quotidiano il Mattino che se una ragazza fa l’attivista allora è di sicuro una poco di buono e quindi aggredirla sarebbe lecito.

La parte più sessista della repressione che denuncia l’associazione animalista sarebbe determinata dagli epiteti offensivi e sessisti (“zoccola, puttana” – leggi dichiarazioni a commento di un post) diretti all’attivista che stava volantinando.

L’associazione dal canto suo divulga un comunicato stampa che condividiamo con la nostra più piena solidarietà nei confronti degli attivisti e della ragazza insultata:

Comunicato dell’Associazione Animalista Cavese “Venganch’io”:
Domenica 10 Luglio c’è stato un grave atto di repressione da parte del Sig. Luigi Petrone, che nulla “a parer nostro” ha più di frate, andando contro quei valori di amore e solidarietà che sempre hanno caratterizzato i frati francescani. Ormai la ricerca del profitto ad ogni costo consente a un ecclesiastico di invadere un suolo pubblico, quindi esterno al Convento, di aggredire verbalmente, diffamando le ragazze presenti, usando epiteti offensivi per il genere femminile; evidenziando a gesti il suo essere uomo prima che frate, scuotendo più volte il proprio sesso. Forte della veemenza del proprio leader, uno dei suoi seguaci è passato dalle parole ai fatti, colpendo le parti intime di un ragazzo, con un calcio ben assestato. Motivo della disputa un volantinaggio dell’Associazione Animalista Cavese Venganch’io a difesa dello struzzo. Ci rendiamo conto che un tale volantino possa far maturare eventuali crisi di coscienza ai frequentatori del Convento, ma riteniamo spropositata la reazione di chi dal pulpito predica i valori cristiani, ma che nell’atto pratico rinnega quello che propugnava il Santo Patrono del Convento. Ci auguriamo che le persone prendano le distanze da questi comportamenti deplorevoli e capiscano che le controversie possano sempre essere risolte attraverso il dialogo.