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martedì 13 dicembre 2011

Forum razzisti sul Web: "Casseri è un nostro eroe"

(appunti da Repubblica)


"Ha fatto bene, bisogna punire questi invasori e farli tornare nei loro paesi d'origine". "Rispetto e onore" per l'autore della sparatoria. Bisogna spazzare via l'immondizia negra"


di MARCO PASQUA


Forum razzisti sul Web "Casseri è un nostro eroe"


Deliri razzisti sui quali da tempo indaga già la polizia postale. Il primo a riconoscere il killer in una foto è un utente storico del forum, che si firma "Costantino": "E' dei nostri. Speriamo che ce la faccia". E quando la sua morte è ormai certa, chi aveva letto i suoi testi (che hanno ripreso a circolare in queste ore), lo definisce un "eroe", persino un intellettuale. Scrive "Non conforme": "E' il prezzo che ha pagato un eroe. Una situazione ormai figlia dell'esasperazione di chi ha creato questa società multietnica che è una bomba a orologeria pronta a esplodere, perché la storia insegna che tante etnie non possono coesistere insieme".

"Come pochi ha avuto il coraggio di fare ciò che dovremmo fare tutti in massa; sono più propenso alla loro espulsione anziché al loro assassinio, ma la vedo piuttosto dura come soluzione", sottolinea un internauta che si firma Glemselens, mentre Longobard  è ancora più netto e minaccioso: "Casseri eroe bianco vittima di un complotto volto a nascondere la verità, e cioè che Firenze è ormai contesa tra bande di sporchi negri criminali. E' ora che qualcuno faccia pulizia di questa immondizia negra! Via negri e stranieri dall'Italia. Abbattere chi devasta le proprietà degli italiani".

Per l'autore del folle gesto "rispetto e onore", due parole che ricorrono spesso nei thread, nel giorno della follia omicida xenofoba. Alcuni azzardano la tesi di un non meglio precisato "complotto", ordito addirittura dai servizi segreti italiani o dalla polizia. "Consiglio a tuti di stare attenti, cautela al massimo, è possibile che siano i primi episodi di una strategia della tensione utilizzata dai poteri forti per schiavizzarci, per imporre le case ai rom e agli extracomunitari facendo leva sui sensi di colpa per i poveri senegalesi morti e i poveri rom di Torino  -  osserva sempre Costantino - E' già successo negli anni 70, adesso c'è una crisi economica spaventosa, è come il 1929 o la II guerra mondiale. L'Italia andrà in default entro 6-8 mesi, ma prima deve pagare il debito a inglesi e americani. Scorrerà il sangue".

"Sono contento che oggi ci siano due invasori di meno", è la sintesi di un altro utente. Ma il numero dei commenti cresce, man mano che altri dettagli emergono sulla figura del killer iscritto a Casa Pound.

Inneggiano al gesto di Casseri anche alcuni internauti che hanno voluto commentare la notizia nell'articolo pubblicato sul sito della Nazione. Come denunciato dal gruppo Everyone, qualcuno che si firma "Mi vergogno di essere italiano" scrive: "Meno due". Un altro, "Il fiorentino" sottolinea che "i nodi vengono al pettine: vedete di abituarvi a tutto ciò, perché grazie alla politica del buonismo è stata aperta la porta alla criminalità camorristica e extracomunitaria". "Siamo solo all'inizio  -  per l'utente Questa_è_Sparta  -  Un grazie ai buonisti newage che non hanno mai avuto rispetto prima di tutto per gli italiani, lasciando proliferare mescolanze senza criterio".

Sul forum Viva Mafarka, abitualmente frequentato da molti militanti di Casa Pound, qualcuno sembra voler prendere le distanze dal gesto di Casseri, preoccupato per una possibile "strumentalizzazione" da parte della stampa dei fatti fiorentini. Una strumentalizzazione che, per "Bogside", "sarà la facile scappatoia per evitare di parlare di come questo sistema stia creando milioni di folli in una giungla di disperazione. Meglio buttarla in politica e in caciara". Anche qui torna la tesi del complotto, stavolta ai danni dei "fascisti del terzo millennio": "Come si suol dire cade proprio a fagiolo. Casa Pound Italia stava crescendo troppo. Quale miglior occasione per delegittimarla un po' magari facendo di tutta l'erba un fascio e facendo capire ai timorati borghesucci moderati che l'estrema destra è violenta, razzista, xenofoba e via discorrendo".
4.

Anche se Casa Pound ha precisato che Casseri “non era un militante”, ma che questi si limitava a frequentare la sede di Pistoia, sul web esiste un un articolo scritto che testimonia l'esistenza di legami apparentemente più profondi. Il killer, infatti, aveva pubblicato un suo scritto sull'”Ideodromo” di CPI, una sorta di laboratorio culturale che il leader dei “fascisti del terzo millennio”, Gianluca Iannone, definisce così: “Questo è il posto dove corrono le Idee, le nostre idee. Qua è dove prendono forma, dove trovano slancio. Un laboratorio ad alta velocità. Un percorso dinamico all’insegna dell’arrembaggio. Un ulteriore stimolo per costruire ed essere presenti nella vita politica della nostra amata Italia. Un altro importante passo avanti per una comunità in marcia”.

Il testo di Casseri era un commento ad una sentenza di un tribunale militare, del 1954: “La corte era chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato da un gruppo di ufficiali e sottufficiali della Legione della Guardia Nazionale Repubblicana “Tagliamento” – spiegava Casseri -, inquadrata nelle forze armate della Repubblica Sociale Italiana, che erano stati condannati due anni prima dal tribunale militare di Milano per l’esecuzione di numerosi partigiani, per sevizie durante gli interrogatori e per aver collaborato con i tedeschi. I giudici respinsero la maggior parte dei ricorsi anche se applicarono agli imputati il condono previsto dalla legge 19 dicembre 1953”. L'articolo si concludeva con un riferimento alla Liberazione: “Premesso che il 25 aprile 1945 scomparve l’unico governo indipendente presente in Italia, e che sull’effettiva indipendenza di quello che lo ha sostituito sussiste un legittimo dubbio, cosa si continua a celebrare in quella data?”. Nel frattempo, il pezzo è stato fatto sparire: per reperirlo, infatti, bisogna fare ricorso alla copia Cache di Google (risale al 29 settembre).

Casseri aveva anche firmato, nel novembre 2010, un saggio, di stampo antisemita, ripreso da un sito italiano negazionista (“Olodogma: biblioteca revisionista su Olocash e truffa sterminazionista”). Ne “I Protocolli del Savio di Alessandria” (il titolo si richiama al falso storico dei “Protocolli dei Savi di Sion", di cui si dà una lettura da un'ottica negazionista), partendo dal commento di un testo di Umberto Eco, si vogliono rilanciare le folli tesi del complotto sionista per dominare la Terra. 

(13 dicembre 2011)




sabato 3 dicembre 2011

Zippo di CasaPound in missione umanitaria? Sì, de sticazzi



Lo hanno fermato a Fiumicino, appena sbarcato dal volo che da Bangkok lo riportava a Roma. Alberto Palladino, esponente del Blocco Studentesco da tutti conosciuto con il nomignolo di 'Zippo', e' stato arrestato dai carabinieri per il suo presunto coinvolgimento nell'aggressione del 3 novembre scorso ai Prati Fiscali nei confronti di giovani militanti del Pd che stavano affiggendo alcuni manifesti. Le accuse nei suoi confronti sono di lesioni personali aggravate, detenzione di armi bianche e violenza privata.

Palladino e' stato incastrato dal racconto del capogruppo del Pd al IV Municipio, Paolo Marchionne, che ha detto agli investigatori di aver riconosciuto l'uomo. Durante il pestaggio, messo in atto da una quindicina di persone, tutte con il casco, infatti, si sarebbe abbassato la sciarpa lasciando scoperto il volto. Due settimane fa, il 14 novembre, era stata firmata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, ma Zippo era già partito per la Thailandia. Gli inquirenti tendono ad escludere un viaggio di piacere ma sono propensi a pensare che invece si trattasse di un tentativo di ''cambiare aria'' in attesa che le acque si fossero calmate in città. Al suo ritorno da Bangkok, però, ha trovato ad attenderlo i carabinieri del Ros e della compagnia di Montesacro che lo hanno arrestato. Secondo fonti investigative, l'uomo si sarebbe chiuso nel silenzio senza opporre resistenza.

''Alberto Palladino e' innocente'', afferma a chiare lettere Gianluca Iannone, leader di Casapound, associazione di estrema destra molto vicina al Blocco Studentesco. ''Che Marchionne l'abbia riconosciuto e' opinabile - continua -, lui si e' sempre schierato contro Palladino, addirittura esultò quando gli fecero un attentato incendiario sotto casa dei genitori. Siamo convinti della sua innocenza e sicuri che la verità verrà a galla''. Iannone spiega inoltre che Palladino si trovava in Thailandia ''non certo per sottrarsi alla giustizia, ma per partecipare a una missione umanitaria''.

Intanto proseguono senza sosta le indagini dei militari dell'Arma, che stanno passando al vaglio le ricostruzioni e le descrizioni fornite dagli aggrediti per risalire agli altri membri, probabilmente una quindicina, della spedizione punitiva.



Fonte: DazebaoNews




mercoledì 30 novembre 2011

Aggressione a Prati Fiscali arrestato 'Zippo' di CasaPound

Svolta nelle indagini sull'episodio avvenuto lo scorso 3 novembre. Fermato Alberto Palladino accusato di lesioni personali aggravate, detenzione di armi bianche e violenza privata

di MARTINA DI BERARDINO

 

Palladino è stato arrestato dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Roma. L'aggressione della quale è accusato avvenne tra largo Valtournanche e via dei Prati Fiscali: un gruppo di 15 persone, con caschi e armate di bastoni e mazze ferrate, assalirono cinque esponenti del movimento giovanile del Partito democratico che avevano da poco terminato l'affissione di manifesti. Solo l'intervento casuale di una pattuglia dei carabinieri salvò i militanti del Pd dal pestaggio. L'esponente di Blocco Studentesco è da poco rientrato in Italia dalla Thailandia,  dove è stato qualche giorno dopo l'episodio di violenza.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del reparto anticrimine del Ros e della compagnia Montesacro, sarebbe stato l'unico ad agire a volto scoperto. I militanti del Pd vennero medicati in ospedale per le lesioni riportate. Tra gli aggrediti c'era il capogruppo del Pd al IV municipio, Paolo Marchionne, che raccontò

di aver riconosciuto tra gli aggressori Palladino, un volto noto nella zona come militante di CasaPound. L'associazione negò qualsiasi coinvolgimento nella vicenda, minacciando querele.



Fonte: Repubblica