Visualizzazione post con etichetta Alberto Bonanni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Alberto Bonanni. Mostra tutti i post

giovedì 20 settembre 2012

Aggressione musicista a Monti, il gup: "Il branco voleva difendere il territorio"

LA SENTENZA

Aggressione musicista a Monti, il gup: "Il branco voleva difendere il territorio"

Le motivazioni della condanna a 9 anni per due degli aggressori: è stata la condotta degli imputati "a determinare il pericolo di vita in cui attualmente, e quale condizione permanente, Bonanni si trova". Nessuna attenuante, per "l'efferatezza della loro condotta, per la futilità dei motivi, per la mancanza assoluta di pentimento"

 

Il musicista Alberto Bonanni, pestato a Rione Monti con calci, pugni e un colpo di casco in testa la sera del 26 giugno 2011 e da allora in stato vegetativo permanente, fu vittima di un gruppo di ragazzi "che volevano riaffermare con orribile violenza il controllo del territorio" e che erano animati "da una banale, stupida, malintesa logica di tutela dei suoi indigeni 'residenti' da incursioni di stranieri di altri quartieri" e da "una logica di branco".

Lo scrive il giudice Anna Maria Fattori motivando la condanna in abbreviato a 9 anni di reclusione per Carmine D'Alise e Christian Perozzi, accusati di concorso in tentato omicidio aggravato dai futili motivi. Il gup, che in quella occasione ha anche rinviato a giudizio altri quattro imputati (Emiliano Brugnoli, Brian Bottigliero, Massimiliano Di Perna e Mario Biscossi) che per gli stessi fatti saranno processati il 26 settembre prossimo, pur facendo cadere l'aggravante della crudeltà, attribuisce a D'Alise e Perozzi "la volontà di cagionare il massimo danno alla vittima fino alla morte".

Non c'è dubbio, si legge nel provvedimento, che "la condotta degli imputati ha privato Bonanni dell'Esistenza (scritto proprio in maiuscolo, ndr), intesa come ininterrotta
presenza di sè nel reale conservando la capacità, propria di ogni essere vivente, di modificarlo".

E' stata la condotta degli imputati a "determinare il pericolo di vita in cui attualmente, e quale condizione permanente, Bonanni si trova e detta condotta fu 'agita' con il dolo omicidiario significato dalle regioni attinte, dalla reiterazione dei colpi e dalla violenza con cui furono inferti, nonostante la vittima fosse già accasciata".

Per il gup, dunque, "non c'è spazio ad alcun dubbio né sulla univocità della condotta a cagionare l'evento né sulla volontà omicidiaria, quand'anche nella forma del dolo alternativo".

E anche se Bonanni, prima del pestaggio, era affetto da un tumore cerebrale a basso grado di malignità, l'agire degli aggressori ha certamente contribuito "al repentino peggioramento delle sue condizioni di salute".

A parere del giudice, non ci sono elementi per ritenere gli imputati "vittime di plagio" di Di Perna, il pittore noto nel quartiere come "attaccabrighe" che si scagliò per primo contro il gruppo di Bonanni, reo di avergli disturbato il riposo: di Di Perna, però, il gruppo condivideva "idee contrarie all'etica civile e alla pacifica convivenza, prive di ogni rispetto per l'altrui libertà di pensiero e di opinione".

E pur tenuto conto della giovane età di D'Alise e Perozzi e della loro incensuratezza, per il giudice Anna Maria Fattori non è possibile concedere le attenuanti generiche per "l'efferatezza della loro condotta, per la futilità dei motivi, per l'intensità del dolo significato dalla violenza dei colpi inferti, per aver negato ogni responsabilità pur nell'evidenza delle prove a carico, per aver reso false dichiarazioni volte a mistificare la realtà e per la mancanza assoluta di pentimento".

(28 giugno 2012)

Fonte: Repubblica 

sabato 2 luglio 2011

Pestaggio a Monti: «Massacrato a calci e pugni, Alberto giustiziato senza pietà»



 
«È stato giustiziato senza pietà». Ha la voce ferma e lo sguardo che non si abbassa mai mentre racconta e ripiomba nell’incubo di quella notte. La sorella di Alberto Bonanni, il musicista massacrato di botte sabato scorso, non ha mai avuto dubbi sulla dinamica dell’aggressione. «Non è stata una rissa, mio fratello non ha provocato nessuno, è stato aggredito vigliaccamente alle spalle e poi finito con quel colpo di casco».

Alberto Bonanni potrebbe essere stato ridotto in fin di vita da una vera e propria aggressione squadristica. Dopo essere stato steso a calci e pugni da due componenti della "banda", Alberto sarebbe stato colpito alla testa con un  casco da Brian Gaetano Bottigliero, titolare di un pub in zona Monti, il Druid's Den. Anche gli altri due aggressori finora arrestati sarebbero estremisti di destra. Uno dei due aveva pubblicato su Facebook una sua foto mentre faceva il saluto fascista; l'altro avrebbe pubblicato, sempre su Facebook, una sua foto mentre leggeva una rivista di CasaPound, un'organizzazione di estrema destra molto attiva nei quartieri centrali di Roma.

Alberto Bonanni è un musicista, pacifista e di sinistra, che aveva già suonato in alcuni locali del Rione Monti, e potrebbe "aver dato fastidio" a qualcuno. Il pestaggio di Alberto potrebbe non essere dovuto ad una rissa scoppiata per caso, come si pensava all'inizio. Potrebbe essere stata una e vera e propria azione squadristica. Finora tre dei "picchiatori" che hanno quasi ucciso Alberto sono stati arrestati; ma sembra che sabato notte, al Rione Monti, ce ne fossero molti di più.





Il Rione Monti, come altre zone centrali di Roma, sta diventando una specie di "zona franca", dominata da malavita e prostituzione. Un humus ideale per la proliferazione di organizzazioni di estrema destra, come CasaPound, che ha addirittura occupato un intero stabile in zona Termini, con il tacito assenso del sindaco Alemanno. Sembra di rileggere i libri di storia. Il regime fascista è iniziato così, con lo squadrismo. Una lotta per il controllo del territorio. Con risse apparentemente scoppiate per caso. Sappiamo tutti come è andata a finire.






In questo articolo di Repubblica si denuncia chiaramente la situazione del quartiere Monti, una "terra di nessuno", infestata da bande di "picchiatori" di destra. Addirittura la consigliera dei Verdi del I Municipio, Nathalie Naim, è stata aggredita qualche giorno fa dal proprietario di un locale mentre, assieme a un capogruppo del PD, misurava il marciapiede per collocare una rastrelliera. Al suo posto l'uomo volleva collocare sedie e tavolini.

Gli amici di Alberto hanno creato un gruppo su Facebook, "Suonare per Alberto Bonanni pestato a morte a Roma"per chiedere a tutti i musicisti di dedicare ad Alberto almeno una canzone. Finora il gruppo ha ricevuto più di 3000 adesioni.