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giovedì 16 agosto 2012

Non solo piacere: Le teorie di Reich sull'orgasmo

Wilhelm Reich (Dobrzcynica, 24 marzo 1897 – Lewisburg, 3 novembre 1957) è stato un medico e psichiatra austriaco, allievo di Sigmund Freud e noto per la sua controversa teoria sull'energia orgonica.

Reich cercò una spiegazione alle esigenze sessuali degli individui, e la trovò nella riproposizione della dualità corpo/energia. Secondo Reich, l'orgasmo sessuale era la scarica di energia in eccesso. La pratica dell'amplesso porta l'organismo alla massima carica possibile fino al raggiungimento dell'acme sessuale, infine con l'orgasmo avviene la scarica, seguita dalla distensione.

 


 

Reich riteneva che la scarica di energia sessuale fosse necessaria per preservare intatte le funzioni biologiche dell'organismo.

Reich attribuiva le nevrosi all'insoddisfazione dovuta al fatto che l'energia in eccesso non veniva scaricata completamente con l'orgasmo. I traumi psicologici affliggerebbero sia il corpo fisico, sia la funzione dell'orgasmo. Reich considerava le nevrosi il risultato di traumi vissuti dall'individuo quando le imposizioni culturali ed educative reprimevano la necessità di una scarica totale dell'energia in eccesso attraverso l'orgasmo.



Quando una sua opera pubblicata nel 1933 (Psicologia di massa del fascismo) fu messa al bando dai nazisti, Reich decise di fuggire dall'Austria, e si trasferì nel 1939 negli Stati Uniti d'America, dove continuò le sue ricerche. Nel 1947, la Food and Drug Administration (FDA) iniziò a investigare sulle teorie di Reich, e ne impedì la promozione come trattamento medico.

Processato per aver violato il divieto della FDA,  Reich fu condannato a 2 anni di reclusione per oltraggio alla corte. Nell'agosto del 1956, a New York, sotto la supervisione della FDA, furono bruciate tonnellate di copie dei suoi scritti.

Reich morì in prigione per un attacco cardiaco un anno dopo, nel 1957, pochi giorni prima del suo rilascio sulla parola.

Nell'ultima parte della sua vita, Reich cominciò a compiere esperimenti scientifici sempre più visionari. Costruì un dispositivo, il Cloudbuster (letteralmente: acchiappanuvole)  che sarebbe stato in grado di produrre o dissolvere le nuvole. Queste affascinanti teorie furono fortemente osteggiate dalla comunità scientifica.

Reich è considerato uno dei padri della rivoluzione sessuale del '68, ed una delle figure più importanti della psicologia contemporanea.

Nel 1985, Kate Bush dedicò alle visionarie teorie di Reich il pezzo musicale "Cloudbusting". Nel video, Reich è interpretato da Donald Sutherland.

 

Fonte: Wikipedia

Perversioni Femminili: un film di Susan Streitfeld


Un film di Susan Streitfeld. (USA/ Germania, 1996)
Con Tilda Swinton, Amy Madigan, Karen Sillas.






Una donna, per esplorare ed esprimere appieno la propria sessualità e le proprie capacità emotive e intellettuali, dovrebbe correre grossi rischi e attuare una profonda rivoluzione delle condizioni sociali che la reprimono e la costringono.
L’alternativa è persistere nel tentativo di adattarsi all’ordine del mondo, consegnandosi per sempre alla schiavitù di uno stereotipo di femminilità riconosciuto, ossia, se vogliamo, a una perversione.

Louise J. Kaplan


Tratto dal libro di Louise J. Kaplan "Perversioni femminili. Le tentazioni di Emma Bovary", il film porta avanti la tesi che è del libro stesso: la perversione, negli uomini e nelle donne, è un meccanismo fondamentale che permette di sopravvivere all’orrore di quella perdita originaria che la nostra cultura infligge ad ogni essere sessuato nel momento in cui lo piega alla schiavitù dei ruoli sessuali e di genere.


Dopo Orlando di Sally Potter, non a caso interpretato dalla stessa attrice, Tilda Swinton, ecco un altro film che ci parla del “genere”, cioè dei ruoli e degli stereotipi che ci troviamo ad impersonare, come uomini e come donne.


Film complesso, dalle molteplici letture, intreccia con maestria due piani, quello della realtà e quello delle fantasie “perverse” della protagonista – Eve, un’avvocata di successo - con continuità, così da tratteggiare il mondo profondo, inconscio, pieno di zone d’ombra e di traumi infantili di una donna. Una donna che dietro un’apparente facciata di efficienza e perfezione, nasconde luoghi oscuri della memorie e desideri masochistici, strategie di sopravvivenza, come le definisce la teorica femminista Kaplan, sopravvivenza agli stereotipi e ai modelli estetici che la società le impone e alle ferite che per questo, giornalmente, le vengono inferte.


Nelle sue fantasie erotiche, Eve, in un chiaroscuro suggestivo, cammina su un filo teso, in precario equilibrio, in alto sopra una piscina dall’inquietante forma di croce, sottomessa a dei fantomatici personaggi che hanno il volto di un re e di una regina bianchi. La corda, che più volte ricompare, è il simbolo delle sue catene, di ciò che limita la sua libertà di essere umano, prigioniero di comportamenti, e, parallelamente, la corda è il suo destino di acrobata in bilico sulle paure che si porta dietro dall’infanzia.


“Le perversioni non sono mai ciò che sembrano essere”, ci informa una scritta ricamata sul cuscino di Eve, e più sotto troviamo scritto su una panchina: “Nella perversione non c’è libertà, ma solo un conformarsi rigido agli stereotipi di genere”. E le donne si ritoccano il rossetto, si aggiustano i capelli, si rendono ineccepibili ed eleganti, entrano in competizione tra di loro, stanno sempre sulle spine per non correre il rischio di incrinare il modello che la società richiede loro in quanto donne.


La vita di Eve, così irreprensibile, corretta e patinata, è continuamente interrotta e “forata” da fantasie di ansia e di insicurezza: sente delle voci e immagina dei personaggi che denigrano la sua identità di donna, una sorta di nevrosi sotterranea. Pubblico e privato si mischiano, in un mondo “maschile” che spesso più che ascoltarla, guarda le sue forme. E lei vive sulla sua pelle l’insicurezza di non essere all’altezza dei requisiti di “femminilità” richiestele, di essere bella, cioè, e desiderabile.


Così anche la sua vita affettiva e relazionale è carente: incapace di amare, cioè di un reale incontro con l’”altro”, che ha sacrificato alla “carriera”, può viversi solo le sue fantasiose perversioni sessuali. Sarà il recuperò della sorella – l’altra faccia della stessa medaglia, una diversa strategia di sopravvivenza agli stereotipi dominanti -, che infine scioglierà i nodi irrisolti. Madelyn, cleptomane arrestata per furto, che sta scrivendo una tesi su un paese messicano in cui le donne hanno in mano il potere, cerca così una sua personale soluzione al suo “male di vivere”.


Con la comparsa della sorella Madelyn, l’equilibrio di Eve precipita a poco a poco e la sua perfetta immagine si incrina fino a rompersi. Finalmente la corda che la teneva in sospeso sopra l’abisso delle sue paure si romperà, permettendole di superare il trauma infantile che la legava, morbosamente, al padre. Sarà grazie alla crisi che Eve capirà qualcosa, che cadrà il velo delle sue illusioni, ed entrerà sempre più in contatto con il mondo matriarcale studiato dalla sorella, un mondo dove le donne per essere accettate non hanno bisogno di depilarsi, di tenere sotto controllo il proprio peso e di dedicare all’estetica la maggior parte del proprio tempo: di essere cioè un bell’oggetto del desiderio.


Il film è infarcito di richiami e di rimandi interni, tanto da tessere una trama abbastanza ampia delle perversioni delle donne – ci sono molti personaggi femminili nel film, - senza giudicarle negativamente, ma ricercandone le cause profonde. Ci offre così un ampio ventaglio di nevrosi tipicamente femminili, notevoli “ritratti di signore” dolenti e feroci al tempo stesso.


Il film si chiude quando Eve incontra Edwina, una ragazzina alle soglie dell’adolescenza, che con uno sguardo ancora puro e senza veli guarda alla sessualità con dolore e ricerca un modo di essere donna diverso, in contatto con le forze arcaiche e magiche della natura, un luogo magico dove compiere riti legati al ciclo mestruale, simbolo della potenza femminile.


Il messaggio del film è in fondo un po’ questo: di riscoprire una femminilità fuori dagli schemi, fuori dai modelli estetici imperanti, vicina ad un mondo primitivo di matriarcato e di potenza, un mondo tribale e rituale dove il valore di un individuo non si misura dalla curva dei suoi fianchi.


Stupenda la Swinton nell’interpretare le molteplici facce di questa donna schizofrenica, piena di manie e di superstizioni, che chiede a sé stessa la perfezione e non si perdona il minimo errore.


Il taglio narrativo del film, secco e tagliente e la fotografia lucida e patinata, le somigliano un po’: come lei, sotto una superficie socialmente irreprensibile, nascondono “cadaveri” ed inquietanti segreti.



Testo tratto da: cineforum.bz.it


 


Prostituta sì, ma solo al chiuso





Meglio se nei palazzi di potere. Questa sembra la filosofia che sta alla base del passaggio sulle prostitute del nuovo pacchetto sicurezza. Eppure fanno tutte lo stesso mestiere. Eppure è straniera la puttana in strada come lo è quella che frequenta le ville del premier.


Per quella in strada c’è il foglio di via. Per quelle che invece vanno in giro come escort c’è una promozione sul campo.

Quindi dove sta il problema? Perchè se davvero il governo volesse combattere la tratta delle donne straniere si interesserebbe al circuito di fanciulle dell’est che abbiamo visto ieri sera ad annozero.

Si tratta di una preselezione tra sexworkers buone e cattive? Quelle che vanno a palazzo staranno bene e quelle che stanno in strada, quindi stanno peggio, le puniamo?

Ma lo sa Maroni che costringere una prostituta a nascondersi in luoghi privi di illuminazione e presenza di altre persone significa condannarle a morte?

Lo sa che significa ricacciarle nel territorio dei protettori dove tutto può succedere? Lo sa che quelle donne saranno carne da macello per clienti e sfruttatori?

Perchè è escluso che la prostituzione cessi e dunque renderla sempre più clandestina significa soltanto creare ulteriori condizioni di pericolo per le donne.

Come dire: facciano quello che vogliono, si facciano ammazzare, purchè non sia visibile nelle città la deprimente visione di quella lunga fila di clienti, italiani, che va a fare i puttan-tour.

Si condannano alla clandestinità le prostitute per proteggere i clienti?

Perchè non rispondere invece alle richieste di regolarizzazione che il sindacato delle sex workers da sempre fa? Perchè le donne non debbano pagare in termini di sicurezza un vezzo che è tutto maschile. Perchè possano esigere eguali diritti e servizi assolvendo ad eguali doveri. Perchè possano sentirsi cittadine di serie A come tutte le altre lavoratrici precarie di questo mondo.

Solo in un tempo storico preciso avveniva quello che avviene ora. Quando le puttane di strada venivano trattate come corpi senza pelle e senza vita mentre le concubine vivevano a palazzo. C’erano le monarchie, poi c’erano gli harem, quelli in cui la regina occupava lo scranno accanto al re mentre le “favorite” stavano a farsi bagni e a farsi belle per la notte.

A Palermo – così almeno si vocifera – la concubina, di origini orientali, ha avuto perfino una casa e un intero parco, oltre che una stanza a palazzo dei normanni, dedicati.

Puttane solo per i ricchi. I poveri potevano solo infrattarsi in buie caverne dove stupravano donne senza rispettare nessuna norma igienica.

Tanti secoli sono passati e siamo ancora punto e accapo.

E quello che è più grave è che la cosa non ci sorprende per niente.

Fonte: Femminismo a Sud


Ultimo tango a Parigi - Discorso sulla famiglia



Ultimo tango a Parigi - Discorso sulla famiglia

Bocca di Rosa e la "petit mort"



Sesso nell'auto con la prostituta, anziano muore d'infarto

All'Eur in via della Musica. Il 78enne colpito da un arresto cardiaco durante un rapporto sessuale con una 26enne che ha tentato di rianimarlo.

È morto d'infarto stamattina mentre aveva un rapporto con una prostituta in auto. L'uomo, di 78 anni, verso le 10 era con una ragazza di 26 anni in via della Musica, nel quartier Eur, quando al culmine di un rapporto è stato colpito da infarto. La ragazza ha tentato di fargli un massaggio cardiaco e nel frattempo ha chiamato il 118. Quando sono arrivati i soccorsi e i carabinieri l'uomo era già morto.

I francesi chiamano l'orgasmo "la petite mort", "la piccola morte". Povera "Bocca di Rosa", che ha tentato anche di rianimarlo ... in realtà gli ha donato una morte bellissima ...


(nella foto, la bellissima Victoria Larchenko,
protagonista del film "La bella gente" di Ivano De Matteo)

25 Novembre 2011 Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne





25 Novembre 2011

Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne




Masochiste?
 Sì, ma solo per gioco, per piacere e per libera scelta.


domenica 12 agosto 2012

Sesso tantrico

  

 
Tantra

Secondo il Tantra, il sesso é un modo per raggiungere l'unione con il divino.
Mi piacerebbe provare. Ora devo solo trovare la donna giusta.

L'amamante di Lady Chatterley

 

       
L'amante di lady Chatterley


Cerco un donna che danzi con me sotto la pioggia

 

        
 

mercoledì 8 agosto 2012

Molte scopate e qualche lacrima nella città di R.

 


Qualche domenica fa (era un pomeriggio molto afoso) sono andato verso la periferia della città di R., in una zona industriale, dove l'Ardeatina va verso Pomezia. Quella zona è piena di capannoni industriali, qualche fabbrica, soprattutto di prodotti chimici, molti TIR, guidati da autisti dell'Est. Quella domenica il caldo era afoso, insopportabile, anche all'ombra dei pini che delimitavano la strada. A me i pini hanno sempre messo tristezza. Per scopare, c'erano solo poche ragazze sperdute: il grosso del traffico (e dei clienti) ci sono nei giorni feriali.

Il caldo soffocante, anche all'ombra dei pini, l'asfalto rovente per il sole, le esalazioni degli stabilimenti chimici. Qualche ragazza del'est dallo sguardo smarrito sul bordo della strada. Quel posto sembrava una messa in scena di una bolgia dell'Inferno dantesco. Le dannate erano le ragazze messe in vendita, che forse dovevano scontare colpe commesse in vite precedenti.

Ho concordato 50 euro per una scopata con una ragazza rumena. Era carina, ma aveva la pelle arrossata dal sole. Il caldo di quel pomeriggio era insopportabile, e lei era lì dalla mattina. Bocca e culo per 50 euro. Il posto in mezzo agli alberi dove ci siamo fermati era carino. Ma quel pomeriggio era nervosa, forse aveva problemi con l'affitto di casa. Quando l'avevo vista, pochi minuti prima, stava litigando al telefono in rumeno con qualcuno, forse con il suo protettore. E poi il caldo di quel pomeriggio era davvero insopportabile. Le ho detto che preferivo bocca e fica a culo e fica, ma lei non aveva voglia di scopare. Se una ragazza vuole darti a tutti i costi il culo invece della fica, vuol dire che sta male. Dopo una mezz'ora in macchina, le ho lasciato i 50 euro pattuiti senza niente di fatto. O quasi niente. Mentre mi allontananavo con l'auto, ho visto che piangeva.

Mi sono sentito il tipico italiano senza cuore che sfrutta le ragazze dell'est. In realtà non sono ricco, il mio stipendio basta a malapena a pagare l'affitto di casa e a sopravvivere. Ma queste ragazze sono costrette a pagare cifre altissime per l'affitto di appartamenti degradati, in mezzo alla campagna, difficili da raggiungere con i mezzi pubblici. Ovviamente, gli affitti sono rigorosamente in nero. Quasi tutte queste ragazze sono vere e e proprie schiave. Tra papponi e mance per la polizia, ben poco di ciò che guadagnano va direttamente a loro. E' sempre triste vedere una ragazza piangere e sapere che tu non puoi far niente per lei.

Ho trovato un'altra ragazzza, magrissima, bulgara, che mi avrebbe fatto tutto per venti euro. L'accordo è fallito perchè io volevo scopare in macchina, mentre la bulgara aveva un "suo" posto dove si poteva scopare solo fuori della macchina. Era incredibilmente magra, ma forte, nervosa, sicura di sè. Mi sono chiesto se fosse anoressica. Ci siamo lasciati da buoni amici.

Ho ripiegato su un'estetista rumena, alta, carina, con le unghie dipinte una di giallo e una di blu. Molto originale. Quest'estetista aveva una bella fica morbida e calda, ma non mi ha permesso si usarla per molto: aveva fretta di tornare a a casa e mi ha chiesto un passaggio. Ho impiegato una mezz'ora per portarla in una delle tante villette monofamiliari con giardino costruite nelle zone costiere a sud di roma. Durante il viaggio, lei era al telefono con la mamma e si lamentava dei prezzi alti degli affitti a Roma. Ogni tanto provavo ad accarezzarle le gambe, ma lei mi allontanava la mano.

Al ritorno, ho finalmente trovato la donna giusta: Marina, una mia vecchia conoscenza rumena. Siamo andati in un posto tranquillo, in mezzo al verde, accanto a un casale abbandonato. Mi sono messo davanti a lei e l'ho guardata mentre faceva la pipì sull'erba. Mi piace mettere a disagio le ragazze guardandole negli occhi mentre fanno pipì sull'erba. Poi abbiamo fatto una bella, sana scopata. Nè troppo lunga nè troppo breve. Se continua così, Marina diventerà la mia migliore amica. E' una delle donne più dolci, intelligenti e sagge che conosca. Ed è anche carina.

mercoledì 25 gennaio 2012

Musica Vaginale: Amy G. e il suo incredibile talento con il kazoo ...





(Amy G.: Kazochee)

 
Per la cronaca, il motivo che l'insuperabile Amy G. suona usando in contemporanea tre kazoo diversi (con tre diverse parti del corpo) é "America the Beautiful". 





Per approfondire: il sito web di Amy G.