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mercoledì 28 dicembre 2011

Firenze. Miti e idologia del fascista xenofobo

Appunti da: Contropiano


di  Tommaso De Berlanga

Miti e ideologia nazi del letterato in armi


Corsa a cancellare le pagine web che ne recensivano con entusiamo «le opere». Dracula e gli Hobbit, con Evola e Nietzsche
Tommaso De Berlanga
Tra i fascisti doveva sembrare un vero «intellettuale». Gianluca Casseri scriveva molto. Solo un anno fa aveva pubblicato un libro insieme a Enrico Rulli, costituendo una coppia definita «assolutamente mitica nel panorama del fandom e del mainstream italiano, da decenni attivi nella creazione di racconti nella wave della fantascienza italiana, da sempre presenti alle Italcon e ai congressi del settore» (anche i suoi fan vanno capiti...). Un fan di Lovecraft e della letteratura fantascientifica molto trash, o del fantasy con vaghi riferimenti al Signore degli anelli (es. «Frodo Baggins, l'eroe che non ha fallito»). Insomma: quei modi dove le forze del bene e le «forze oscure» sono sempre in lotta in attesa dell'Armageddon finale.
Ora tutti fanno finta di non conoscerlo tanto bene, alcune pagine web sono scomparse (per esempio dal sito del Centro studi La Runa, ovvero la lettera «o» dell'alfabeto futhark, da sempre usata come simbolo dai neonazi italiani). Eppure il circolo Sur le Murs di Pistoia (sua città natale) ne ospitava spesso le serate letterarie, tra un omaggio a Marinetti e un altro a Mishima. Quelli della locale Casa Pound ammettono che fosse «un simpatizzante, come tante altre persone, alle quali non siamo soliti chiedere la patente di sanità mentale». Altri asseriscono fosse «un iscritto», ma il tentativo è scoperto: «è solo un matto, noi non c'entriamo nulla». Eppure i suoi articoli erano compresi - almeno fino a ieri - nell'«Ideodromo» dell'organizzazione. A scorrere la sua «produzione letteraria», in effetti, il dubbio potrebbe anche venire. Alcuni titoli per farsi un'idea: «Dracula, il guerriero di Wotan», oppure «I protocolli del savio di Alessandria» (tentativo di ironia sull'Umberto Eco de Il cimitero di Praga), da cui esce chiaramente una difesa dei «protocolli di Sion» e dei miti della «razza ariana». Ma anche «Il falco degli spazi» e decine di altri articoli pubblicati su La Soglia, rivistina di cui era anche direttore editoriale.
Un povero invasato con la testa piena di miti celtici? Non proprio, e comunque non solo. Si era cimentato in testi anche più direttamente cultural-politici, come «Adriano Romualdi alle radici dell'Europa», altro letterato fascista morto giovane, nel '73. Nel gloriarne gli scritti, dimostra di aver digerito autori come Julius Evola, Ernst Junger e naturalmente Nietzsche.
Anche il sito Comedonchisciotte - altro contenitore di destra in maschera, che mescola a roba d'area anche molti articoli ripresi da siti di sinistra - gli ha immeditamente trovato una «casella» tale da renderlo «non contagioso» per l'estrema destra nazionale: «il Breivik italiano». Con tanto di pennellate sminuenti «una persona introversa, un solitario». Sarà... Ma il ciarpame che gli affollava la testa è identico a quello di qualche migliaio di zucche che leggevano le sue cose. La differenza sta nella decisione di prendere una 357 magnum, a un certo punto della vita.
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Appunti da: Contropiano

Il killer dei senegalesi? Era a tutte le udienze del processo di Pistoia



Appunti da: InfoAut


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Statene certi, ciò che è successo quest'oggi a Firenze sarà presto ricondotto da media, politici e questure all'atto di un folle. Così come era stato derubricato a atto di follia quello del naziattentatore norvegese Breivik. Lo ha già scritto Casa Pound in un suo comunicato e lo hanno già traghettato le varie trasmissioni di intrattenimento politico.
Ma quello che è successo oggi a Firenze, così come sabato scorso a Torino con l'incendio del campo rom, rappresenta un'Italia che cova i germi del fascismo e razzismo dentro di sè e mostra la pericolosità di soggetti e ideologie cresciute fino ad oggi col sostegno fattivo del partito che ha governato fino a poche settimane fa (il PdL che li ha foraggiati e fatti montare sul carro elettorale), con la tolleranza partecipativa del Pd e con gli intrighi con varie questure d'Italia. Senza considerare l'onda razzista e di paura che certi media e la Lega Nord hanno cavalcato negli ultimi 10 anni. Un'Italia dunque alla ricerca di un capro espiatorio di fronte alla crisi, all'impoverimento e all'incapacità di reagire e che spesso lo trova nel fantasma dello straniero che gli ruba il lavoro, gli stupra le donne e lo fa vivere nella paura. Basta leggere qualche forum filofascista sul web per rendersi conto delle erbacce che crescono in certi giardini. Ma i forum lasciano il tempo che trovano, i fatti che leggiamo ogni giorno, prontamente sminuiti dai media, sono realtà.
E noi ci sentiamo di dire questo perchè abbiamo sempre seguito le vicende di Casa Pound e conosciamo da vicino il contesto di Casa Pound Pistoia che Gianluca Casseri, l'omicida fascista, frequentava. Non solo frequentava, ma all'interno del sito di Casa Pound c'è anche una pagina a lui riservata che è stata prontamente cancellata oggi pomeriggio.
E Casa Pound Pistoia (Circolo Agogè) non ha potuto fare a meno di riconoscere la frequentazione dei propri spazi da parte di Casseri, anche perchè era andato più volte proprio in quegli spazi a presentare il suo libro "Le chiavi del chaos".
Ma non finisce qui. Non appena uscite le foto del fascista killer in questione, a Livorno molti compagni lo hanno subito riconosciuto in quanto ha partecipato da uditore a quasi tutte le udienze del famoso processo di Pistoia ai danni di 7 compagni accusati ingiustamente di aver devastato il circolo di Casa Pound. A quelle udienze di fascisti non se ne vedevano, eccetto che quando erano chiamati per testimoniare, mentre il Casseri era sempre lì, quasi fosse il delegato a seguire il processo da parte del circolo pistoiese.
Alla luce dei fatti di oggi, è con ancora più rabbia che analizziamo ciò che successe dopo quei fatti dell'11 ottobre 2009 a Pistoia: la superficialità colpevole con cui molte forze politiche, soprattutto di sinistra, espressero la loro solidarietà a Casa Pound ma sopratuttto i fitti legami che ci sono stati fra questura di Pistoia e fascisti sia prima che durante il processo.
I fatti di oggi a Firenze non sono quindi riconducibili alla sola follia, ma sono parte integrante di un sistema che tollera i fascisti, li foraggia, gli concede spazi e anche poltrone nelle istituzioni. Casa Pound è fra quelle organizzazioni che ha cercato di ripulirsi nella forma e nel linguaggio per essere accettabile e presentabile, ma appena si va più in profondità rispetto all'immagine che si vogliono creare (i fascisti del terzo millennio oltre la destra e oltre la sinistra...) rimangono i soliti fascisti di sempre.
 
Link: Miti e ideologia nazi del letterato in armi
Da Senza Soste


Fonte: InfoAut

giovedì 1 dicembre 2011

Casaggì Firenze: Marco Scatarzi, Alessandro Draghi e Francesco Torselli inventano aggressioni inesistenti?

Fonte: Io non sto con Oriana

giovedì 30 giugno 2011


Firenze. Giovane di Casaggì mentre difende la propria identità
e le
radici cristiane della "civiltà occidentale".

La pratica politica "occidentalista" ha la menzogna come elemento coessenziale.
E fin qui nulla di nuovo.
Altre cose risapute sono il fatto che esistono eccellenze e mediocrità in ogni campo, anche in quello cui fa riferimento la giustizia penale, e che l'esistenza di limiti all'idiozia umana è stata messa in dubbio da più di un pensatore.
Riuscendo a prendere una denuncia per "diffusione di notizie false atte a turbare l'ordine pubblico", i giovani "occidentalisti" fiorentini hanno dimostrato di riuscire ad essere dei mediocri anche nel delinquere.
Oltre che dei cialtroni nell'inventare menzogne. Sul caso specifico ci eravamo già soffermati, prendendolo per buono e purtuttavia considerando quanto sia stridente il contrasto tra la grandiosità degli intenti e la spregevole pochezza dei comportamenti quotidiani.
Fin qui il dileggio.
Poi c'è una considerazione seria.
Il fatto che gente simile faccia capo al partito "occidentalista" più numeroso della penisola e sia fittissimamente rappresentata nelle sue le liste elettorali significa che essa aspira, almeno in prospettiva, ad incarichi pubblici.
Un fatto che dovrebbe essere stimolo per ulteriori ed ancora più pesanti conclusioni.


Post scriptum. A poche ore dalla diffusione della notizia, i tre rilasciano un piccatissimo comunicato con annessa richiesta di scuse.
Allegato al comunicato c'è un referto medico visibile qui in cui si parla di trauma contusivo mandibolare accidentale. Un "codice verde" differibile: come si desume dalla diagnosi, pubblicata qui, per il dolore emimandibolare destro esistono farmaci di buona efficacia, come i collutori e gli antidolorifici.
Nella casistica di cui siamo al corrente, il caso di un'aggressione ad opera di tre individui -di sesso maschile nel fiore degli anni e della prestanza fisica, animati da volontà cosciente di fare del male- in cui l'aggredito se la cava con qualche sciacquo e una bustina di antidolorifico non è contemplato.
Il comunicato stampa però, che abbiamo messo su Freezepage per evitare sempre possibili correzioni, lo ricordiamo molto bene.
Ed infatti parlava di ben altro che di un trauma contusivo.
Tre persone lo hanno riconosciuto, forse addirittura aspettato, e poi aggredito a calci e pugni procurandogli una lesione mandibolare, un trauma cranico e l’asportazione di un dente. Il tutto in mezzo ai passanti, totalmente indifferenti.
Il referto pubblicato non cita alcuna lesione, non cita alcun trauma cranico, non cita alcuna asportazione dentaria.
Secondo le gazzette, questi signori si sentono "profondamente offesi e danneggiati" per quanto riguarda la loro attività politica, ma soprattutto per la loro serietà e la loro professionalità.
In effetti, con attivisti di questa serietà e di questa professionalità l'"occidentalismo" fiorentino può benissimo fare a meno dei nemici.
Il miglior sistema per evitare di essere considerati dei cialtroni è relativamente semplice, è sempre lo stesso ed è anche di provata efficacia: consiste sostanzialmente nel non comportarsi da cialtroni.

giovedì 30 giugno 2011

Inventarono l'aggressione denunciati tre di Casaggì


CRONACA

Inventarono l'aggressione
denunciati tre di Casaggì

Un militante era andato all'ospedale per un'infiammazione al dente del giudizio, ma con un comunicato stampa era stata diffusa la notizia di un'aggressione in pieno centro

Denunciati per diffusione di notizie false atte a turbare l'ordine pubblico. La Digos di Firenze ha fatto partire una denuncia nei confronti di Marco Scatarzi, Alessandro Draghi e Francesco Torselli, di Casaggì, centro sociale di destra. In un comunicato stampa ripreso anche da un quotidiano avevano denunciato un'aggressione subita da un militante di Casaggì, che sarebbe stato preso a calci e pugni da tre persone riportando - si legge nel comunicato una "lesione mandibolare, trauma cranico e asportazione di un dente""Il tutto in mezzo ai passanti - continua il comunicato - totalmente indifferenti". "Un atto grave e vigliacco - accusavano i firmatari -perpetrato per giunta da ultra-trentenni in sovrannumero, in pieno giorno e nel bel mezzo del centro storico fiorentino".
Ma dopo aver ricevuto sommarie indicazioni dal medico che ha curato il giovane e effettuato controlli incrociati tra gli ospedali gli investigatori avrebbero scoperto che il ragazzo si era presentato in ospedale per un'infiammazione al dente del giudizio. La notizia dell'aggressione, diffusa dai tre firmatari del comunicato stampa, sarebbe stata dunque falsa, secondo la Digos, che ha presentato la denuncia.

Gli esponenti della Giovane Italia hanno però smentito le accuse. "Non riusciamo a capacitarci dei motivi che avrebbero indotto la Questura di Firenze ad avviare questo tipo di procedimento legale nei nostri confronti - si legge nel comunicato inviato da Casaggì Giovane Italia - visto che il ragazzo in questione è stato aggredito sotto casa, colpito con un pugno alla mandibola e costretto a ricorrere al pronto soccorso". E presentano anche il referto medico rilasciato al Santa Maria Nuova "nella quale diagnosi", si legge nel comunicato, "si parla in maniera chiara di trauma mandibolare contusivo accidentale".

Leggendo il referto medico, però, ciò viene scritto non nella diagnosi ma nell'anamnesi, cioè l'analisi dei dati di quando il paziente arriva al pronto soccorso, compilata 4 minuti dopo l'arrivo.


(30 giugno 2011)