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lunedì 24 settembre 2012

La saga del Boldrini, il picchiatore di San Giovanni, continua: vuole 170 mila euro per danni morali.


Nella foto: Mario Boldrini ritratto mentre si diletta a scattare fotografie davanti alla palestra di boxe Fortitudo, dove nel 2007 si allenava regolarmente.


Dopo l'aggressione subita dal Boldrini nell'aprile 2007 (40 giorni di prognosi, frattura del naso, lesioni all'articolazione temporomandibolare ed alla cervicale) , ho avviato una causa penale (per la quale, grazie alla giustizia "buonista" della Roma veltroniana, ed alle note simpatie del suo successore Alemanno per i "picchiatori") il Boldrini ha patteggiato 6 mesi con la condizionale. Ho anche avviato una causa civile, per la quale mi spetterebbe un rimborso complessivo di 70.000 euro. Il problema è che il Boldrini, pur disponendo di una Mercedes 1800 coupè e pur potendo permettersi di allenarsi nella palestra di boxe Fortitudo nella tarda mattinata (mentre io guido una misera Fiesta 1250, e nella tarda mattinata sono al lavoro già da diverse ore), ufficialmente è disoccupato e non ha una lira. Anche se dispone di ottimi avvocati. Temo che non vedrò mai quei 70.000 euro.


Essendo un blogger (sono laureato in informatica con 110/110), ho deciso di raccontare l'aggressione dell'aprile 2007, e gli episodi successivi, in un mio blog. Non ci crederete mai! Il Boldrini mi ha fatto causa per diffamazione, per la modesta cifra di 170.400 euro. Solo il contributo unificato per la avviare la causa è di 660 euro. Mi chiedo come il Boldrini si sia procurato quei soldi.


Nel seguito di questo post, analizzo la citazione del Boldrini. Si tratta di un esercizio interessante per capire sia per capire la psicologia del "picchiatore" medio italiano (che, in questo caso, più che un "picchiatore" si rivelerà uno "scroccone") sia per capire come funziona la giustizia (e, soprattutto, come ragionano gli avvocati) in Italia.



Punto "1". Il Chiarissimo avv. Alessandro Ciancarmela (che il Boldrini ha scelto per questa nuova causa) sostiene che l'aggressione che ho subito il 10 aprile 2007 sarebbe imputabile non al fatto che il Boldrini fosse sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, o al fatto che si tratti di una persona particolarmente violenta, ma solo al comportamento "aggressivo e minaccioso" che io avrei tenuto nei confronti del Boldrini. Come noto, quel giorno il Boldrini è saltato sul cofano della mia auto e mi ha sfondato il parabrezza a pugni e calci. Per capire quanto sia giustificabile il comportamento del Boldrini, sarebbe interessante disporre di dati statistici sul numero di parabrezza sfasciati a pugni e a calci da automobilisti durante liti dovute a motivi di traffico.






Punto "2". L'avvocato Ciancamerla sostiene che, dopo quell'episodio io avrei tenuto atteggiamenti calunniosi, aggressivi e intimidatori. Questo non mi risulta. Io mi sono limitato a descrivere, su uno dei miei blog, l'aggressione subita da parte del Boldrini nell'aprile 2007.


Punto "3". Il semaforo nei pressi del quale io avrei tenuto, secondo l'avv. Ciancamerla, la mia "guida aggressiva" basate su sgommate e colpi di clacson, era presidiato da ben due Vigili Urbani, i quali sono intervenuti qualche minuto dopo l'aggressione del Boldrini, a piazza Zama. Non si capisce come mai, nel dettagliatissimo verbale che i due hanno redatto, non risulti alcun cenno di "guida aggressiva" attribuita a me o al Boldrini. Una spiegazione semplice per questa omissione c'é: quella della "guida aggressiva" è una fandonia inventata dal Boldrini per giustificare l'aggressione nei miei confronti.




Punto "4". L'avv. Ciancamerla dichiara che il Boldrini "bonariamente" decideva di non sporgere querela nei mei confronti per la "guida aggressiva" o gli eventuali insulti che avrebbero condotto all'aggressione di piazza Zama. La spiegazione di tale "bonarietà" è molto più prosaica: il Boldrini sapeva di avermi prodotto lesioni per 40 giorni di prognosi, di aver sfondato il parabrezza della mia auto e di avermi colpito sull'orecchio sinistro usando un tirapugni, che è un'arma vietata, prima di darsi alla fuga dopo l'aggressione. Sporgere querela nei miei confronti voleva dire ammettere di essere lui l'aggressore.


Invece dopo la sua aggressione il Boldrini ha fatto di tutto per non essere identificato: ha prestato la sua auto "a cani e porci", in modo da poter sostenere di non ricordare chi era alla guida dell'auto al momento dell'aggressione, e si è tinto i capelli di un incredibile biondo fluorescente per evitare di essere identificato nella foto segnaletica che la Polizia gli ha scattato.


Un'ultima considerazione. Nonostante l'aggressione di Piazza Zama sia stata subito comunicata alla Polizia e ai ai Vigili Urbani, nessuno (nè Polizia, nè Carabinieri, nè Vigili Urbani) ha pensato di trattenere il Boldrini per vericare se fosse sotto l'effetto di sostanza stupefacenti, o in condizioni da ricovero in un ospedale psichiatrico. Il Boldrini è stato quindi libero di aggirarsi, con la sua Mercedes ed il suo "tirapugni", fino al momento in cui gli è stata comunicata la mia denuncia. E anche dopo: infatti non mi risulta che sia stato sottoposto ad alcun provvedimento restrittivo. 





 "Punto 5". Non stento a credere che la pena di sei mesi con la "condizionale" sia stata la prima nella vita del Boldrini. Ma non credo che '"increscioso episodio" di piazza Zama sia stato il primo della sua vita. La violenza del Boldrini durante l'aggressione di piazza Zama è stata tale da spaventare i presenti, diversi dei quali, pur avendomi difeso dal Boldrini (e in questo sono stati eroici, perchè il Boldrini era chiaramente pericoloso, e forse sotto l'influsso di sostanze stupefacenti)  non si sono poi offerti di testimoniare. Questo non mi ha comunque creato problemi, perche subito dopo l'aggressione sono intervenuti sei Vigili Urbani, e sono state raccolte quattro testimonianze. Ma molte persone che hanno assistito all'aggressione erano visibilmente sotto choc. Dopo l'aggressione, i miei parenti mi hanno scongiurato di non sporgere denuncia per evitare ritorsioni. Mentre ero ricoverato all'Ospedale San Giovanni in attesa dell'operazione per la ricostruzione del setto nasale, un infermiere mi ha confidato che il medico del Pronto Soccorso che mi ha ricucito l'orecchio lacerato dal "tirapugni"  si è accorto subito che la lesione al lobo dell'orecchio era da arma da taglio, ma la direzione del Pronto Soccorso gli ha consigliato di omettere questo particolare dal referto per evitare problemi.


In altre parole: io non credo di essere stato la prima vittima del Boldrini. Semplicemente, sono stato il primo che ha corso il rischio di denunciarlo. Questo non vuol dire che io non abbia paura. Dopo l'aggressione ho sviluppato una grave forma di bruxismo (digrignamento notturno dei denti)  che è tipico delle persone esposte ad eventi particolarmente traumatizzanti (soldati in zona di guerra, persone coinvolte in gravi incidenti stradali). Il CSM, presso il quale mi sono rivolto per la certificazione dei sintomi dovuti all'agggressione, mi ha certificato una sindrome da stress post traumatico. Dopo l'aggressione, nel giro di quattro anni ho perso tre denti, che si sono rotti a causa del digrignamento notturno. Prima dell'aggressione, avevo perso un solo dente, mangiando una caramella dura quando avevo vent'anni.

   


 


 "Punto 6". Dopo l'aggressione, non ho messo in atto alcuna forma di persecuzione nei confronti del Boldrini, ma mi sono limitato a registrare i fatti accaduti su un blog pubblico. Dover ricostruire, e in qualche modo rivivere, questi fatti è stato per me molto doloroso, ma sono stato costretto a farlo, perchè purtroppo la causa civile per l'aggressione va avanti, ed è stato necessario ricostruire tutta la dinamica degli eventi. Se il Boldrini si sente "perseguitato" dalla ricostruzione dell'aggressione, si tratta di problemi suoi, non miei. 


Inoltre, a mio parere, è molto importante denunciare pubblicamente le persone socialmente pericolose, per evitare che producano altre vittime. Un esempio classico è quello del femminicidio e della violenza contro le donne: la maggior parte degli uomini che si macchiano di tali reati hanno un numero elevato di precedenti dei precedenti per violenza, ma le istituzioni non fanno nulla per fermarli. I risultati si vedono.



"Punto 7". La ricostruzione dell'aggressione del Boldrini, e degli eventi successivi, su dei blog, ha per me un significato molto importante. Si tratta di qualcosa legato al concetto della memoria. Infatti i documenti processuali marciscono negli archivi, mentre i blog sono praticamente "eterni" e facilmente accessibili a tutti. Per me è importante che resti memoria della violenza, sia perchè questo dà giustizia alle vittime, sia perchè i violenti tendono a cancellare le prove delle loro violenze in modo da poter tornare a ripeterle senza correre alcun rischio. In quest'ottica, Internet sta cambiando la storia. I documenti immessi su Internet sono di fatto eterni. Non c'è modo di cancellarli.





 "Punto 8". I motori di ricerca, come Google, indicizzano le informazioni più importanti riguardo a fatti e persone. Nel caso di persone importanti, spesso Google può elencare decine di pagine Web. Nel caso di persone meno importanti, i motori di ricerca danno magari solo una o due voci. Ad esempio, nel mio caso, se si digita su Google "Nicola La Monaca", appare il mio profilo Facebook ed un documento di informatica che ho scritto 5 o 6 anni fa. Queste sono, secondo Google, le informazioni importanti su di me. Se, quando si digita su Google "Mario Boldrini", appare la storia dell'aggressione di Piazza Zama, questo vuol dire che Google ritiene l'aggressione di Piazza Zama un fatto rilevante su Mario Boldrini. E' interessante osservare che Google (come tutti i motori di ricerca) dispone di algoritmi molto sofisticati per non indicizzare le informazioni inutili (dette "spam" o "garbage"). Se Google mette in evidenza, in relazione al Boldrini, la storia dell'aggressione di Piazza Zama, vuol dire che, secondo Google, si tratta di un'informazione  importante. E come dargli torto?





 "Punto 9". L'uso del tirapugni da parte del Boldrini è stato regolarmente denunciato dal mio legale, avv. Testa Piccolomini, ma la denuncia è stata archiviata perchè "fuori tempo massimo". I segni del tirapugni sul finestrino della mia auto sono comunque evidentissimi nella foto in allegato, scattata nell'officina che mi ha sostituito il vetro.






Si vedono sul finestrino dell'auto i due segni con traettoria parallela che corrispondono ai due paranocche centrali del tirapugni, che sono rilevati rispetto agli  altri. La ferita sull'orecchio sinistro che il Boldrini mi ha procurato durante l'aggressione aveva margini nettissimi, prodotti da un oggetto metallico con spigoli acuminati. Questa in un certo senso è stata una fortuna, perchè questo tipo di ferite sono molto facili da ricucire, e lasciano poche cicatrici, a differenza delle ferite prodotte da oggetti poco appuntiti. Osservo anche che, quando il Boldrini è saltato sul cofano della mia auto per sfondare il parabrezza a calci e a pugni, ha prima intaccato la parte centrale del parabrezza con l'oggetto che impugnava. Infatti, è praticamente impossibile rompere un parabrezza senza intaccarlo prima con un oggetto acuminato, perchè i parabrezza hanno un vetro a doppio strato con una pellicola di sicurezza intermedia.


Al di là della militanza più o meno ufficiale in organizzazioni di estrema destra, il Boldrini usa chiaramente, anche nelle dichiarazioni rilasciate per le denunce un linguaggio chiaramente "fascista". Inoltre nel periodo dell'aggressione si allenava nella palestra di boxe Fortitudo, nota nel quartiere San Giovanni come "covo" di picchiatori e di fascisti. Del resto, chi volete che si alleni a 40 anni in un palestra di boxe ed arti marziali? Un membro dell'UDC? 


Durante i contatti con i poliziotti del Commissariato San Giovanni per le indagini sull'aggressione del Boldrini, mi è sembrato di notare una certa simpatia ed ammirazione per il gesto decisamente "futurista" (sfondamento del parabrezza della mia auto) compiuto dal Boldrini. Inoltre Il Boldrini ha patteggiato "a sorpresa" ancora prima della prima udienza del processo penale, e prima che facessi in tempo a consegnare le foto dei segni lasciati dal tirapugni sul vetro della mia auto. Questo mi ha fatto pensare che gli sia arrivata una "soffiata" che gli ha consigliato di patteggiare prima che saltasse fuori la storia del "tirapugni". Altrimenti non se la sarebbe cavata solo con sei mesi.


Il tipo di aggressione che ho subito dal Boldrini (mi ha rotto il naso con un calcio, facendomi saltare e rompendomi gli occhiali, mi ha quasi staccato il lobo di un orecchio usando un "tirapugni", è saltato sul cofano della mia auto sfondandolo a calci e pugni) rende evidente a tutti (a parte forse l'Avv. Ciancamerla, che peraltro è l'avvocato di parte del Boldrini) il fatto che il Boldrini fosse una persona pericolosa, che probabilmente durante l'aggressione era sotto l'influsso di droghe, e che sarebbe stato opportuno sottoporlo a dei test per la rilevazione di sostanza stupefacenti e farlo visitare da uno psichiatra.


         

 

"Punto 10". Il fatto che nell'estate 2010 il Boldrini si sia tinto i capelli di biondo per non essere riconosciuto nella foto segnaletica che la Polizia gli ha scattato per l'aggressione di Piazza Zama  è assodato. Infatti, nella scheda  segnaletica associata alla foto, la Polizia descriveva i capelli del Boldrini come di colore "biondastro". Quando ho avuto la sfortuna di incontrare il Boldrini vicino casa mia, nell'estate 2007, i suoi capelli (normalmente grigi) erano di un colore biondo fluorescente decisamente ridicolo, tanto che ho avuto difficoltà a riconoscerlo. Giova ricordare che, se non avessi riconosciuto il Boldrini nella foto segnaletica che la Polizia gli aveva scattato, difficilmente sarebbe stato processato per l'aggressione di Piazza Zama. I miei  commenti "di colore" relativi a questo "coraggioso" "trucco" del Boldrini mi sembrano piuttosto scontati. 


"Punto 11". Le informazioni contenute nel blog dove ho descritto i fatti relativi all'aggressione del  Boldrini non sono diffamatorie perchè sono vere. Giova ricordare all'Avv. Ciancamerla che le affermazioni si definiscono "diffamatorie" solo quando sono false. Inoltre il numero di pagine del blog che, secondo l'Avv. Ciancamerla, sono state finora lette (1.704) non è attendibile. Ad esempio, è posssibile modificare il contatore delle pagine lette di un blog in modo da indicare qualunque numero si desideri. Inoltre, il numero è relativo all'intero blog, non solo ai post sul Boldrini. In generale, 1.704 è un numero di accessi molto basso per un blog. Uno dei miei blog ha avuto oltre 12.000 accessi. Non è difficile trovare blog con oltre 200.000 accessi.


"Punti 12, 13, 14". Le affermazioni contenute in questi punti sono completamente false. Tenendo conto della estrema pericolosità del Boldrini, ampiamente dimostrata dal suo comportamento durante l'aggressione di Piazza Zama dell'aprile 2007, negli anni successivi all'aggressione ho fatto tutto il possibile per evitarlo, e non mi sono mai sognato nè di avvicinarlo nè di minacciarlo. A tale riguardo giova ricordare che, mentre durante la maggior parte della giornata non sono presente a San Giovanni, perchè sono al lavoro, e il mio luogo di lavoro è vicino Frascati, il Boldrini, essendo "ufficialmente" disoccupato, trascorre le sue giornate tra il bar "Milleluci Caffè" di via Mauritania e la palestra Fortitudo di via Lusitania. Si tratta, in sostanza, di un classico "balordo" di quartiere, le cui fonti di reddito (dalle indagini che ho commissionato prima di avviare la causa civile, risulta che disponeva di un Mercedes 1800 coupè e di un appartamento nella zona di Latina) sono tutte da chiarire. 




"Punto 15". Dal 2007 al 2008 non mi sono mai fermato davanti alla palestra "Fortitudo" di San Giovanni, perchè questa palestra ha, nel quartiere, la fama di un luogo di "picchiatori" e di "balordi". C'è stata una sola eccezione: nell'autunno 2007, transitando con la mia auto davanti alla palestra, ho notato la Mercedes del Boldrini parcheggiata proprio di fronte alla palestra. Ho parcheggiato l'auto a distanza (almeno 50 metri), chiuso le portiere dall'interno, ed ho scattato delle foto delle persone sedute sui gradini davanti alla palestra. Un successivo ingrandimento di queste foto mi ha permesso di riconoscere con sicurezza il Boldrini (i cui capelli erano tornati dal biondo fluorescente all'abituale colore grigio), e la foto mi ha permesso di individuare con sicurezza l'aggressore di Piazza Zama. La mia foto non è stata messa agli atti del processo penale perchè il Boldrini, avendo capito che le cose si stavano mettendo male, ha  patteggiato sei mesi prima ancora della prima seduta del processo. Alcune delle foto scattate in quell'occasione sono state pubblicate su questo blog. La pubblicazione di foto scattate a persone adulte in luoghi pubblici non costituisce violazione della privacy, e non è perseguibile. 


"Punto 16". Non ho mai saputo, e non voglio neanche sapere, dove abita il Boldrini. Tenendo conto delle caratteristiche del "soggetto", immagino che si tratti di un luogo piuttosto malfamato.


"Punti 17 e 18". Non ho mai saputo che il Boldrini avesse trovato un lavoro presso un ferramenta di Piazza Epiro. Tenendo conto delle caratteristiche del soggetto, della sua pratica nell'uso di "tirapugni", e dei suoi precedenti penali, sconsiglierei un impiego presso un ferramenta. Vedrei meglio un'attività come addetto al recupero crediti per qualche "cravattaro", oppure, vista l'abilità del Boldrini nello sfondare i parabrezza delle auto, un impiego presso uno sfasciacarrozze.

Preciso inoltre che non ho mai frequentato nessun ferramenta di Piazza Epiro, e che, quando ho bisogno di attrezzi da bricolage, mi servo da Leroy Merlin Tor Vergata, oppure da Leroy Merlin Porta di Roma.



   




"Punti 19, 20". Non ho mai frequentato il bar "Milleluci Caffè" di via Mauritania. In due o tre occasioni, transitando in via Mauritania con l'auto, ho notato la presenza del Boldrini nei pressi del bar. La presenza del Boldrini, del quale ho già ampiamente descritto la pericolosità, mi ha motivato a tenermi il più lontano possibile da quel bar.


Purtroppo, nella primavera 2011 si è verificato uno spiacevole episodio. Una sera avevo parcheggiato nei pressi del bar "Milleluci Caffè", e la mattina dopo, nel recarmi al lavoro, ho trovato, parcheggiato in doppia fila dietro alla mia macchina, un ciclomotore sul quale era seduto (indovinate un pò!) proprio il Boldrini. Ho attivato a distanza l'allarme dell'antifurto della mia auto e sono rimasto a notevole distanza (almeno 50 metri) in attesa che il Boldrini capisse la situazione, spostasse il ciclomotore e si allontanasse. Dopo 5 o 10 minuti il Boldrini ha capito che non c'era verso che io mi avvicinassi (stavo già cercando il numero della polizia sul mio cellulare) ed ha finalmente spostato il ciclomotore, entrando poi nel bar "Milleluci Caffè". Quando mi sono avvicinato alla mia auto per partire, ho lasciato l'allarme dell'antifurto inserito, ho bloccato le portiere e mi sono allontanato con la massima velocità possibile. Ho poi saputo che il Boldrini ha dato una versione decisamente diversa di questo spiacevole episodio, arrivando addirittura a denunciarmi. Non ho comunque avuto la sensazione che i poliziotti che mi hanno interrogato su questo episodio nell'autunno 2011 abbiano preso molto sul serio le dichiarazioni del Boldrini. 


"Punto 21". Il mio presunto atteggiamento persecutorio nei confronti del Boldrini si basa sull'errato presupposto che io sia un frequentatore abituale dei negozi del quartiere San Giovanni. Non è così: dal momento che lavoro presso Frascati, trascorro la maggior parte del mio tempo in quella zona (il mio orario di lavoro è di 8 ore e 10 minuti) e faccio la spesa nel centro commerciale "Tor Vergata", oppure nel centro "Porta di Roma". Solo in rarissime occasioni (ad esempio, riposo a casa per malattia) faccio la spesa nel centro commerciale "Le Coccinelle", sito nei pressi di casa mia.


Il Boldrini non sembra avere un lavoro regolare, anche se possiede un coupè Mercedes 1800, e dopo l'aggressione di piazza Zama si è rivelato una persona violenta, tant'è vero che ha patteggiato sei mesi di reclusione per lesioni e danneggiamento. Questo spiega perchè potrebbe non essere una persona molto ben vista tra i suoi conoscenti. E' più che naturale che il Boldrini stia cercando di cambiare palestra ed ambiente. Potrebbe essere opportuno, vista la sua situazione di pregiudicato, che il Boldrini cominci a frequentare questa categoria di persone. Ovviamente io non ho responsabilità alcuna dei problemi "sociali" del Boldrini. 


"Punto 22". E' interessante che il Boldrini denunci inspiegabili danni ai suoi mezzi di locomozione dopo i fantomatici incontri che egli avrebbe avuto con me. Incontri che, come ho già precisato, in realtà non sono mai avvenuti. A tale riguardo, posso affermare di aver notato la presenza di una "fascia di rispetto" di circa 50 metri attorno al bar "Milleluci Caffè", abitualmente frequentato dal Boldrini. In diverse occasioni, dopo aver lasciato l'auto parcheggiata di notte nei pressi del bar, la mattina dopo ho trovato uno specchetto rotto, oppure un pneumatico sgonfiato, oppure una lampadina fulminata (è possibile far fulminare le lampadine di un'auto sferrando pugni o calci ai fari dell'auto). In tre o quattro occasioni ho trovato il manicotto dell'acqua staccato. Purtroppo questo tipo di danno non è rilevabile subito, ma solo dopo alcune centinaia di metri, e mi ha costretto in più occasioni a far ricorso al carro attrezzi, ed a sostenere notevoli spese di officina.



 

"Punto 23". I fatti descritti nel blog sono relativi all'estate 2007, quando il Boldrini, dopo avermi aggredito a piazza Zama, non era stato identificato, e aveva minacciato di recarsi sotto casa mia per vendicarsi se io l'avessi denunciato. E' quindi più che naturale che nel giugno 2007 io abbia fotografato l'auto del Boldrini parcheggiata nei pressi di casa mia, e che abbia cercato di attirare l'attenzione dei passanti, lampeggiando e suonando il clacson, quando, in una serata di agosto del 2007, il Boldrini ha cercato di bloccare la mia auto con la sua Mercedes nella zona di Piazza Epiro.








"Punto 24, Commi "a", "b", "c". I problemi lamentati dal Boldrini (cambio di palestra, perdita del lavoro, allontanamento dagli amici) non sono attribuibili alla mia fantomatica persecuzione, ma al suo carattere chiaramente violento ed antisociale. Carattere che il Boldrini ha avuto ampiamente modo di evidenziare con l'aggressione di Piazza Zama del 2007.


"Punto 24, Commi "d", "e". Il fatto che il Boldrini si sia trasferito nell'abitazione della sua compagna e sia arrivato, dopo qualche mese, alla rottura del rapporto semplicemente perchè la sua compagna ha letto il mio blog non ha bisogno di ulteriori commenti, e non appare molto credibile. A mio parere le cause della rottura del rapporto vanno ricercate altrove: il Boldrini è una persona violenta, che non è in grado di condurre una normale vita sociale.


"Punto 24, Commi "f" e "g". E' comprensibile che il Boldrini abbia perso degli amici che hanno letto il mio blog. Ma le informazioni del mio blog sono corrette e documentate, e corrispondono a fatti che hanno portato il Boldrini a patteggiare una pena di sei mesi. Per migliorare le sue relazioni sociali, suggerirei al Boldrini di cercarsi amici amanti della violenza, come ad esempio i militanti di CasaPound o di altre organizzazioni di estrema destra. Frequentando organizazioni di estrema destra, il Boldrini potrebbe finalmente superare il suo attuale stato di isolamento sociale, e diventare un vero e proprio eroe, dedicandosi ad attività come la caccia la senegalese, oppure più banalmente alla "cinghiamattanza", simpatica attività praticata dai militanti di CasaPound.



"Punto 25". La denuncia penale del Boldrini in relazione ai fatti contenuti in questo documento ha comportato un mio interrogatorio, che ho sostenuto nel settembre 2011. I poliziotti che mi hanno interrogato non mi sono sembrati particolarmenete colpiti dal contenuto del mio blog, perchè questo riporta fatti veri, e non è possibile perseguire un blog che riporta fatti veri. Non credo che avrò conseguenze penali di quache rilevanza per i fatti denunciati nel blog. L'ipotesi più probabile mi sembra quella dell'archiviazione.






In diritto


Il blog che tratta dell'aggressione di Piazza Zama del 2007, e degli episodi successivi, non è diffamatorio, in quanto descrive episodi realmente accaduti, e documentati con tanto di fotografie. La fantomatica "persecuzione" attribuitami dal Boldrini, e attuata con insulti e minacce, non trova alcun riscontro nella realtà. Infatti, poichè il Boldrini è una persona violenta ed allenata nelle tecniche di arti marziali, non ho mai neanche pensato di avvicinarmi al Boldrini ad una distanza inferiore ai 30 metri. 


E' possibile che, fino all'aggressione di Piazza Zama del 2007, il Boldrini non abbia mai avuto problemi con la legge. Ma il comportamento del Boldrini a Piazza Zama (ha inchiodato bruscamente davanti alla mia auto per poi scendere e colpire violentemente il mio finestrino con un tirapugni, mi ha rotto il naso e gli occhiali con un calcio, è saltato sul cofano della mia auto, sfondando il parabrezza a calci, mi ha quasi staccato il lobo dell'oreccho usando un tirapugni, e poi si è allontanato minacciando ritorsioni se l'avessi denunciato) portano a ritenere che il Boldrini non sia esattamente "una brava persona". Del resto, se non fosse così, non si capirebbe perchè ha patteggiato sei mesi per l'aggressione di Piazza Zama.   


Le affermazioni sul Boldrini contenute sul mio blog non possono quindi essere considerate lesive del suo onore e della sua reputazione, perchè sono vere e documentate. Non ha alcun senso chiedere un risarcimento per la pubblicazione di queste affermazioni su un blog. L'eventuale turbamento provato dal Boldrini nel leggere sul mio blog la descrizione dell'aggressione di Piazzza Zama è comprensibile, ma non rimborsabile. "Chi è causa del suo mal pianga sè stesso ..."


Premesso quindi che nessun risarcimento può essere dovuto per la pubblicazione di un blog che riporta notizie vere, osservo che la cifra richiesta (100 euro ad accesso, per un totale di 170.400 euro) è semplicemente ridicola. Anche perchè il Boldrini potrebbe aver chiesto ad amici e conoscenti di cliccare sul blog, in modo da incrementare il contatore, con la promessa di una lauta percentuale sull'incasso. I tecnici di Google, che sono esperti in questo tipo di trucchi (infatti alcuni blogger cliccano sui loro stessi blog per aumentare gli introiti pubblicitari) davanti ad una simile richiesta direbbero, come un personaggio di un vecchio spot di Carosello: "Ma che c'ho scritto Giocondo?".

 




 Conclusioni

Commi "a)", "b)". I blog che descrivono l'aggressione attuata dal Boldrini nei miei confronti, contengono notizie vere e documentate, con tanto di fotografie, quindi non c'è nessun motivo per cancellarli. Mica siamo in Cina ...


Il fatto che i blog contengano affermazioni vere, ma lesive della reputazione del Boldrini, è un problema del Boldrini, non mio. Nascondere il passato, fare in modo che gli altri non vengano a conoscenza dei reati commessi, è un problema comune a tutti pregiudicati. E il Boldrini è un pregiudicato. Sinceramente, non vedo soluzioni.   


Commi "c", "d". In base a quanto già scritto in precedenza (e in particolare nei commi "a" e "b")  la richiesta di 170.400 euro per presunti "danni morali" in relazione al contenuto dei blogs è semplicemente ridicola.



Prove testimoniali



Commi "2", "3", "4", "5", "6". Come già detto, non ho la minima idea degli orari con i quali il Boldrini frequenta la palestra "Fortitudo" di via Lusitania. Inoltre, non ho alcun interesse ad avvicinarmi al Boldrini, che ritengo essere una persona estremamente pericolosa, che, dopo l'aggressione del 2007, ho fatto tutto il possibile per evitare. Inoltre, dal momento che lavoro a Frascati, ho dei grossi dubbi sul fatto che i miei orari di lavoro siano sovrapponibili con gli orari nei quali il Boldrini ha frequentato la palestra "Fortitudo".




Commi "7", "8", "9", "10". Non ho la minima idea di dove abiti il Boldrini.  Inoltre, non ho mai avuto occasione di incontrarlo nella zona di Largo Pannonia, dove il "soggetto" sostiene di abitare.


Comma "12". Non ho mai frequentato, per nessuna ragione, il negozio di ferramenta di piazza Epiro, perchè per le mie esigenze di bricolage mi servo dei magazzini Leroy Merlin di Tor Vergata o Porta di Roma.





Commi "14", "15", "16", "17", "18". Non ho mai frequentato il bar "Milleluci Caffè" di via Mauritania. In due o tre occasioni, transitando in via Mauritania con l'auto, ho notato la presenza del Boldrini nei pressi del bar. La presenza del Boldrini, del quale ho già ampiamente descritto la pericolosità, mi ha motivato a tenermi il più lontano possibile da quel bar.


Purtroppo, nella primavera 2011 si è verificato uno spiacevole episodio. Una sera avevo parcheggiato nei pressi del bar "Milleluci Caffè", e la mattina dopo, nel recarmi al lavoro, ho trovato, parcheggiato in doppia fila dietro alla mia macchina, un ciclomotore sul quale era seduto (indovinate un pò!) proprio il Boldrini. Ho attivato a distanza l'allarme dell'antifurto della mia auto e sono rimasto a notevole distanza (almeno 50 metri) in attesa che il Boldrini capisse la situazione, spostasse il ciclomotore e si allontanasse. Dopo 5 o 10 minuti il Boldrini ha capito che non c'era verso che io mi avvicinassi (stavo già cercando il numero della polizia sul mio cellulare) ed ha finalmente spostato il ciclomotore, entrando poi nel bar "Milleluci Caffè". Quando mi sono avvicinato alla mia auto per partire, ho lasciato l'allarme dell'antifurto inserito, ho bloccato le portiere e mi sono allontanato con la massima velocità possibile. Ho poi saputo che il Boldrini ha dato una versione decisamente diversa di questo spiacevole episodio, arrivando addirittura a denunciarmi. Non ho comunque avuto la sensazione che i poliziotti che mi hanno interrogato su questo episodio, nell'autunno 2011, abbiano preso troppo sul serio le dichiarazioni del Boldrini. 


"Commi 18, 19". Tenendo conto delle "tare" caratteriali del Boldrini, non mi meraviglia che questi abbia iniziato una relazione che è poi naufragata nel giro di pochi mesi. Ovviamente tutto questo non ha nulla a che fare nè con me nè con i miei blogs. Colgo l'occasione per osservare che, se la lettura dei mei blogs è stata sufficiente a far naufragare la relazione tra il sig. Boldrini e la sig.ra Di Salvo, questo relazione non doveva essere molto solida.




"Commi 20, 21". Il fatto che la  lettura dei blogs che raccontano le "imprese" compiute dal Boldrini a Piazza Zama abbia indotto nello stesso uno stato di depressione è comprensibile. Come diceva una vecchia canzone di Iva Zanicchi, "la verità ti fa male, lo so". Le soluzioni a questo problema personale del Boldrini esulano dall'ambito di questa causa. Magari il Boldrini potrebbe provare a rivolgersi ad uno psichiatra.




Nicola La Monaca, 24 settembre 2012


 




sabato 22 settembre 2012

Aggressione di Piazza Zama del 2007. La controdenuncia del "picchiatore".

Nell'aprile 2007, verso le dieci del mattino, mentre ero alla guida delle mia auto, sono stato aggredito, per cause ancora non chiarite, da un vero e proprio energumeno, che ha "inchiodato" davanti alla mia auto, è sceso e ha colpito il finestrino della mia auto usando un "tirapugni", poi è saltato sul cofano e mi ha sfondato il parabrezza a calci e pugni. Quando sono sceso dall'auto per cercare di rifugiarmi in uno dei bat sul bordo della piazza, mi ha rotto il naso con un calcio al volo, in stile kick boxing, rompendo i miei occhaili e facendoli volare sul cofano di un'auto di passaggio. Poi mi ha colpito all'orecchio sinistro con il tirapugni, causando il distacco del lobo dell'orecchio e lesioni all'articolazione temporomandibolare. Poi, per fortuna, due (eroici) passanti sono riusciti a bloccarlo.

Il soggetto, che sembrava chiaramente sotto l'influsso di sostanza stupefacenti, è poi risalito sghignazzando sulla sua auto (una vecchia Mercedes 1800 coupè)  e ha gridato: "Adesso prova a denunciarmi, così vengo sotto casa tua e ti ammazzo!". Ovviamente io l'ho denunciato.

Queste in allegato sono le foto dei segni del tirapugni sul finestrino della mia auto e la foto del parabrezza sfondato a calci.





Dal momento che il Boldrini mi ha rotto il naso con un calcio "al volo" in stile kickboxing, mentre ero in piedi, ho riportato un trauma cervicale, che ha richiesto mesi di fisioterapia. Dopo l'aggressione, sono stato trasportato in ambulanza al Pronto Soccorso dell'Ospedale San Giovanni, dove ho avuto una prognosi iniziale di venti giorni, successivamente estesa a quaranta. A causa del trauma psicologico subito, sono stato per tre anni in cura con antidepressivi ed ansiolitici.

Per questi eventi, l'aggressore, tale Mario Boldrini, che risultava incensurato (!) ha patteggiato una pena decisamente "buonistica": 6 mesi con la condizionale. Questo anche grazie  a testimoni compiacenti, a poliziotti non proprio da "squadra omicidi" e ad un PM che non era esattamente il tenente Colombo. Purtroppo, questa è la sicurezza nella Roma di Alemanno.

Queste in allegato sono le pagine della controdenuncia dove il Boldrini  dà la sua versione dei fatti.
Prima di analizzare le "interessanti" considerazioni del Boldrini, vorrei dare una descrizione fisica del "soggetto". Ecco una foto scattata nell'autunno 2007 davanti alla palestra di boxe "Fortitudo" di San Giovanni, dove il Boldrini si allenava regolarmente nel periodo dell'aggressione. Il Boldrini stava conversando amabilmene con una sua amica, che, guarda caso, risulterà poi tra i suoi testimoni a favore per l'aggressione di Piazza Zama. 






 Ecco il testo della denuncia del Boldrini.



Già queste prime pagine permettono di fare considerazioni interessanti sulla credibilità del Boldrini. Infatti il Boldrini sostiene che al semaforo di via Satrico che precede piazza Zama io lo avrei inseguito, lampeggiando con gli abbaglianti e suonando ripetutamente il clacson, come se volessi fermarlo per avviare una lite. Peccato che a quell'ora quel semaforo fosse presidiato da ben due Vigili Urbani, che non hanno notato niente di particolare. Qualche minuto dopo, a Piazza Zama, il Boldrini ha "inchiodato" davanti alla mia auto, mi ha aggredito, e poi si è allontanato sghignazzando, minacciando riotorsioni se l'avessi denunciato. I due vigili di servizio al semaforo, avvertititi da un motociclista, si sono recati a piedi sul posto, ed hanno allertato la "squadra incidenti" dei Vigili Urbani, che hanno raccolto sul luogo dell'aggressione quattro testimonianze, tutte a mio favore.

Diversi passanti intervenuti hanno provveduto a chiamare la polizia ed un'ambulanza, che mi ha trasportato all'Ospedale San Giovanni. Ovvviamente, nelle testimonianze raccolte dalla "squadra incidenti" dei Vigili Urbani non c'era nessuna traccia dell'amica del Boldrini, che poi avrebbe testimoniato a suo favore, sostenendo di trovarsi a passare in quel momento per Piazza Zama, ma di non aver avuto il tempo di fermarsi. Nè c'era traccia della testimonianza del meccanico di fiducia del Boldrini, un altro dei suoi testimoni a favore, il quale (ma guarda che combinazione!) si trovava a passare anche lui in quel momento per piazza Zama, ma era troppo impegnato per fermarsi.


Nel seguito della denuncia, il Boldrini racconta un episodio successivo, verificatosi nel giugno 2007, che è estremamente interessante per capire la "psicologia" del "picchiatore romano verace". Il Boldrini aveva minacciato che, se se l'avessi denunciato, sarebbe venuto sotto casa mia per vendicarsi. Nel giugno 2007 avevo da poco terminato i miei 40 giorni di prognosi (la frattura al naso era stata risolta subito in ospedale con un'operazione in anestesia generale, ma ero ancora sotto antidolorifici per i traumi all'articolazione temporomandibolare ed alla cervicale) quando vedo, parcheggiata a pochi metri da casa, l'auto del Boldrini! Risalgo subito a casa per prendere una macchina fotografica digitale, e quando torno giù scopro che il guidatore della Mercedes (che non era il Boldrini) era sceso dall'auto, e si era infilato in un portone, coprendosi il volto con il giubbotto per non essere fotografato (timidezza o precedenti penali?). Sono rimasto all'interno della mia auto cercando di telefonare alla poliza oppure al mio avvocato (purtroppo in questi casi le linee telefoniche sono inesorabilmente occupate), quando da un barbiere della zona è uscito un tizio con i capelli ancora bagnati di shampoo, che è entrato nella Mercedes e si è allontanato sgommando, senza troppo preoccuparsi dei miei scatti, che per la verità non sono molto ben riusciti. Da quello che mi hanno spiegato dopo, subito dopo l'aggressione il Boldrini sperava di non essere riconosciuto (in effetti, quando a Piazza Zama con un calcio mi aveva rotto il naso, mi aveva anche rotto gli occhiali, che erano volati sul cofano di una macchina di passaggio). Per questo, il Boldrini in quel periodo prestava la sua Mercedes 1800 "a cani e porci", nella speranza di poter evitare l'imputazione per l'aggressione di Piazza Zama dicendo che non ricordava a chi aveva prestato la sua auto quel giorno. Ovviamente, le minacce che il Boldrini mi attribuisce nella denuncia sono completamente inventate. Suona particolarmente ridicolo il "linguaggio da bar romanesco" che il Boldrini mi attribuisce, visto che sono di Foggia, quindi se proprio dovessi minacciare qualcuno userei il dialetto foggiano, che è molto diverso.


Nell'agosto 2007 il Boldrini aveva rinunciato al trucco di prestare la sua Mercedes a "cani e porci" per evitare di essere ricnosciuto, e aveva pensatoa un nuovo trucco: si era tinto i capelli di un biondo fluorescente (un colore da vero frocione) per evitare di essere riconosciuto nella foto segaletica che la polizia gli avrebbe scattato per l'identificazione dell'aggressore di Piazza Zama. Sfortunatamenete me lo sono trovato davanti vicino casa mia, a Piazza Epiro, con la sua Mercedes in una serata di agosto in cui Piazza Epiro era letteralmente deserta. Quella volta ho avuto davvero paura. Il Boldrini è alto più di un metro e 85, ed ha un fisico decisamenete palestrato, da vero "picchiatore". Per fortuna mi è andata bene. Ovviamente la storia delle foto è falsa: quella sera non avevo nessuna macchina fotografica, e visto che le strade erano deserte ed avevo paura per la mia sicurezza, pensavo a tutto meno che a scattare foto.




Di questa brutta storia, una cosa mi ha colpito: anche se ti trovi in situazioni di serio pericolo, Polizia e Carabinieri non fanno un cazzo. Quando sono stato aggredito dal Boldrini a piazza Zama, sono stato salvato da degli (eroici) passanti, che hanno fermato il Boldrini, e poi chiamato la Polizia, i Carabinieri, e l'ambulanza. La Polizia è arrivata dopo più di mezz'ora, quando l'ambulanza mi aveva già portato all'Ospedale San Giovanni.

Trovo veramente scandaloso che, dopo l'aggressione di piazza Zama, il Boldrini non sia stato sottoposto nè ad un test per l'uso di sostanze stupefacenti nè ad una visita psichiatrica. Ho fatto parecchia esperienza nel traffico di Roma (da quando ho la patente, ho percorso più di 400 mila chilometri) e so per esperienza che "soggetti" come il Boldrini possono essere estremamente pericolosi.

Per i due episodi successivi, pur avendo telefonato alla polizia, non ho ricevuto nessun tipo di assistenza, se non il consiglio di "evitare di scattare foto" (come se scattare foto fosse un reato). Nella Roma di Alemanno, il livello di criminalità ha ormai raggiunto livelli di guardia, e Polizia e Carabinieri sono letteralmente "con le pezze al culo" per mancanza di fondi.

Nicola La Monaca, settembre 2012

mercoledì 19 settembre 2012

Picchiatori. 2007, Piazza Zama. La versione del “picchiatore”

 

 

L'aggressione condotta da Mario Boldrini nei miei confronti, avvenuta a Roma, a piazza Zama, nell'aprile 2007, sembra avere tutte le caratteristiche di un gesto "squadristico": un'esplosione di violenza gratuita, l'uso del "tirapugni" (una classica arma usata dai "picchiatori" di estrema destra) seguita dalla fuga (forse anche per evitare il linciaggio da parte delle persone intervenute durante l'aggressione).

Poi, nel corso delle indagini, l'adduzione di una fantomatica provocazione per l'aggressione ("E' stato lui a provocarmi!").

L'invenzione di fantomatiche motivazioni per le aggressioni é un comportamento classico tra le persone cronicamente violente. E' molto difficile trovare un violento che ammetta candidamente le sue colpe. Soprattutto se, come nel caso del Boldrini, si tratta di un militante di estrema destra, appartenente a un'ideologia che giustifica la violenza.

Se la situazione non fosse stata tragica, si potrebbe pensare alla mitica gag di Alberto Sordi ("Spaghetto, tu me provochi, io me te magno!"). Ma la versione del Boldrini sembra aver trovato notevole credito presso il Commissariato di Polizia che ha svolto l'indagine. Lo stesso Commissariato sembra invece aver completamente ignorato il fatto che il Boldrini avesse usato un "tirapugni" con due "spuntoni" acuminati per l'aggressione, nonostante ci fossero le foto del finestrino danneggiato, un verbale dei Vigili Urbani che certificava il danno, e la mia testimonianza.

 

 

Non solo: anche se i reati per i quali il Boldrini era stato imputato (lesioni aggravate e danneggiamento aggravato) non rientravano tra le competenze del Giudice di Pace, all'inizio delle indagini il Commissariato di Polizia insisteva sul fatto che l'aggressione del Boldrini fosse solo un banale diverbio tra automobilisti, da risolvere inviando il fascicolo dell'aggressione al Giudice di Pace. Una soluzione alla "volemose bene", che si sarebbe tradotta in una perdita di tempo: il Giudice di Pace, non essendo competente per quel tipo di reati, avrebbe sicuramente dovuto rinviare il fascicolo alla Magistratura Ordinaria. C'è voluto del bello e del buono solo per convincerli del fatto che il fascicolo del Boldrini andava trasmesso direttamente alla Magistratura Ordinaria.

Suvvia, diciamolo: forse c'erano delle conoscenze, forse anche solo delle simpatie. Insomma, anche se, vista la scarsità delle risorse a disposizione, non siamo ancora riusciti ad avere un "poliziotto di quartiere", in compenso ci hanno dato almeno un "picchiatore di quartiere": Mario Boldrini.

A inizio 2008, il Boldrini é riuscito a patteggiare, per l'aggressione di piazza Zama, una pena da "saldi di fine stagione": sei mesi con la condizionale. La mitezza della pena é dovuta anche al fatto che il Boldrini risultava, nonostante la sua notevole abilità come "picchiatore", incensurato. Il fatto che un estremista di destra che va in giro con un "tirapugni" e si allena regolarmente in una palestra di kick boxing arrivi fino all'età di quasi 40 anni con una fedina penale "immacolata" dà molto da pensare. Sembra quasi che i vecchi fantasmi del fascismo (i "topi di fogna", direbbe Ascanio Celestini) stiano riemergendo. Per fortuna, adesso a Roma c'è un sindaco al di sopra di ogni sospetto.

 

 

Dopo il patteggiamento del Boldrini per le responsabilità penali dell'aggressione, é stata avviata una causa civile, per la quale, visti i tempi della giustizia italiana, si é tenuta la prima udienza nella primavera 2010. La prossima udienza é prevista, se tutto va bene, per il 2011.

E' interessante leggere alcuni tratti della difesa redatta dall'avvocato di Mario Boldrini per la causa civile.

2/a (...) [l'aggredito] lamentava di essere stato aggredito dal sig. Boldrini conseguentemente a un diverbio scoppiato per motivi di viabilità. (...)

La mia versione é molto diversa. Quella mattina, il Boldrini ha superato velocemente la mia auto, ha "inchiodato", costringendomi a frenare bruscamente, é sceso velocemente dalla sua auto, già armato di "tirapugni", ed ha colpito violentemente il finestrino della mia auto. Questo non sembra proprio un diverbio per motivi di traffico. Questa sembra un'aggressione premeditata. Nella foto qui sotto, si vedono i segni lasciati dalle punte acuminate del "tirapugni" del Boldrini sul finestrino della mia auto, che fortunatamente era chiuso.

 

 

Normalmente, un automobilista che inchioda con l'auto, salta giù e colpisce il finestrino di un altro automobilista con un "tirapugni" a punte acuminate, gli sfonda il parabrezza a calci, e poi lo fa finire in ospedale, dovrebbe essere immediatamente fermato, sottoposto a test per l'uso di droghe, e controllato da uno psichiatra per valutare l'opportunità di un TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Ma siamo in Italia. Nei giorni successivi all'aggressione, il Boldrini é stato visto più volte aggirarsi con la sua Mercedes (rigorosamente nera, viste le sue simpatie politiche) nei pressi della mia abitazione. Questa qui sotto é una foto della Mercedes del Boldrini, parcheggiata nei pressi della palestra "Fortitudo" di San Giovanni, qualche settimana dopo l'aggressione. Forse l'aggressore l'aveva parcheggiata lì per allenarsi in palestra. Magari in vista della prossima aggressione.

 

 

Durante l'indagine, il Boldrini ha raccontato, per giustificare l'aggressione, una storia piuttosto fantomatica: io lo avrei inseguito a folle velocità, nel traffico romano dell'ora di punta, con la mia macchina (una Ford Fiesta 1200), lampeggiando e suonando ripetutamente il clacson. Una scena da film americano. Tutto questo sarebbe avvenuto verso le dieci del mattino, in una via affollata del quartiere San Giovanni, dove a quell'ora il traffico scorreva a passo d'uomo. A pochi passi dal semaforo di via Satrico, presidiato regolarmente dai Vigili Urbani. I quali, intervenuti pochi minuti dopo l'aggressione, non hanno scritto, nel loro verbale, di aver visto alcunchè di anormale all'altezza del semaforo.

 

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Torniamo alla versione del sedicente inseguito, il Boldrini. A piazza Zama, qualche decina di metri dopo il semaforo presidiato dai Vigili Urbani, sembra che la Mercedes 1800 CLK del Boldrini non riesca più a reggere l'inseguimento della mia auto, la Fiesta 1200. Forse un cedimento del motore? Ovviamente, a questo punto il Boldrini si vede costretto a difendersi. Avrebbe potuto fermarsi qualche metro prima, e segnalare l'inseguimento ai Vigili Urbani che presidiavano il semaforo. Oppure, avrebbe potuto chiamare la Polizia, con la quale, visto l'andamento della successiva indagine per l'aggressione, doveva essere in ottimi rapporti. Ma, forse per timidezza, il Boldrini decide di non disturbare nessuno, e scende dalla sua auto, opportunamente armato di "tirapugni" con punte acuminate, per risolvere la faccenda da solo. Un comportamento davvero encomiabile.

 

 

 

Peccato che io non avessi mai visto in vita mia né il Boldrini né la sua auto. Tant'é vero che sono riuscito a descrivere solo sommariamente ai Vigili Urbani, poi intervenuti per verbalizzare l'accaduto, l'auto e l'aggressore. C'è da dire che il Boldrini aveva pensato bene di complicarmi le cose, rompendomi gli occhiali con un calcio al viso, in stile kick boxing. Gli occhiali, spezzati, sono finiti sul cofano di un automobilista di passaggio, il quale li ha poi gentilmente consegnati ai Vigili Urbani.

Il Boldrini é stato individuato solo grazie ad alcuni testimoni, che sono intervenuti per fermarlo (e direi che c'è voluto molto coraggio), e hanno preso la targa della sua auto, prima che fuggisse.

Forse, anche l'automobilista che ha riportato gli occhiali rotti dell'aggredito avrebbe potuto vedere, trovandosi a passare in qual momento, qualcosa del fantomatico "inseguimento tra auto" denunciato dal Boldrini per giustificare l'aggressione. Almeno in lontananza: dopotutto era alla guida di un SUV, che ha maggior visibilità rispetto alle altre auto. Ma il testimone ha dichiarato di non aver visto niente del genere. Povero Boldrini. Non gli crede nessuno. A parte, forse, la Polizia.

 

 

(...) (continua)

 

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